La quinta e ultima stagione di Stranger Things è finalmente arrivata su Netflix, ma l’entusiasmo per il gran finale è stato in parte offuscato da una controversia che circonda Noah Schnapp, l’attore che interpreta Will Byers. La polemica risale al gennaio 2024, ma è tornata prepotentemente sui social proprio in concomitanza con il lancio del volume 1 della stagione finale. Parliamone apertamente, perché forse c’è più di quanto appare in superficie.
La storia degli adesivi che ha scatenato il caos
Tutto è iniziato nel tardo 2023, pochi mesi dopo gli attacchi del 7 ottobre che hanno causato 1.200 morti israeliani. Noah Schnapp è stato ripreso in un video mentre rideva insieme ad amici che brandivano adesivi con scritte “Zionism is sexy” e “Hamas is ISIS”. Il filmato ha scatenato un’immediata ondata di critiche sui social media, con attivisti pro-Palestina che hanno lanciato campagne di boicottaggio contro Stranger Things 5 e hanno chiesto a Netflix di licenziare l’attore.
La reazione online è stata durissima. Schnapp ha perso oltre 490.000 follower su Instagram e più di 11.000 su X (ex Twitter) nelle settimane successive alla diffusione del video. Alcuni utenti lo hanno etichettato come “sostenitore del genocidio”, mentre altri hanno paragonato la situazione ad altri attori di Hollywood che erano stati licenziati per posizioni politiche controverse.
La risposta di Noah: un appello alla pace
A gennaio 2024, Noah Schnapp ha pubblicato un video su TikTok (successivamente cancellato) per chiarire la sua posizione. Le sue parole sono state sincere e misurate: “Sento che i miei pensieri e le mie convinzioni sono stati distorti in modo così errato rispetto a ciò in cui credo veramente. Desidero solo pace, sicurezza e protezione per tutte le persone innocenti colpite da questo conflitto”.
L’attore ventenne ha rivelato di aver avuto discussioni aperte con amici di origine palestinese, conversazioni che ha definito “molto importanti”. Ha spiegato di aver imparato che tutti sperano nelle stesse cose: il ritorno degli ostaggi ancora tenuti a Gaza e la fine della perdita di vite innocenti in Palestina, “molte delle quali sono donne e bambini, ed è orribile da vedere”.
Schnapp ha concluso il suo messaggio con un appello all’umanità: “Sto chiedendo la fine all’ostilità da entrambi i lati. Mi oppongo a qualsiasi uccisione di persone innocenti. Siamo tutti umani, siamo tutti uguali, e dovremmo tutti amarci a vicenda per questo, sostenerci a vicenda e stare insieme, per l’umanità e per la pace”.
Perché supportare Noah Schnapp è importante
Ora che la quinta stagione è finalmente arrivata, le chiamate al boicottaggio sono riemerse con forza. Ma c’è un motivo per cui dovresti considerare di supportare l’attore nonostante la controversia. Prima di tutto, Schnapp era un ragazzo di appena 19 anni quando è scoppiata la polemica, un giovane che stava cercando di elaborare un conflitto geopolitico complesso attraverso la lente della sua identità ebraica americana.
In secondo luogo, la sua risposta ha dimostrato crescita e maturità. Non ha semplicemente difeso la sua posizione originale, ma ha ammesso di aver imparato dalle conversazioni con persone di background palestinese. Ha riconosciuto la sofferenza di tutti i civili innocenti coinvolti, cosa che molti adulti faticano a fare in un dibattito così polarizzato.
Will Byers merita il suo momento di gloria
C’è anche un aspetto narrativo da considerare. Dopo essere stato relegato ai margini per stagioni intere, Will Byers è finalmente protagonista nella stagione finale. L’episodio 4, intitolato “Lo Stregone” in Italia, regala al personaggio di Schnapp un momento epico in cui sviluppa poteri psionici e salva i suoi amici dai Demogorgoni. È il coronamento di un arco narrativo che è iniziato nella primissima scena della serie, quando Will scomparve nel Sottosopra.
Boicottare la serie significa perdere questo momento catartico, non solo per i fan ma anche per Schnapp stesso, che ha aspettato anni per vedere il suo personaggio brillare. Come ha detto lo stesso attore in un’intervista recente: “Per Will, quel momento è come il Santo Graal”.
Separare l’arte dall’artista
La questione solleva un dibattito più ampio: possiamo ancora godere dell’arte creata da persone con cui non siamo completamente d’accordo politicamente? Stranger Things non è solo Noah Schnapp. È il lavoro collettivo di centinaia di professionisti, dagli sceneggiatori ai tecnici, dagli altri attori ai costumisti. Punire tutti per le opinioni controverse di una sola persona sembra eccessivo.
Inoltre, vale la pena notare che anche il collega Brett Gelman, che interpreta Murray nella serie, ha espresso supporto per Israele, dichiarando che anche lui pensa che “il sionismo sia sexy”. Eppure la maggior parte delle critiche si è concentrata su Schnapp, forse perché più giovane e percepito come più vulnerabile.
La verità è che il conflitto israelo-palestinese è estremamente complesso, carico di secoli di storia, trauma e sofferenza da entrambe le parti. Ridurlo a slogan su adesivi o post sui social non rende giustizia alla sua complessità. E forse un ventenne che sta ancora formando le sue opinioni merita il beneficio del dubbio, specialmente dopo aver dimostrato volontà di ascoltare e imparare.
E tu, cosa ne pensi? Credi che sia giusto boicottare un’intera serie per le opinioni politiche di un membro del cast? Oppure pensi che dovremmo separare l’arte dall’artista e goderci comunque il gran finale di Stranger Things? Facci sapere nei commenti la tua opinione su questa delicata questione.


