Avviso spoiler.
Your Friends & Neighbors ha chiuso la seconda stagione su Apple TV+ con un finale che mette Coop, interpretato da Jon Hamm, in un guaio enorme. E stavolta non parliamo del solito problema da ricchi annoiati, vicini invadenti e bugie eleganti dette davanti a un bicchiere costoso. Nel finale c’è un cadavere da gestire. Quello di Owen Ashe, il nuovo vicino interpretato da James Marsden, entrato nella serie come una calamita per il caos e uscito di scena nel modo più definitivo possibile.
La serie di Jonathan Tropper era già partita con un’idea bella cattiva: un ex manager finanziario, Andrew “Coop” Cooper, perde il lavoro e comincia a derubare le case dei vicini ricchi per continuare a vivere dentro lo stesso mondo che lo ha espulso. Una premessa quasi assurda, ma molto precisa. Perché Your Friends & Neighbors non parla solo di crimine. Parla di status, vergogna, lusso, apparenza, divorzi, famiglie rotte e persone che preferiscono affondare pur di non ammettere di essere finite.
La seconda stagione ha alzato il livello con l’arrivo di Owen Ashe, personaggio che sembra uscito da un incubo patinato. Bello, ricco, affascinante, sorridente, misterioso. Uno di quegli uomini che entrano in una stanza e fanno sembrare tutti gli altri più piccoli, più poveri, più insicuri. James Marsden era perfetto per il ruolo, perché ha quel tipo di carisma pulito che può diventare inquietante senza troppo sforzo. Ti fidi di lui per due minuti, poi inizi a pensare: “Aspetta, questo sta manipolando tutti, vero?”.
Owen Ashe era destinato a durare poco
Jonathan Tropper ha spiegato che Ashe era stato pensato fin dall’inizio come un personaggio da una sola stagione. E ha senso. Un uomo così funziona perché arriva, rompe gli equilibri, seduce tutti e poi diventa insostenibile. Tenerlo in scena per più stagioni avrebbe rischiato di indebolire il suo effetto.
Ashe entra nel quartiere come una versione moderna e molto tossica del grande Gatsby. Ha soldi, fascino, segreti e una voglia quasi disperata di essere amato. Non è solo un cattivo elegante. È un uomo che ha perso da tempo il proprio centro morale e continua a muoversi come se potesse comprare, sedurre o confondere chiunque. La cosa più interessante è che la serie non lo rende mai solo odioso. Ogni tanto ti fa quasi pena. Poi lui fa qualcosa di terribile e ti ricorda che provare pena per certe persone può essere pericoloso.
Nel penultimo episodio la situazione precipita. Una lite nella casa di Ashe finisce nel peggiore dei modi e Coop, Barney e Nick si ritrovano con un corpo da nascondere. Il finale riparte da lì, dalla parte più sporca e grottesca della storia: tre uomini pieni di soldi, paura e problemi morali che devono mettersi d’accordo su cosa dire e dove far sparire un cadavere.
Altro che brunch di quartiere.
Coop è sempre più bravo a peggiorarsi la vita
La forza di Your Friends & Neighbors resta Coop. Jon Hamm interpreta un uomo che riesce a essere brillante, patetico, arrogante, fragile e a tratti quasi tenero nello stesso episodio. Coop non è un eroe. Non è nemmeno un antieroe romantico da tifare senza pensarci. È uno che fa scelte pessime, poi prova a sistemarle con altre scelte peggiori.
Il bello, però, è che la serie non lo giudica con il martelletto. Lo guarda mentre affonda. E mentre affonda, ogni tanto gli concede un gesto umano. Un momento di cura. Una battuta. Una paura sincera. Così tu spettatore resti incastrato in quella posizione scomodissima: sai che Coop meriterebbe conseguenze serie, ma non riesci a odiarlo fino in fondo.
Il finale della seconda stagione lo mette davanti a un nuovo livello di disastro. La morte di Ashe non chiude una storyline. Ne apre altre. Perché un morto non sparisce solo perché tre persone decidono di raccontarsi la stessa bugia. Prima o poi qualcosa torna. Un dettaglio, una contraddizione, una telecamera, una persona che sa troppo. E Your Friends & Neighbors è proprio quel tipo di serie che gode nel far pagare ogni piccola menzogna con interessi altissimi.
Elena e Coop non sono più una coppia criminale così solida
Uno degli elementi più interessanti in vista della terza stagione è il rapporto tra Coop ed Elena, interpretata da Aimee Carrero. Nella prima stagione la loro collaborazione funzionava meglio. Erano complici, in un certo senso. Due persone dentro un meccanismo criminale assurdo, ma con una logica condivisa.
Nella seconda stagione, però, qualcosa si incrina. Coop trascura il loro “lavoro” insieme, si fa risucchiare da Ashe e dai problemi del suo mondo ricco, mentre Elena resta esposta a rischi che lui non sembra capire fino in fondo. Tropper ha spiegato che non si tratta per forza di trasformarli da amici a nemici, ma di mostrare due persone che vivono due Americhe molto diverse.
Ed è una chiave importante. Coop ha perso molto, ma resta un uomo con risorse, contatti, privilegi, paracadute sociali. Elena no. Per lei un errore può costare molto di più. Per lui il crimine nasce anche dalla paura di perdere uno stile di vita. Per lei diventa una questione più concreta, più pericolosa, più legata alla sopravvivenza.
La terza stagione potrebbe sfruttare proprio questa frattura. Non serve farli diventare nemici dichiarati. Basta lasciarli nella stessa stanza con bisogni diversi, paura diversa e una quantità crescente di rancore. A volte è molto più interessante di un tradimento urlato.
Ali è il cuore umano della serie
In mezzo a tutto questo caos, c’è un rapporto che continua a dare a Coop una dimensione più umana: quello con sua sorella Ali, interpretata da Lena Hall. Tropper lo ha detto chiaramente: Ali esiste anche per ricordarci che Coop non è solo un uomo egoista che ruba ai vicini e rovina tutto quello che tocca. È anche un fratello che ama sua sorella, che la protegge, che si preoccupa per lei anche mentre intorno gli esplode la vita.
Ali soffre di disturbo bipolare e nella seconda stagione il suo percorso diventa uno dei punti emotivi più forti. Coop è abituato a vederla come qualcuno da proteggere. Lei, però, vuole anche indipendenza. Vuole vivere senza essere trattata sempre come una persona da sorvegliare. E questa dinamica è molto vera. Chi ha un familiare fragile spesso fa fatica a capire dove finisca l’aiuto e dove inizi il controllo.
Il rapporto tra Coop e Ali funziona perché non sembra costruito solo per rendere il protagonista più simpatico. Ha una sua vita. Ha tensioni reali. Ha affetto, irritazione, paura, senso di colpa. In una serie piena di ricchi che mentono, tradiscono e coprono cadaveri, quel legame ha un peso diverso. Ti ricorda che Coop, da qualche parte, è ancora recuperabile. Magari non oggi. Magari non domani. Però non è ancora completamente perso.
James Marsden lascia il segno, anche se Ashe esce di scena
La morte di Ashe toglie alla serie uno dei suoi elementi più elettrici. James Marsden ha portato nella seconda stagione un’energia particolare: brillante, falsa, seducente, fuori controllo. Ashe era uno di quei personaggi che sembrano sempre sul punto di raccontarti la verità e poi ti vendono un’altra bugia con un sorriso perfetto.
La scelta di chiudere il suo arco in una stagione è rischiosa, ma intelligente. Your Friends & Neighbors non lo usa fino a consumarlo. Lo fa arrivare, lo fa esplodere dentro la vita dei personaggi e poi lascia che siano loro a gestire le macerie.
E le macerie, a quanto pare, saranno il carburante della terza stagione.
Perché adesso Coop non deve solo continuare a vivere tra furti, separazioni, figli, vicini, ex mogli e rapporti incrinati. Deve anche convivere con quello che è successo ad Ashe. E la cosa più divertente, in senso nerissimo, è che Coop sembra sempre convinto di poter controllare il disastro. Poi il disastro gli parcheggia davanti casa, suona il campanello e magari gli chiede anche un bicchiere di vino.
La terza stagione può diventare ancora più feroce
Your Friends & Neighbors funziona perché prende il mondo dei quartieri ricchi e lo guarda come un ecosistema malato. Case bellissime, vite curate, persone educate, sorrisi da aperitivo. Sotto, però, ci sono paura, avidità, noia, frustrazione e una fame di status che divora tutti.
La terza stagione ha un terreno ottimo. Coop ed Elena sono più lontani. Coop e Ali devono ridefinire il loro rapporto. Ashe è morto, ma la sua presenza continuerà probabilmente a pesare. Barney, Nick e gli altri non potranno fingere per sempre che quella notte sia solo un brutto ricordo da chiudere in un cassetto.
La serie può diventare ancora più cattiva se avrà il coraggio di far pagare davvero le conseguenze ai suoi personaggi. Non per moralismo, ma perché il suo divertimento nasce proprio da lì: guardare persone abituate a comprare soluzioni scoprire che alcuni problemi non si possono risolvere con soldi, avvocati o sorrisi da salotto.
Your Friends & Neighbors ha chiuso la seconda stagione con un finale sporco, caotico e molto promettente. James Marsden se ne va, ma Owen Ashe lascia dietro di sé una bomba pronta a esplodere. Coop, come al solito, proverà a uscirne. E noi, come al solito, lo guarderemo peggiorare tutto con una certa soddisfazione.
Secondo voi la terza stagione di Your Friends & Neighbors deve rendere Coop ancora più colpevole o lasciargli una possibilità di redenzione? Scrivetelo nei commenti.


