Quando arriva un nuovo film di Martin McDonagh, per chi ama il cinema è difficile restare indifferente. Parliamo di un autore che negli anni ha costruito uno stile riconoscibile, personale e spesso spiazzante. I suoi film non si limitano a raccontare una storia. Ti trascinano dentro personaggi strani, feriti, imprevedibili, e ti costringono a restare lì, anche quando la situazione si fa scomoda. Per questo l’uscita del primo trailer di Wild Horse Nine è già una notizia che pesa parecchio. E, da quello che si vede, il film ha tutte le carte in regola per diventare uno degli appuntamenti più attesi dei prossimi mesi.
Già il titolo incuriosisce, ma è soprattutto la premessa a far alzare subito l’attenzione. Wild Horse Nine mette insieme elementi che, letti uno accanto all’altro, sembrano quasi esplosivi: la CIA, il golpe di Pinochet, i sensi di colpa, l’Isola di Pasqua e un gruppo di personaggi che sembrano destinati a scontrarsi in un luogo remoto e carico di mistero. Basta poco per capire che non ci troviamo davanti a un film tranquillo o prevedibile. Siamo invece nel territorio perfetto per McDonagh, cioè quello in cui il dramma, il grottesco e la tensione morale si intrecciano in modo molto forte.
La trama ufficiale racconta che, poco prima del colpo di Stato cileno del 1973, due agenti della CIA, Chris e Lee, vengono mandati da Santiago all’Isola di Pasqua dal loro capo, MJ. In questo scenario così particolare, circondati dalle celebri statue dell’isola, i due colleghi di lunga data si ritrovano a fare i conti con i propri passati oscuri e con le cospirazioni del presente. Ma non finisce lì, perché il nuovo legame che si crea tra Chris e una coppia di studenti ribelli rischia di far saltare tutto.
Già solo leggendo questa sinossi si capisce una cosa: Wild Horse Nine non sarà il classico thriller politico lineare. Ci sono il contesto storico e i servizi segreti, sì, ma c’è anche qualcosa di più ambiguo, quasi febbrile. L’ambientazione dell’Isola di Pasqua aggiunge un fascino particolare, perché è un luogo lontano, isolato, quasi sospeso fuori dal mondo. E proprio per questo sembra perfetto per una storia in cui il passato torna a galla e le tensioni diventano sempre più difficili da controllare.
Il trailer ufficiale rafforza questa impressione. Le immagini danno l’idea di un film pieno di atmosfera, con personaggi che portano addosso stanchezza, colpa e diffidenza. C’è qualcosa di irrequieto in quello che si vede. Non sembra il racconto di una missione pulita, ma di una situazione destinata a degenerare. E questo, conoscendo McDonagh, è un ottimo segnale. Lui è uno che ama i personaggi imperfetti, i dialoghi taglienti, i rapporti umani pieni di crepe. Quando prende in mano una storia, raramente la lascia scorrere in modo ordinato. Preferisce farla deragliare nei punti più interessanti.
Un altro motivo per cui l’attesa è così alta è il cast. Vedere insieme Sam Rockwell e John Malkovich basta già da solo a far venire voglia di correre al cinema. Rockwell è un attore capace di passare dalla leggerezza al tormento con una naturalezza incredibile. Ha un’energia strana, viva, difficile da incasellare, e nei film giusti riesce sempre a lasciare il segno. Malkovich, invece, ha una presenza quasi magnetica. Basta il suo volto, il suo tono, il suo modo di stare in scena per dare peso a un personaggio. E in un film del genere può essere davvero una combinazione esplosiva.
Ma non è finita qui, perché nel cast ci sono anche Steve Buscemi, Parker Posey e Tom Waits. Ed è proprio questo insieme di nomi a rendere tutto ancora più curioso. Sono attori con personalità fortissime, facce che portano sempre qualcosa di unico sullo schermo. In un progetto firmato Martin McDonagh, la loro presenza fa pensare a un film pieno di momenti strani, intensi, scomodi e magari anche ironici nel modo più nero possibile.
C’è poi un altro dettaglio che accende la curiosità: la data d’uscita americana fissata per il 6 novembre. Questo fa subito pensare alla possibilità che Wild Horse Nine possa entrare nel circuito dei grandi festival autunnali. E sarebbe una prospettiva molto interessante, anche perché i due film precedenti di McDonagh hanno avuto un percorso importante e hanno lasciato un segno forte nel dibattito cinematografico.
Del resto, basta guardare la sua filmografia per capire perché ogni suo nuovo progetto venga accolto con tanta attenzione. In Bruges, 7 Psicopatici, Tre manifesti a Ebbing, Missouri e Gli spiriti dell’isola hanno tutti qualcosa in comune: non sono mai film comodi. Hanno umorismo, dolore, rabbia, assurdità e una scrittura che sa essere affilata senza perdere profondità. McDonagh riesce spesso a far ridere e inquietare nella stessa scena. E non è una cosa da poco.
Per questo Wild Horse Nine sembra già un film da tenere d’occhio molto da vicino. Ha un contesto storico forte, un’ambientazione affascinante, un cast pieno di nomi pesanti e un autore che sa come trasformare una storia in qualcosa di molto più inquieto e memorabile. Il trailer, da questo punto di vista, fa il suo dovere alla perfezione: non svela troppo, ma lascia addosso quella sensazione fastidiosa e bellissima di voler vedere subito il film.
E forse è proprio questo il punto. Wild Horse Nine dà l’idea di essere uno di quei film che non si limitano a intrattenerti per due ore. Sembra uno di quei titoli che ti prendono, ti spiazzano e poi ti restano in testa. Se Martin McDonagh riuscirà davvero a fondere politica, paranoia, colpa e tensione umana come promettono queste prime immagini, allora potremmo trovarci davanti a uno dei film più forti dell’anno. Lascia un commento e dimmi se anche tu, dopo questo trailer, non vedi già l’ora di vedere Wild Horse Nine al cinema.


