X Factor torna il 10 settembre con la sua ventesima edizione italiana, ma dopo quasi vent’anni vale la pena guardare oltre il programma e fare una domanda molto semplice: quanti vincitori sono riusciti a trasformare quella vittoria in un successo vero e duraturo? Non basta aver pubblicato qualche singolo o continuare a fare musica. Per parlare di un grande exploit bisogna guardare alle vendite, alle certificazioni, allo streaming, ai concerti, alla presenza sui social e soprattutto alla capacità di restare rilevanti diversi anni dopo la finale.
Il risultato dell’indagine è abbastanza netto: i vincitori che hanno costruito una carriera di primo piano sono pochi rispetto al numero complessivo delle edizioni.
La nuova stagione parte giovedì 10 settembre alle 21:15 su Sky Uno. Giorgia resta alla conduzione, mentre al tavolo dei giudici troviamo Francesco Gabbani, Jake La Furia, Paola Iezzi e la novità Irama.
X Factor è arrivato in Italia nel 2008. Il primo vincitore fu il gruppo Aram Quartet. Oggi, però, il loro nome è quasi completamente scomparso dal mercato musicale nazionale. Non ci sono stati grandi album capaci di resistere negli anni, tour importanti o singoli diventati classici del pop italiano.
Il secondo vincitore, Matteo Becucci, ha continuato a lavorare nella musica e nel teatro, ma senza un vero exploit commerciale paragonabile a quello dei nomi che sono arrivati dopo.
Poi, nel 2009, è successo qualcosa di completamente diverso: ha vinto Marco Mengoni.
È ancora oggi il caso più riuscito nella storia dei vincitori di X Factor. Non si è limitato a sfruttare la popolarità del programma per qualche mese: ha costruito una carriera durata oltre quindici anni, ha vinto due Festival di Sanremo, rappresentato due volte l’Italia all’Eurovision e continuato a vendere dischi e riempire grandi spazi.
I numeri FIMI rendono bene l’idea. Materia (Terra), pubblicato nel 2021, ha raggiunto nel 2026 il settimo disco di platino, mentre Due vite, vincitrice di Sanremo 2023, è arrivata al sesto platino. La pagina FIMI di Mengoni conta decine di certificazioni.
Questo è il tipo di carriera che possiamo definire un vero successo post-X Factor.
Francesca Michielin, vincitrice nel 2011, è un altro caso molto positivo. Non ha raggiunto le dimensioni commerciali di Mengoni, ma ha mantenuto una presenza costante per più di un decennio: Sanremo, Eurovision, collaborazioni importanti, tour e quasi un milione di ascoltatori mensili su Spotify ancora nel 2026.
Anche Michele Bravi, vincitore nel 2013, è riuscito a non scomparire. La sua carriera ha avuto momenti molto difficili, ma nel 2026 conta ancora oltre 630 mila ascoltatori mensili su Spotify, pubblica nuova musica ed è in tour nei principali teatri italiani.
Lorenzo Fragola, vincitore nel 2014, ebbe invece un vero exploit subito dopo il programma. The Reason Why e Siamo uguali andarono molto bene, arrivarono Sanremo e album di successo. Quella forza commerciale non è però rimasta la stessa negli anni. Fragola continua a pubblicare e nel 2026 mantiene circa 480 mila ascoltatori mensili su Spotify, quindi non è affatto sparito, ma non occupa più la posizione che aveva nella metà degli anni Dieci.
Il discorso cambia ancora con Chiara Galiazzo. Dopo la vittoria del 2012 ebbe una partenza molto forte: Due respiri arrivò al primo posto e ottenne il doppio platino, mentre la collaborazione con Mika in Stardust raggiunse quattro dischi di platino. Oggi continua a pubblicare e a esibirsi, ma con numeri molto più contenuti: circa 195 mila ascoltatori mensili su Spotify.
Poi c’è una lunga serie di vincitori per i quali è difficile parlare di grande successo nazionale duraturo.
Giosada, Soul System, Lorenzo Licitra, Sofia Tornambene, Casadilego e Baltimora hanno continuato a fare musica in forme diverse, ma non hanno avuto dopo X Factor un exploit paragonabile a Mengoni, Michielin o ai grandi nomi del pop italiano. Non basta essere rimasti professionalmente attivi per parlare di successo commerciale importante.
Anastasio rappresenta un caso intermedio. Dopo la vittoria del 2018 ebbe un impatto notevole con La fine del mondo, ma nel tempo la sua presenza nelle classifiche si è ridotta. Nel 2026 conta circa 86 mila ascoltatori mensili su Spotify.
Il dato più curioso, però, è che alcuni dei maggiori fenomeni usciti da X Factor non hanno vinto.
I Måneskin arrivarono secondi nel 2017 dietro Lorenzo Licitra e sono diventati uno dei gruppi italiani più conosciuti al mondo. Giusy Ferreri arrivò seconda nella prima edizione e costruì una carriera enormemente più grande degli Aram Quartet. Noemi non vinse e continua ancora oggi a essere una presenza importante nella musica italiana.
Questo dice parecchio sul programma: X Factor è stato spesso più bravo a scoprire artisti importanti che a far vincere necessariamente quello destinato ad avere la carriera più grande.
E negli ultimi anni?
I numeri diventano più piccoli.
I Santi Francesi, vincitori nel 2022, hanno partecipato a Sanremo 2024 e continuano a pubblicare, ma oggi hanno circa 67 mila ascoltatori mensili su Spotify. Hanno costruito un loro pubblico e una propria identità, ma non si può ancora parlare di un grande exploit commerciale nazionale.
Sarafine, vincitrice nel 2023, ha scelto una strada più elettronica e meno pop. Ha fatto un tour nei club con diverse date esaurite, ma su Spotify si trova attorno ai 38 mila ascoltatori mensili. È un percorso interessante e personale, non però un fenomeno di massa.
Mimì, vincitrice nel 2024, nel 2026 è intorno ai 41 mila ascoltatori mensili. Ha pubblicato diversi singoli, partecipato a Sanremo Giovani e continua a lavorare sulla propria carriera, ma per ora non è arrivato un brano capace di trasformarla in un nome di primo piano delle classifiche italiane.
La vincitrice del 2025, rob, è ancora troppo vicina alla fine del programma per dare un giudizio definitivo. Nel 2026 ha circa 72 mila ascoltatori mensili su Spotify e ha già pubblicato un EP e diversi singoli. È un buon inizio, ma parlare già di successo duraturo sarebbe prematuro.
Quindi sì: negli ultimi anni X Factor continua a lanciare artisti, ma non sta producendo vincitori con l’impatto immediato e duraturo che ebbero Mengoni o Michielin.
Anche gli ascolti televisivi vanno letti con attenzione.
Confrontare direttamente la Rai del 2008 con Sky di oggi sarebbe scorretto. Nei primi anni X Factor andava sulla televisione generalista gratuita e poteva raggiungere milioni di persone nella stessa serata. Oggi il programma vive tra Sky Uno, NOW, TV8, visione differita e on demand.
Per capire la sua forza attuale bisogna quindi guardare alla Total Audience, non soltanto agli spettatori in diretta su Sky.
Nel 2024 i Live hanno ottenuto mediamente 739 mila spettatori nella serata soltanto sulla pay TV, ma salendo a 1,878 milioni di spettatori nei sette giorni tra Sky e TV8. La finale ha raggiunto 1,765 milioni di spettatori e l’8,6% di share.
Nel 2025 il quadro è rimasto molto solido. I Live hanno avuto una media di circa 780 mila spettatori nella serata sulla parte pay, mentre considerando i primi sette giorni e sommando pay e free la media è arrivata a circa 2 milioni di spettatori.
Alcune puntate delle selezioni hanno fatto persino meglio. Il primo Bootcamp 2025 ha superato 2,7 milioni di spettatori nei sette giorni, mentre le Last Call hanno raggiunto 2,624 milioni.
Questo cambia parecchio l’analisi.
X Factor non fa oggi gli oltre quattro milioni che poteva raggiungere ai tempi della Rai in una singola serata, ma non è nemmeno un programma seguito soltanto da poche centinaia di migliaia di persone, come potrebbe sembrare guardando esclusivamente il dato lineare di Sky Uno.
Il pubblico si è semplicemente frammentato.
La vera flessione sembra esserci soprattutto nella capacità del programma di trasformare i vincitori in fenomeni discografici immediati.
Negli ultimi anni il talent mantiene un pubblico televisivo vicino ai due milioni considerando la fruizione complessiva, genera centinaia di migliaia di interazioni sui social e milioni di voti. Eppure i vincitori più recenti restano spesso sotto i 100 mila ascoltatori mensili su Spotify.
È una distanza significativa.
La ventesima edizione parte quindi con una sfida forse più difficile di quella degli ascolti: trovare qualcuno che, dopo l’ultima puntata, riesca a uscire dalla bolla di X Factor.
Non soltanto un vincitore.
Un artista capace di avere canzoni forti, numeri importanti, un pubblico proprio e una carriera che tra dieci anni non debba essere ricordata soltanto attraverso la scritta “ha vinto X Factor”.
Tu quanti vincitori di X Factor ascolti ancora oggi? E secondo te il programma riesce ancora a lanciare grandi artisti oppure negli ultimi anni il successo finisce troppo spesso poco dopo la finale? Scrivilo nei commenti.

