La partita per Warner Bros. Discovery sta entrando nella sua fase più delicata e il clima è tutt’altro che tranquillo. Da mesi si parla di un possibile accordo che potrebbe ridisegnare il mondo dell’intrattenimento globale, ma ora il confronto tra Paramount Skydance e Netflix sembra arrivato a un bivio decisivo. La domanda che circola tra analisti, investitori e appassionati è una sola: Netflix resterà in gara o farà un passo indietro?
Il punto di svolta è arrivato con la scadenza fissata per Paramount Skydance. Il gruppo guidato da David Ellison ha tempo fino alla fine di oggi per presentare la sua migliore e definitiva offerta per Warner Bros. Discovery. Secondo diverse fonti vicine alla trattativa, Paramount sarebbe pronta ad alzare la posta rispetto alla proposta precedente, che valutava WBD circa 30 dollari per azione. L’obiettivo è chiaro: superare Netflix e provare a chiudere l’operazione.
Il consiglio di amministrazione di Warner Bros. Discovery, con il consenso di Netflix, ha aperto una finestra di sette giorni per consentire a Paramount di migliorare la propria offerta. Questo periodo di confronto, intenso e riservato, si chiude ufficialmente alle 23:59 del 23 febbraio. In questi giorni, i team delle due aziende hanno lavorato senza sosta, anche nel fine settimana, per limare ogni dettaglio.
Paramount, almeno ufficialmente, non commenta. Tuttavia, secondo indiscrezioni, la nuova proposta potrebbe arrivare a 32 dollari per azione. Una cifra che, se confermata, metterebbe pressione diretta su Netflix. A quel punto, il colosso dello streaming avrebbe quattro giorni per decidere se pareggiare l’offerta oppure uscire definitivamente dalla trattativa.
Ed è qui che entra in gioco la strategia di Netflix. Il co-amministratore delegato Ted Sarandos ha scelto parole molto misurate, ma anche molto chiare. Netflix, ha spiegato, ha una lunga storia di decisioni prudenti. Se un asset diventa troppo costoso, l’azienda è pronta a lasciare perdere, anche se questo significa rinunciare a un’occasione importante. Sarandos ha ricordato che Netflix è conosciuta per essere un acquirente disciplinato, disposto a fare un passo indietro quando il prezzo non è più sostenibile.
La situazione è resa ancora più complessa da una clausola chiave. Se Warner Bros. Discovery decidesse di accettare l’offerta più alta di Paramount, dovrebbe pagare a Netflix una penale di 2,8 miliardi di dollari per la rottura dell’accordo già firmato. Paramount, nella sua proposta, ha dichiarato di essere disposta a coprire anche questo costo. Un segnale che dimostra quanto il gruppo tenga a chiudere l’operazione.
Dal canto suo, il board di Warner Bros. Discovery ha chiesto esplicitamente a Paramount di chiarire se la nuova offerta rappresenti davvero il massimo sforzo possibile. In una lettera ufficiale, i vertici di WBD hanno ricordato che in precedenti comunicazioni Paramount aveva lasciato intendere che i 31 dollari per azione non fossero il punto finale. Intanto, resta fissata al 20 marzo l’assemblea degli azionisti chiamata a votare sull’accordo con Netflix, che il consiglio continua formalmente a sostenere.
Gli analisti osservano la situazione con attenzione. Secondo alcune valutazioni, Paramount potrebbe dover spingersi addirittura verso i 34 dollari per azione per chiudere davvero la partita ed evitare un continuo rilancio da parte di Netflix. Ma questo comporterebbe rischi enormi. Più il prezzo sale, più diventa difficile giustificare economicamente l’operazione, soprattutto considerando il debito, i costi di integrazione e i possibili tagli futuri.
Netflix, dal canto suo, ha già messo sul tavolo una proposta da 27,75 dollari per azione, concentrata sugli studi Warner Bros. e sulle attività streaming, lasciando agli azionisti WBD una quota nella futura società separata che raccoglierebbe i canali tradizionali come CNN e TBS. Superare quota 30 dollari, secondo diversi analisti, renderebbe l’operazione molto meno sostenibile per Netflix.
Come se non bastasse, sullo sfondo si muove anche la politica. Negli ultimi giorni, Donald Trump è tornato a parlare dell’accordo, attaccando Netflix e chiedendo il licenziamento di una consigliera del gruppo. Ted Sarandos ha risposto in modo secco, sottolineando che si tratta di un accordo commerciale, non politico, e che la valutazione spetta alle autorità competenti.
Proprio le autorità stanno guardando con attenzione alla possibile fusione. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha ampliato la propria analisi per verificare se l’operazione possa ridurre la concorrenza o creare una posizione dominante nel mercato dell’intrattenimento. Netflix ha ribadito di operare in un contesto altamente competitivo e di non detenere alcun potere monopolistico.
Nel frattempo, Paramount ha annunciato di aver superato una fase preliminare del controllo antitrust, mentre Netflix ha accusato il gruppo rivale di comunicazioni fuorvianti verso gli azionisti. Il clima resta teso, e ogni mossa potrebbe cambiare gli equilibri.
Ora tutto dipende dalla prossima offerta di Paramount e dalla reazione di Netflix. Rilanciare o ritirarsi. In entrambi i casi, l’esito avrà conseguenze enormi per il futuro dello streaming globale.
Tu cosa faresti al posto di Netflix? Rilanceresti o lasceresti perdere? Scrivilo nei commenti e dimmi la tua.


