Esiste un momento preciso in cui capisci se una serie televisiva fa per te oppure no. Di solito arriva entro i primi dieci minuti, quando senti se il tono ti appartiene oppure meno. Con Widow’s Bay, disponibile su Apple TV+ dal 29 aprile, quel momento arriva prima ancora: basta la premessa. Un sindaco di un’isola del New England piena di leggende soprannaturali, fantasmi documentati e storie che si tramandano di generazione in generazione sta cercando disperatamente di attirare turisti. I turisti, ovviamente, non arrivano. I mostri sì.
Se hai riso leggendo l’ultima frase, questa serie fa per te. Se hai fatto la faccia di chi non capisce cosa ci sia da ridere, forse meno.
Widow’s Bay è horror e commedia insieme, non in senso alternato come nelle parodie, ma nello stesso momento, nella stessa scena. Il sindaco Tom Loftis, interpretato da Matthew Rhys con una capacità di sembrare sopraffatto dagli eventi che fa ridere praticamente in ogni inquadratura, passa le giornate a cercare di convincere il mondo che la sua città è visitabile mentre la città stessa fa di tutto per smentirlo. Nel secondo episodio decide di dormire nella locanda infestata per dimostrare che le voci sono esagerate. Le voci, naturalmente, non sono esagerate. Da lì in poi la serie prende il ritmo e non lo molla più.
La struttura è quella delle serie degli anni Novanta che funzionavano bene: ogni episodio ha una storia compiuta, con un filo conduttore che attraversa tutta la stagione. Non il formato in cui aspetti sei puntate prima che succeda qualcosa, ma quello in cui ogni settimana hai qualcosa che si apre e si chiude, e intanto stai capendo sempre di più il posto e le persone che lo abitano. Il sesto episodio in particolare è una di quelle ore di televisione che citi quando qualcuno ti chiede cosa vale la pena guardare su Apple TV+, e preferisco non aggiungere altro per non toglierti il piacere di arrivarci da solo.
Il cast funziona perché tutti sembrano sapere esattamente in che serie si trovano. Matthew Rhys ha una faccia che comunica più di qualsiasi battuta scritta. Stephen Root costruisce il matto del paese con una pazienza che paga negli episodi successivi. Kate O’Flynn ha il ruolo più sorprendente della stagione, e anche qui mi fermo.
Non è una serie perfetta: i primi episodi sono più incerti degli ultimi, e qualche passaggio nella prima metà tira un po’ i piedi. Ma quando trova il passo, Widow’s Bay è genuinamente diversa da quasi tutto il resto che c’è in TV. Ed è una cosa rara abbastanza da meritare almeno tre episodi di fiducia prima di decidere se continuare.
La Recensione
Widow's Bay
Widow's Bay è la serie Apple TV+ di Katie Dippold ambientata su un'isola del New England in cui ogni angolo ha la sua leggenda soprannaturale e il sindaco Tom Loftis, interpretato da Matthew Rhys, cerca di attirare turisti mentre l'isola fa di tutto per impedirlo. Horror e commedia convivono nello stesso momento senza che uno dei due prevalga, la struttura episodica ricorda le serie anni Novanta nel senso buono del termine, e il sesto episodio è tra le migliori ore di televisione horror dell'anno. Giudizio: originale, divertente e spaventosa insieme. Vale i primi tre episodi di fiducia.
PRO
- Matthew Rhys è perfetto nel ruolo del sindaco sopraffatto: riesce a far ridere senza fare la parodia, il che è più difficile di quanto sembri
- La struttura episodica con arco stagionale è un cambiamento benvenuto rispetto al formato in cui non succede niente fino all'ottava puntata
- Il sesto episodio è tra le migliori ore di televisione horror degli ultimi anni, e già questo giustifica la visione
- Il cast secondario cresce episodio dopo episodio invece di restare fermo al punto di partenza
CONTRO
- Se horror e commedia mescolati nello stesso momento ti disturbano, qui il mix è costante e non si attenua mai
- I primi episodi sono più incerti degli ultimi e richiedono un po' di pazienza prima che la serie trovi il suo ritmo


