Verity è arrivato al cinema e chi ha letto il romanzo di Colleen Hoover si accorgerà molto presto che il film con Anne Hathaway, Dakota Johnson e Josh Hartnett non segue il libro alla lettera. La storia di base resta riconoscibile, ma Michael Showalter ha modificato diversi elementi importanti: alcuni sono stati eliminati per rendere il racconto più compatto, altri sono stati aggiunti appositamente per sorprendere anche chi conosce già ogni pagina del romanzo.
Colleen Hoover ha approvato queste modifiche e ha raccontato di non aver avuto particolari momenti in cui sentisse il bisogno di fermare gli sceneggiatori. Anzi, alcune scelte che inizialmente la preoccupavano sono finite tra quelle che ha apprezzato di più.
Da questo momento, naturalmente, ci sono spoiler importanti sia sul libro sia sul film.
Verity nel libro è bionda, Anne Hathaway resta mora
La prima differenza è anche quella più immediatamente visibile.
Nel romanzo Verity Crawford è bionda, mentre nel film Anne Hathaway mantiene i suoi capelli scuri. Una scelta che alcuni lettori avevano già notato fin dai primi materiali promozionali.
Hathaway sa bene che per molti fan l’aspetto del personaggio era già chiarissimo nella loro testa, ma ha spiegato che ogni adattamento deve trovare una propria identità.
Il risultato è una Verity visivamente diversa da quella immaginata dai lettori, senza però modificare il ruolo che occupa nella storia.
Verity e Jeremy hanno due figli invece di tre
Questa è una delle modifiche più importanti.
Nel libro Verity e Jeremy Crawford hanno tre figli: Crew e le gemelle Chastin e Harper. Nel film, invece, i bambini diventano due.
Chastin è stata eliminata e Crew diventa il gemello di Harper.
Non è un cambiamento da poco, perché nel romanzo Chastin occupa uno spazio fondamentale nel manoscritto trovato da Lowen. Verity racconta di aver provato gelosia per l’attenzione che Jeremy dedicava alle figlie e di aver sviluppato un rapporto diverso con le due bambine.
Nel manoscritto sostiene poi che Chastin sia morta in seguito a una reazione fatale alle arachidi e attribuisce ad Harper una responsabilità nella tragedia. Sei mesi dopo anche Harper muore annegata durante un’uscita in canoa.
Secondo Colleen Hoover, mantenere tre bambini avrebbe appesantito troppo il film e reso quella parte della storia eccessivamente cupa nei tempi più stretti di un lungometraggio.
La scrittrice era inizialmente preoccupata dalla modifica, salvo poi cambiare idea leggendo la nuova sceneggiatura: per lei è diventata una delle decisioni migliori dell’adattamento.
Nel film sparisce il sonnambulismo di Lowen
Nel romanzo c’è un altro elemento importante che il film decide di lasciare fuori: Lowen è sonnambula.
Il dettaglio viene dal suo passato e torna ad avere importanza dopo che la donna si ritrova misteriosamente nel letto di Verity.
Michael Showalter aveva inizialmente girato anche queste scene e ha elogiato il lavoro fatto da Dakota Johnson. In fase di montaggio, però, il regista si è reso conto che quella sottotrama rallentava troppo la storia.
Un romanzo può permettersi deviazioni, approfondimenti e capitoli dedicati ad aspetti laterali dei personaggi. Un film di circa due ore deve invece scegliere continuamente cosa conservare.
Il sonnambulismo di Lowen è quindi rimasto fuori, nonostante fosse stato effettivamente girato.
Il bacio tra Lowen e Verity non esiste nel romanzo
Il film non si limita a togliere.
Aggiunge anche alcune scene completamente nuove.
Una delle più evidenti era già comparsa nel trailer: Lowen immagina di baciare Jeremy, ma improvvisamente l’uomo si trasforma in Verity.
Nel libro non accade nulla del genere.
Colleen Hoover ha confessato di essere stata inizialmente piuttosto nervosa davanti a questa idea perché non riusciva a capire come una scena simile avrebbe potuto inserirsi nella storia senza risultare gratuita.
Vedendola realizzata, però, ha cambiato opinione e l’ha indicata tra le sue aggiunte preferite.
La sequenza rafforza anche l’ambiguità del rapporto tra Lowen e Verity. La seconda è contemporaneamente una rivale, un’ossessione e una presenza che finisce per invadere sempre di più la mente della protagonista.
Lowen invade molto di più la vita di Verity
Nel libro Lowen entra progressivamente nel mondo dei Crawford.
Accetta di terminare la serie di romanzi di Verity, si avvicina a Jeremy, sviluppa un legame con Crew e comincia quasi inevitabilmente a occupare spazi che prima appartenevano alla donna immobilizzata nel letto.
Nel film questa idea viene spinta ancora più avanti.
Michael Showalter ha parlato apertamente di un’influenza di Eva contro Eva, il classico del 1950 incentrato su una giovane donna che entra nella vita di una star più affermata finendo progressivamente per prenderne il posto.
Questa componente non è presente nello stesso modo nel romanzo.
La Lowen cinematografica sembra quindi avvicinarsi ancora di più al mondo di Verity, fino a rendere meno netta la separazione tra osservatrice e sostituta.
Il finale mantiene l’ambiguità, ma viene raccontato diversamente
Questa è inevitabilmente la parte più delicata.
Nel romanzo scopriamo che Verity non è realmente nello stato in cui tutti credono. Jeremy la affronta dopo aver letto il manoscritto e, insieme a Lowen, finisce per ucciderla.
Lowen rimane poi incinta di Jeremy e i due si preparano a iniziare una nuova vita.
Durante lo sgombero della casa, però, Lowen trova una lettera scritta da Verity.
La donna sostiene che il manoscritto non fosse una confessione, ma un esercizio di scrittura definito come una forma di diario antagonista. Secondo questa versione, la morte di Harper sarebbe stata accidentale e Jeremy avrebbe interpretato quelle pagine come una vera ammissione di colpa.
Verity accusa inoltre Jeremy di averla maltrattata e di essere responsabile dell’incidente automobilistico che l’aveva ridotta in coma. Dopo essersi risvegliata, avrebbe continuato a fingere proprio per proteggersi mentre organizzava una fuga insieme a Crew.
Il romanzo lascia quindi il lettore con una domanda enorme: qual è la verità?
Il manoscritto era una confessione oppure una finzione?
La lettera finale raccontava ciò che era realmente successo oppure Verity stava cercando ancora una volta di manipolare chi l’avrebbe trovata?
Showalter ha spiegato di aver provato diversi finali per il film e di aver cercato di rispettare i tre diversi punti di vista: quello di Verity, quello di Lowen e quello di Jeremy.
Persino Colleen Hoover ha ammesso che vedere la storia interpretata sullo schermo le ha fatto riconsiderare alcune convinzioni che aveva maturato dopo aver scritto il libro. Il film, secondo lei, riesce a far guardare con occhi differenti persino il personaggio che aveva sempre considerato più oscuro.
Forse è proprio questa la modifica più importante.
Verity al cinema non vuole semplicemente mostrare ciò che i lettori conoscono già, ma provare a rimettere in discussione le loro certezze.
E considerando che il romanzo vive proprio sul dubbio, cambiare alcuni elementi potrebbe essere stato il modo migliore per evitare che chi conosce il libro passasse due ore aspettando soltanto la scena successiva.
Hai letto Verity prima di vedere il film? Quale cambiamento ti è piaciuto di più e quale avresti preferito non vedere? Scrivilo nei commenti.


