Angus Cloud è morto durante le riprese di “Abigail” (film horror in tendenza su Netflix): come i registi hanno onorato la sua ultima performance
"Abigail" sta spopolando su Netflix in questi giorni, e mentre molti si concentrano sulla piccola vampira ballerina che terrorizza i suoi rapitori, c'è una storia dietro le quinte…
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Vedi tutte →“Abigail” sta spopolando su Netflix in questi giorni, e mentre molti si concentrano sulla piccola vampira ballerina che terrorizza i suoi rapitori, c’è una storia dietro le quinte che merita di essere raccontata. È la storia di Angus Cloud, l’attore di “Euphoria” morto a soli 25 anni durante la produzione del film, e di come i registi hanno trasformato il dolore in un tributo commovente. Ti racconto tutto.
La tragica morte di Angus Cloud
Il 31 luglio 2023 il mondo dello spettacolo ha pianto la scomparsa di Angus Cloud. L’attore, diventato famoso per il ruolo di Fezco in “Euphoria”, è morto per overdose accidentale da fentanyl a soli 25 anni. La tragedia è avvenuta proprio mentre stava lavorando ad “Abigail”, il film horror dei registi Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett.
La tempistica è stata particolarmente crudele. Cloud è morto appena dopo che lo sciopero SAG-AFTRA aveva bloccato la produzione del film il 14 luglio 2023. Fortunatamente, e questa è l’unica nota positiva in una storia così triste, Angus aveva già girato tutte le sue scene prima che lo sciopero fermasse tutto. Quando la produzione è ripresa il 23 novembre 2023 e si è conclusa il 14 dicembre, l’attore non c’era più.
Il personaggio di Dean: comico e indimenticabile
In “Abigail”, Cloud interpreta Dean, l’autista della banda di criminali che rapisce la bambina. Dean è descritto come “leggermente sociopatico” ma con un debole per l’alcol. È uno dei personaggi più divertenti del film, e Cloud riesce a rubare la scena anche con il tempo limitato che ha sullo schermo.
Chi conosceva Cloud per il suo Fezco in “Euphoria” – il dolce e sensibile spacciatore con il cuore d’oro – qui lo vede in una veste completamente diversa. Dean è più comico, più leggero, più sopra le righe. E Cloud dimostra di avere un timing comico perfetto, qualcosa che forse non tutti sapevano di lui.
Il regista Tyler Gillett ha detto una cosa bellissima su di lui: “Era evidente quanto si stesse divertendo. Non abbiamo mai lavorato con qualcuno che costringesse gli altri attori a prestare attenzione. Non c’è un momento falso in nulla di quello che fa”. E ha aggiunto che Cloud ha dato a tutti il permesso di essere “un po’ strani”, di osare scelte che altrimenti non avrebbero fatto, proprio grazie al suo carisma naturale.
La scena della canzone scelta da Angus
Una delle curiosità più belle riguarda una scena specifica del film. C’è un momento in cui Dean canta in macchina mentre guida, seguendo la canzone alla radio. La canzone è “Glamorous Lifestyle” di The Jacka del 2009, con Andre Nickatina. E indovina chi l’ha scelta? Proprio Angus Cloud.
Secondo i registi, Cloud era entusiasta di questa scelta. Ha detto: “Non posso credere che metteremo questa canzone in un cazzo di film!”. Dopo la sua morte, i registi hanno raccontato che non è mai stato in discussione tagliarla. “No, quella significava molto per Angus. Lasciamo che faccia parte del film”, hanno deciso.
È un dettaglio piccolo ma importante. Quella scena ora ha un significato diverso per chi conosce la storia. Non è solo un momento comico: è un pezzo di Angus Cloud che ha scelto personalmente di lasciare nel film.
Come i registi hanno onorato la sua memoria
Quando la produzione è ripresa dopo lo sciopero e dopo la morte di Cloud, tutti sul set sentivano una responsabilità particolare. Bettinelli-Olpin ha spiegato: “Tutti i coinvolti volevano davvero assicurarsi di finire il film in modo forte e di rendere giustizia ad Angus. Ci siamo sentiti responsabili”.
I registi hanno fatto qualcosa di molto specifico: hanno setacciato tutto il materiale girato cercando ogni singolo momento speciale di Cloud. Se c’era qualcosa di particolare, un’espressione, una battuta, si chiedevano: “C’è un modo per usarlo? C’è un modo per inserirlo nel film?”. Volevano che ogni secondo di Angus fosse prezioso.
E hanno mantenuto la promessa. Tutto quello che vedi di Cloud nel film è reale al 100%. Non c’è CGI, non c’è doppiaggio postumo, non c’è nemmeno una singola battuta registrata in studio dopo la sua morte. “Ogni singola cosa di Angus è Angus nel film”, ha confermato Bettinelli-Olpin.
La dedica finale con l’autografo a forma di nuvola
Alla fine dei titoli di coda, “Abigail” presenta una dedica commovente: “In Loving Memory” (In memoria affettuosa). E non è una dedica qualsiasi. Sopra le parole c’è un disegno di una nuvola, che era la firma personale di Angus Cloud.
La storia dietro questo disegno è toccante. Durante le riprese, Cloud aveva firmato un autografo per un membro della troupe facendo questo disegno di una nuvola (cloud in inglese significa nuvola, ed era un gioco che faceva con il suo cognome). Quando il film era finito, Melissa Barrera ha fatto stampare quella firma su delle magliette per tutto il cast e la troupe.
Vedere quella nuvola alla fine del film è un momento emozionante. È un piccolo dettaglio che solo chi conosce la storia può apprezzare pienamente, ma è proprio questo tipo di attenzione che dimostra quanto tenessero a lui.
Altre curiosità su “Abigail”
Ma “Abigail” non è solo la storia di Angus Cloud. Il film è pieno di dettagli interessanti che vale la pena conoscere.
Prima di tutto, i nomi dei criminali. Joey, Frank, Dean, Sammy, Peter e Rickles. Ti suonano familiari? Sono ispirati al Rat Pack, il famoso gruppo di intrattenitori degli anni ’50 e ’60: Joey Bishop, Frank Sinatra, Dean Martin, Sammy Davis Jr., Peter Lawford e il comico Don Rickles. Un bell’omaggio ai classici.
Poi c’è la location. Il film è stato girato nella famosa villa Guinness di Dublino, in Irlanda. Non hanno usato principalmente degli studi, ma una vera magione storica. Questo ha dato al film quella atmosfera autentica di casa abbandonata e gotica che funziona così bene.
Alisha Weir: la vera star del film
Un’altra curiosità riguarda la giovane protagonista Alisha Weir. L’attrice irlandese di 14 anni, già nota per “Matilda – Il musical” su Netflix, ha imparato il balletto appositamente per questo film. E i registi sono rimasti così impressionati dalle sue capacità di danza che hanno aggiunto più scene di ballo rispetto a quelle previste nella sceneggiatura originale.
C’è un dettaglio divertente: Dan Stevens è rimasto scioccato nello scoprire che Weir è irlandese. L’attrice ha un accento americano perfetto nel film, che ha imparato semplicemente guardando la televisione americana. Non hanno avuto bisogno di un coach per i dialoghi.
Weir aveva anche un trucco per interpretare il personaggio: chiamava la bambina spaventata e rapita “Abby”, mentre il predatore vampiro lo chiamava “Abigail”. Questo l’ha aiutata a vederli come due persone completamente separate, anche cambiando il tono di voce per sembrare più adulta quando era in modalità vampiro.
I denti da squalo e il fiume di sangue
I registi hanno parlato molto del design di Abigail, in particolare dei suoi denti. Tyler Gillett ha spiegato: “Abbiamo parlato molto dei denti. Volevamo che sembrassero più primitivi e animaleschi rispetto alle normali zanne da vampiro. Quelli di Abigail sono come denti sopra denti, come la bocca di uno squalo”.
E poi c’è il sangue. Tanto, tantissimo sangue. I registi hanno ammesso di essersi scusati ripetutamente con gli attori per la quantità di sangue usata sul set. “Tutti i nostri film sono sanguinosi, ma questo è decisamente il più sanguinoso. Abbiamo passato molto tempo a scusarci con i nostri attori!”.
Gli easter egg nascosti
Per i fan dei film precedenti dei Radio Silence, c’è un easter egg carino: nella villa di “Abigail” è appeso un ritratto di un antenato di Tony Le Domas, il personaggio di “Finché morte non ci separi” del 2019. I registi amano inserire questi collegamenti tra i loro film.
C’è anche una cosa interessante: i registi volevano evitare di menzionare Dracula per distinguere il loro film dagli altri film sui vampiri. A un certo punto avevano anche considerato l’idea di far dire al padre di Abigail che aveva ucciso Dracula, ma hanno tagliato quella battuta dalla sceneggiatura finale.
Kevin Durand e il suo accento quebecchese
Un’altra curiosità riguarda Kevin Durand, che interpreta Peter. L’attore ha chiesto di poter usare il suo vero accento quebecchese, cosa che non aveva mai fatto in un film prima. I registi hanno accettato, e così Peter è diventato un personaggio canadese invece che americano.
Il successo su Netflix
“Abigail” è uscito al cinema nell’aprile 2024 e non ha avuto un grande successo al botteghino, incassando 43 milioni di dollari in tutto il mondo. Molti hanno dato la colpa al marketing, che aveva spoilerato il twist principale nei trailer (il fatto che Abigail fosse un vampiro).
Ma ora che è arrivato su Netflix, il film sta trovando il suo pubblico. È in tendenza sulla piattaforma e sta raccogliendo nuovi fan che apprezzano il mix di horror, commedia e splatter che i Radio Silence sanno fare così bene.
Un tributo fatto con amore
Guardare “Abigail” oggi, sapendo la storia di Angus Cloud, aggiunge uno strato di emozione al film. Ogni sua scena, ogni sua battuta, ogni sua risata sullo schermo è un ricordo di un talento che se n’è andato troppo presto.
I registi Bettinelli-Olpin e Gillett hanno fatto un lavoro incredibile nel trasformare quella che poteva essere solo una tragedia in un vero e proprio tributo. Non hanno tagliato via il dolore, ma lo hanno trasformato in qualcosa di bello. Hanno fatto in modo che l’ultima performance di Angus Cloud fosse memorabile, divertente e piena di vita.
E questo, alla fine, è il miglior omaggio che potevano fargli.
Hai già visto “Abigail” su Netflix? Conoscevi la storia di Angus Cloud e di come i registi hanno onorato la sua memoria? Scrivilo nei commenti e dimmi cosa ne pensi del film!