Vince Gilligan lo ha rifatto. Il creatore di Breaking Bad e Better Call Saul ha costruito un episodio di Pluribus che dimostra ancora una volta il suo talento nel trasformare la pazienza narrativa in puro terrore psicologico. L’episodio 5, intitolato “Il latte” (Got Milk in originale), è uscito in anticipo su Apple TV+ mercoledì 26 novembre per evitare la sovrapposizione con il Ringraziamento americano, e ha lasciato il pubblico letteralmente a bocca aperta con un cliffhanger che sta facendo impazzire i social.
Carol completamente sola ad Albuquerque
Dopo aver oltrepassato ogni limite nell’episodio precedente, Carol Sturka (la splendida Rhea Seehorn) si ritrova completamente isolata. La mente alveare ha deciso di evacuare Albuquerque, lasciandole un messaggio vocale con una voce che i fan dell’universo di Gilligan riconosceranno immediatamente: quella di Patrick Fabian, l’Howard Hamlin di Better Call Saul. Un easter egg che fa venire i brividi.
Ma Carol non si arrende. Anzi, si incaponisce con le indagini, al diavolo la solitudine. E qui inizia una delle sequenze investigative più metodo che Gilligan ci abbia mai regalato, degna della famosa scena della calamita in Breaking Bad.
L’ossessione per i cartoni del latte
Mentre porta fuori la spazzatura, Carol nota qualcosa di strano: i cassonetti pubblici sono pieni quasi esclusivamente di cartoni di latte di un marchio specifico. Quei piccoli cartoni da mensa scolastica che gli Altri (gli infetti dalla mente alveare) sembrano consumare ossessivamente. Perché tutti questi adulti bevono così tanto latte? È questo il primo tassello di un puzzle inquietante.
L’episodio si prende tutto il tempo necessario per seguire Carol nelle sue indagini, con quella meticolosità quasi scientifica che è il marchio di fabbrica di Gilligan. La protagonista traccia la provenienza dei cartoni fino a una fabbrica lattiera locale, dove fa una scoperta agghiacciante: quello che gli Altri stanno bevendo non è affatto latte.
Si tratta di un liquido ambrato e chiaro, simile ma più sottile dell’olio d’oliva, con un pH neutro di 7.1 e completamente privo di sapore. Carol scopre che viene prodotto mescolando una misteriosa sostanza cristallina in sacchetti con semplice acqua. Ma qual è l’origine di questa polvere?
Il cliffhanger da Soylent Green
La regia di Gordon Smith trasforma questi 48 minuti in un esercizio di tensione crescente. L’episodio dedica tempo anche al dolore privato della protagonista, mostrandola mentre sistema la tomba di Helen con pesanti lastre di pietra per proteggerla dai coyote che tentano di disseppellirla. Un lavoro estenuante che rappresenta tanto lo sforzo fisico quanto il peso emotivo che sta sopportando.
Ma è il finale a lasciare il pubblico in stato di shock. Carol, seguendo le tracce della sostanza misteriosa, raggiunge un magazzino frigorifero della latteria. Trova distese di frutta e verdura e pile di oggetti avvolti nella pellicola trasparente. Solleva il cellophane e la sua reazione passa dalla confusione al puro orrore, culminando in un intenso sussulto che chiude l’episodio.
Cosa ha visto Carol? Le teorie dei fan stanno esplodendo online, e la più accreditata è terrificante: i corpi vengono trasformati in nutrimento. Come nel classico della fantascienza “Soylent Green” del 1973, la mente alveare potrebbe aver trovato una soluzione brutalmente efficiente per gestire i centinaia di milioni di morti causati dalla fusione iniziale.
Gli indizi disseminati nelle puntate precedenti
I fan più attenti hanno immediatamente rivisto gli episodi precedenti, scoprendo che gli indizi c’erano fin dall’inizio. Nell’episodio 2, gli Altri erano stati visti mentre trasportavano corpi umani in un rimorchio di una compagnia lattiera. Zosia stessa era stata ripresa mentre beveva da un cartone di latte mentre si riprendeva dall’esplosione della granata. Elementi che sembravano dettagli casuali si rivelano ora parte di un disegno molto più oscuro.
La scelta degli Altri di nascondere la bevanda nei cartoni del latte implica uno sforzo deliberato per tenerla segreta. Ma solleva domande ancora più agghiaccianti: se questa pratica serve come metodo di conservazione ambientale per smaltire i cadaveri, cosa faranno gli Altri quando la riserva di individui deceduti sarà esaurita?
Il tocco magistrale di Vince Gilligan
L’episodio dimostra ancora una volta come Gilligan sappia bilanciare toni opposti in modo magistrale. C’è persino una scena apparentemente comica con i coyote che diventa il ponte narrativo verso la scoperta del latte. La pazienza narrativa viene ripagata con un payoff devastante che lascia il pubblico con più domande che risposte.
E tu, hai già visto l’episodio 5 di Pluribus? Qual è la tua teoria su cosa contenesse quel bancale nel freezer? Credi davvero che la mente alveare stia praticando il cannibalismo per nutrirsi? Raccontaci nei commenti cosa pensi di questa scoperta scioccante!


