Il transgender Elliot Page sarà Achille nel film Odissea di Nolan? Se fosse vero, sarebbe il casting più ideologico del film

Il transgender Elliot Page sarà Achille nel film Odissea di Nolan Se fosse vero, sarebbe il casting più ideologico del film
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Il transgender Elliot Page sarà Achille nel film Odissea di Nolan? Se fosse vero, sarebbe il casting più ideologico del film

Il casting di Elliot Page nell’Odissea di Christopher Nolan ha acceso una nuova discussione online, ma nelle ultime ore è emerso un dettaglio importante: il suo ruolo potrebbe…

Wonder Channel Redazione Redazione Wonder Channel ▣ 19 Maggio 2026 ◷ 5 min di lettura
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Il casting di Elliot Page nell’Odissea di Christopher Nolan ha acceso una nuova discussione online, ma nelle ultime ore è emerso un dettaglio importante: il suo ruolo potrebbe non essere quello di Achille, come molti avevano dato per scontato. Alcune ricostruzioni parlano infatti di una possibile parte diversa, forse Elpenore, uno dei compagni di Odisseo. E questo cambia parecchio il peso della polemica, anche se non spegne il dibattito più grande: quanto deve essere libero un adattamento di Omero, e quanto invece dovrebbe rispettare l’immaginario dei poemi?

La questione è esplosa perché The Odyssey di Nolan è già uno dei film più attesi del 2026. Cast enorme, budget altissimo, uscita prevista per il 17 luglio 2026 e ambizione dichiarata: portare sullo schermo il viaggio di Odisseo dopo la guerra di Troia. Matt Damon sarà Odisseo, Tom Holland interpreterà Telemaco, Anne Hathaway sarà Penelope, mentre nel cast ci sono anche Zendaya, Robert Pattinson, Lupita Nyong’o, Charlize Theron, Elliot Page e molti altri.

Il problema, però, è che il film è entrato nel tritacarne culturale prima ancora di arrivare in sala. Prima c’è stata la discussione su Lupita Nyong’o come Elena di Troia, scelta criticata da Elon Musk e da diversi commentatori conservatori perché considerata lontana dall’immaginario tradizionale del mito greco. Poi è arrivata la voce su Elliot Page come possibile Achille, e lì la polemica si è allargata ancora di più. Musk ha criticato duramente l’ipotesi, definendola una delle scelte più assurde e distorte che avesse visto circolare sul film.

Ora, va chiarita una cosa: non risulta confermato ufficialmente che Elliot Page interpreti Achille. Alcuni siti e fan account hanno rilanciato questa ipotesi, ma altre fonti parlano invece di Elpenore. Anche Page è confermato nel cast, questo sì, ma il ruolo preciso non sembra ancora stato fissato in modo pubblico e definitivo da Universal o Nolan. Quindi costruire tutta la discussione su “Page sarà Achille” rischia di essere prematuro.

Detto questo, la polemica non nasce dal nulla. Perché negli ultimi anni il pubblico ha visto spesso adattamenti di opere classiche piegati a logiche molto contemporanee. A volte funziona. A volte no. E quando si tocca un testo come l’Odissea, la sensibilità cambia. Non stiamo parlando di un franchise qualsiasi inventato ieri mattina per vendere action figure. Stiamo parlando di uno dei pilastri della letteratura occidentale.

Qui bisogna essere onesti: un adattamento non deve essere una fotocopia. Il cinema non è un museo con le teche chiuse. Ogni regista rilegge, taglia, sposta, interpreta. Però un conto è interpretare Omero con intelligenza, un altro è dare l’impressione di voler usare Omero come semplice contenitore per lanciare segnali ideologici contemporanei.

E su questo, la richiesta di avere un cast più coerente con il mondo dei poemi non è scandalosa. Anzi, è legittima.

I personaggi dell’Iliade e dell’Odissea appartengono a un immaginario preciso: Grecia arcaica, Mediterraneo, guerra di Troia, dèi, eroi, genealogie, regni, stirpi, corpi e simboli costruiti da secoli di racconti e rappresentazioni. Se un film decide di cambiare in modo forte quell’immaginario, deve avere una ragione artistica solidissima. Non basta dire “è una rilettura moderna” e chiudere la conversazione.

Perché il pubblico non è stupido. Capisce quando una scelta nasce da una visione e quando sembra inserita per inseguire un clima culturale, una moda, una pressione industriale. E il problema delle scelte percepite come “woke” è proprio questo: spesso danno l’impressione che la fedeltà all’opera venga dopo la necessità di dimostrare qualcosa.

Nel caso di Elliot Page, se davvero interpretasse Elpenore, la discussione sarebbe diversa. Elpenore non ha lo stesso peso mitico di Achille. Non è il più grande guerriero acheo, non è il corpo eroico per eccellenza dell’Iliade, non è la figura che nell’immaginario comune porta con sé forza, giovinezza, gloria e tragedia. Sarebbe comunque una scelta da valutare nel contesto del film, ma non avrebbe lo stesso impatto simbolico.

Se invece Page fosse stato scelto davvero per Achille, la critica sarebbe molto più comprensibile. Non per una questione personale contro l’attore, che va rispettato come interprete e come persona. Il punto è un altro: Achille è un archetipo fisico, guerriero e mitologico molto preciso. Cambiarlo radicalmente non è un dettaglio secondario. È una scelta che modifica il modo in cui il pubblico percepisce il mito.

E qui torniamo a Nolan. Il regista ha spesso costruito film molto controllati, rigorosi, quasi ossessivi nella forma. Per questo molti si aspettavano da lui un’Odissea potente, concreta, magari severa, capace di restituire il peso del mito senza trasformarlo in una lezione morale contemporanea. Le prime polemiche, invece, stanno creando il sospetto opposto: che anche Nolan sia finito dentro quella tendenza hollywoodiana per cui ogni classico deve essere “corretto” prima ancora di essere raccontato.

Poi magari il film uscirà e metterà tutti a tacere. Può succedere. Nolan non è l’ultimo arrivato, e giudicare un’opera prima di vederla è sempre rischioso. Magari la sua Odissea avrà una coerenza interna fortissima. Magari Lupita Nyong’o sarà straordinaria. Magari Elliot Page avrà un ruolo diverso da quello immaginato online. Magari Travis Scott come aedo, altra scelta discussa, funzionerà meglio di quanto sembri adesso.

Però la domanda resta: perché oggi chi chiede un adattamento più fedele viene spesso trattato come se fosse automaticamente arretrato o intollerante?

Volere un’Odissea in linea con Omero non significa rifiutare ogni libertà creativa. Significa chiedere rispetto per il materiale di partenza. Significa dire che un mito antico non deve essere per forza aggiornato fino a perdere la propria identità. Significa ricordare che la diversità artistica può esistere anche senza riscrivere ogni classico secondo le ossessioni culturali del presente.

Se Nolan vuole fare Omero, faccia Omero. Con la sua regia, il suo IMAX, la sua idea di realismo tattile, la sua potenza visiva. Ma senza dare l’impressione che l’Odissea debba prima passare attraverso il filtro ideologico di Hollywood per essere considerata accettabile nel 2026.

La discussione su Elliot Page, quindi, va presa con cautela perché il ruolo potrebbe non essere Achille. Ma la discussione sul casting dell’Odissea resta aperta. Ed è una discussione legittima. Perché quando tocchi un poema così importante, non stai solo scegliendo attori. Stai decidendo che rapporto vuoi avere con un patrimonio culturale enorme.

Tu cosa ne pensi: Nolan dovrebbe mantenere un cast più fedele all’immaginario dei poemi o può prendersi tutte le libertà che vuole con l’Odissea? Scrivilo nei commenti e dimmi la tua.