ATTENZIONE: da questo punto l’articolo contiene spoiler completi su “Un’Albicocca”, ultimo episodio de Il giovane Montalbano.
Molti spettatori sono rimasti con una domanda dopo la messa in onda di “Un’Albicocca”: chi ha ucciso la giovane trovata nell’auto precipitata dalla scarpata? L’episodio parte infatti come un incidente stradale, ma Montalbano capisce quasi subito che qualcosa non torna. Ed è proprio quell’indagine, apparentemente semplice, ad accompagnarlo verso il momento più importante dell’intera serie.
La vittima si chiama Annarosa Testa, una giovane modella. Salvo e Livia trovano l’auto finita fuori strada mentre stanno tornando verso Marinella. All’inizio potrebbe sembrare un incidente, ma ci sono diversi dettagli strani: sull’asfalto non risultano segni di frenata e la posizione della vettura fa pensare che non stesse procedendo ad alta velocità. L’autopsia conferma poi il sospetto di Montalbano: Annarosa era già morta prima dello schianto.
Il dettaglio che dà il titolo all’episodio è quello decisivo. Nella gola della ragazza viene trovato il nocciolo di un’albicocca, nonostante Annarosa fosse allergica proprio a quel frutto. Non si tratta quindi di una disgrazia. Qualcuno ha provocato la sua morte e successivamente ha sistemato l’auto in modo da farla sembrare vittima di un incidente.
Le indagini portano Montalbano nell’ambiente della maison per cui Annarosa lavorava. Dietro l’attività apparentemente normale dell’azienda emerge una rete di traffici illeciti legati al Sudamerica. Annarosa aveva scoperto qualcosa che non avrebbe dovuto conoscere e rappresentava quindi un pericolo per chi era coinvolto.
L’uomo responsabile della sua morte è il direttore amministrativo della società, con il quale Annarosa aveva avuto anche una relazione. La ragazza sapeva troppo e viene eliminata. La situazione diventa ancora più cupa perché anche lo stesso uomo, ormai diventato scomodo per chi gestisce i traffici, viene a sua volta ucciso.
Quindi la risposta alla domanda lasciata da molti utenti è questa: Annarosa non muore per il nocciolo capitato accidentalmente in gola né per lo schianto dell’automobile. Viene assassinata perché aveva scoperto gli affari illegali legati alla società per cui lavorava.
Ma “Un’Albicocca” non viene ricordato soltanto per il giallo.
Una volta risolto il caso, Salvo deve finalmente affrontare ciò che ha rimandato per tutta la puntata: lasciare Vigata e trasferirsi a Genova insieme a Livia. La decisione è presa. Montalbano saluta la casa di Marinella, il mare e le persone con cui ha lavorato. Si concede perfino un’ultima nuotata prima della partenza. Tutto sembra preparare il pubblico all’addio definitivo del giovane commissario alla Sicilia.
Poi arriva il 23 maggio 1992.
Salvo trova Vigata stranamente vuota. Entra in commissariato e vede i colleghi immobili davanti alla televisione. È appena avvenuta la strage di Capaci, l’attentato sull’autostrada A29 nel quale vengono uccisi Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta.
Montalbano capisce immediatamente che non può partire.
Il finale funziona proprio perché non ha bisogno di un lungo discorso. Il trasferimento a Genova rappresentava la possibilità di scegliere Livia e una vita nuova; Capaci gli ricorda invece perché ha scelto di fare il poliziotto e perché, in quel momento, sente di dover restare in Sicilia.
“Un’Albicocca” è anche il vero finale de Il giovane Montalbano. Non chiude soltanto una stagione, ma l’intera serie. Salvo non diventa improvvisamente il Montalbano adulto che conosciamo, ma compie una scelta che ci porta esattamente in quella direzione.
E forse è questo che rende l’episodio così forte: parte da una ragazza morta in una macchina e finisce raccontando il momento in cui Montalbano decide quale uomo vuole essere.
Avevate capito subito chi aveva ucciso Annarosa? E soprattutto, vi è piaciuta la scelta di chiudere Il giovane Montalbano con la strage di Capaci? Scrivetecelo nei commenti.


