Recensione breve
Uno splendido errore 3 è una stagione migliore delle precedenti perché finalmente prova ad andare oltre il triangolo tra Jackie, Cole e Alex. La famiglia Walter acquista maggiore importanza, alcuni personaggi crescono e Jackie comincia a prendere decisioni pensando anche a se stessa. Restano però i soliti problemi: troppe incomprensioni, storie sentimentali che si complicano appena sembrano trovare un equilibrio e alcune sottotrame che avrei volentieri accorciato. Si guarda comunque con una facilità disarmante.
La terza stagione prova finalmente a far crescere Jackie
La terza stagione di Uno splendido errore riparte da una situazione familiare complicata e utilizza proprio questo momento per cambiare leggermente prospettiva. Il rapporto tra Jackie, Cole e Alex rimane importante, sarebbe impossibile il contrario, ma stavolta la serie prova almeno a ricordarsi che nella casa dei Walter vivono parecchie altre persone.
E questa scelta funziona.
Jackie, interpretata ancora da Nikki Rodriguez, mi è sembrata soprattutto meno dipendente dalle decisioni dei ragazzi che ha intorno. Continua a sbagliare, continua a confondersi e continua ad avere una capacità quasi scientifica di rendere complicate anche le situazioni più semplici, ma almeno adesso prova a capire cosa vuole lei.
Nelle prime stagioni mi capitava spesso di avere l’impressione che Jackie reagisse semplicemente a quello che facevano Cole o Alex. Nella terza ha un percorso un po’ più personale.
Non diventa improvvisamente la campionessa mondiale delle decisioni razionali. Sarebbe chiedere troppo.
Il miglioramento però si vede.
Cole funziona meglio quando la serie smette di usarlo soltanto come interesse amoroso
Il personaggio che mi ha convinto maggiormente rimane Cole.
Noah LaLonde ha sempre avuto una presenza molto forte nella serie, ma nelle prime stagioni il rischio era evidente: Cole poteva trasformarsi nel classico ragazzo bello, problematico e tormentato che esiste principalmente per far battere il cuore alla protagonista.
La terza stagione gli concede qualcosa in più.
La sua vita non gira continuamente intorno a Jackie e viene approfondito maggiormente il suo rapporto con la famiglia, con il futuro e soprattutto con Alex.
Quest’ultimo aspetto era necessario.
La rivalità tra i due fratelli ha funzionato all’inizio, ma dopo un po’ diventava difficile credere che ogni loro problema dovesse dipendere sempre dalla stessa ragazza. Vederli affrontare questioni che riguardano direttamente il loro rapporto rende entrambi più interessanti.
Naturalmente non aspettatevi improvvisamente una famiglia in cui tutti comunicano in maniera perfetta.
Rimarremmo senza serie dopo tre episodi.
Alex continua a essere il personaggio che mi fa discutere con lo schermo
Con Alex, invece, il mio rapporto rimane complicato.
Capisco ciò che la serie cerca di fare con lui. Vuole dargli una vita più indipendente, nuovi obiettivi e qualcosa che non abbia necessariamente Jackie al centro.
È la direzione corretta.
Il problema è che Alex continua ad avere momenti nei quali sembra essere maturato seguiti immediatamente da decisioni che mi fanno chiedere se abbiamo visto la stessa stagione precedente.
La storyline legata al rodeo serve proprio a costruirgli un’identità diversa e in alcuni episodi funziona. In altri, però, occupa più spazio di quanto avrei voluto.
Ashby Gentry riesce comunque a rendere Alex abbastanza umano da impedirmi di detestarlo completamente. E considerate che in certi momenti ci mette parecchio impegno per farmi cambiare idea.
Finalmente i Walter sembrano una famiglia e non lo sfondo di un triangolo amoroso
L’aspetto che ho apprezzato maggiormente della terza stagione è il maggiore spazio dato alla famiglia Walter.
George e Katherine non sono semplicemente gli adulti che entrano nella stanza ogni tanto per chiedere ai ragazzi se vada tutto bene. I problemi della famiglia hanno conseguenze reali e costringono i figli a confrontarsi con responsabilità nuove.
Anche diversi fratelli ricevono più attenzione.
Non tutte le sottotrame hanno però la stessa forza.
Alcune aggiungono qualcosa alla serie, altre sembrano semplicemente esistere perché il cast è enorme e bisogna pur trovare qualcosa da far fare a tutti.
È uno dei limiti strutturali di Uno splendido errore: ci sono talmente tanti Walter che raccontarli in dieci episodi senza sacrificare qualcuno diventa quasi impossibile.
Il problema dei triangoli amorosi non è ancora risolto
Pensavo che dopo due stagioni la serie potesse ridurre leggermente le complicazioni sentimentali.
E invece no.
Appena un rapporto sembra trovare una direzione, compare un nuovo problema. Una persona non dice ciò che pensa, qualcun altro interpreta male una situazione e improvvisamente siamo nuovamente dentro una crisi sentimentale.
Uno splendido errore continua ad abusare delle incomprensioni.
Una volta funzionano. Due anche.
Alla quarta inizi a pensare che Silver Falls avrebbe bisogno di un corso gratuito sulla comunicazione.
La stagione introduce inoltre nuove dinamiche romantiche che servono chiaramente a evitare che la situazione diventi troppo tranquilla. Alcune mi hanno divertito, altre mi sono sembrate un modo un po’ evidente per allungare tensioni che avrebbero potuto essere risolte diversamente.
Fortunatamente la serie riesce a compensare con una buona chimica tra gli attori.
Una serie piena di difetti che continuo a guardare volentieri
La stranezza di Uno splendido errore è proprio questa.
Posso elencare parecchi difetti. Dialoghi non sempre naturali, cliché adolescenziali, incomprensioni costruite, personaggi che potrebbero risolvere metà dei propri problemi parlando apertamente.
Poi finisce un episodio e ne avvio immediatamente un altro.
La terza stagione resta una serie comfort, romantica e molto semplice da seguire. L’ambientazione continua a funzionare, il cast ormai è affiatato e la componente familiare rende il racconto più ricco rispetto all’inizio. La stessa creatrice Melanie Halsall aveva anticipato che questa stagione sarebbe stata maggiormente dedicata alla crescita e alla maturazione dei protagonisti, e la differenza rispetto alle precedenti effettivamente si vede.
Non aspettatevi però una trasformazione radicale.
Se vi piacevano Jackie e i Walter, probabilmente questa è la stagione che aspettavate. Se già non sopportavate i triangoli sentimentali e le persone incapaci di dirsi chiaramente ciò che provano, alcune scene potrebbero mettere seriamente alla prova la vostra pazienza.
Voi che voto dareste a Uno splendido errore 3? Vi è sembrata la stagione migliore oppure i drammi sentimentali dei Walter stanno iniziando a stancarvi? Scrivetecelo nei commenti.
La Recensione
Uno splendido errore 3
Non è perfetta, ma è probabilmente la stagione più completa della serie.
PRO
- Jackie ha finalmente un percorso più personale.
- Cole viene approfondito molto meglio.
- La famiglia Walter ha maggiore importanza.
CONTRO
- Le incomprensioni sentimentali continuano a essere troppe.


