Genitori di Claudio Carlomagno trovati impiccati: il biglietto contro la gogna social e il dolore insopportabile

Genitori di Claudio Carlomagno trovati impiccati il biglietto contro la gogna social e il dolore insopportabile
True Crime

Genitori di Claudio Carlomagno trovati impiccati: il biglietto contro la gogna social e il dolore insopportabile

Non hanno retto. Il dolore era troppo grande, la vergogna troppo pesante, la realtà troppo brutale da accettare. Maria Messenio e Pasquale Carlomagno, i genitori di Claudio Carlomagno…

Wonder Channel Redazione Redazione Wonder Channel ▣ 25 Gennaio 2026 ◷ 6 min di lettura
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Non hanno retto. Il dolore era troppo grande, la vergogna troppo pesante, la realtà troppo brutale da accettare. Maria Messenio e Pasquale Carlomagno, i genitori di Claudio Carlomagno arrestato per il femminicidio della moglie Federica Torzullo, sono stati trovati morti sabato 24 gennaio nella loro villetta di via Tevere ad Anguillara Sabazia. Si sono impiccati nel garage, uno accanto all’altro. Un gesto estremo che ha aggiunto dolore a un dolore già inimmaginabile.

La scoperta è avvenuta nella serata di sabato. È stata la zia di Claudio a dare l’allarme dopo che Davide, l’altro figlio della coppia, non riusciva a contattare i genitori. La donna ha raggiunto la villetta e ha chiamato il 118 e i carabinieri. Quando sono entrati nella proprietà, hanno trovato i due corpi senza vita nel garage. Maria, 65 anni, ex agente di polizia e fino a pochi giorni fa assessora alla sicurezza del comune di Anguillara, e Pasquale, 69 anni, imprenditore edile che lavorava con il figlio Claudio. Due vite spezzate dal peso di una verità insostenibile.

I carabinieri hanno trovato un biglietto d’addio. Secondo quanto ricostruito, Maria e Pasquale avevano lasciato la lettera nella casa romana dell’altro figlio Davide prima di tornare ad Anguillara per compiere il gesto estremo. Nella lettera avrebbero spiegato i motivi della loro decisione. Il contenuto esatto non è stato reso pubblico per rispetto della famiglia, ma secondo le ricostruzioni ci sarebbe anche uno sfogo contro la gogna mediatica e social alla quale erano stati esposti negli ultimi giorni.

Sul profilo Facebook di Maria Messenio, ancora oggi, compaiono decine e decine di insulti. Commenti violenti, parole durissime, accuse pesantissime. La gente si era scagliata contro di lei dopo che il figlio aveva confessato l’omicidio. Come se lei fosse responsabile di quello che aveva fatto Claudio. Come se essere la madre di un assassino significasse automaticamente essere colpevoli. La violenza dei social, quella gogna pubblica fatta di odio e cattiveria gratuita, probabilmente ha contribuito a rendere insopportabile una situazione già drammatica.

La storia di questa famiglia è un susseguirsi di orrori. Il 9 gennaio Federica Torzullo scompare da casa. Era stata proprio Maria, quel pomeriggio, ad accompagnare il figlio Claudio dai carabinieri per denunciare la scomparsa della moglie. Con loro c’erano anche i genitori di Federica. Le due famiglie in quei giorni erano ancora unite, preoccupate, speranzose di ritrovare Federica viva. Poi sono arrivate le indagini, le bugie di Claudio che cominciavano a non reggere, le telecamere che lo inchiodavano, il ritrovamento del corpo di Federica sepolta in un terreno della ditta di famiglia.

L’autopsia ha rivelato l’orrore: Federica era stata uccisa con violenza brutale nel bagno di casa. Claudio l’aveva colpita, poi aveva nascosto il corpo, aveva mentito a tutti, aveva finto di cercarla. Quando la verità è emersa, per Maria e Pasquale è crollato tutto. Il figlio che credevano di conoscere era un assassino. La nuora che avevano aiutato a cercare era stata uccisa proprio da lui. E loro, inconsapevolmente, erano stati complici delle sue menzogne.

Ma c’è di più. Le indagini hanno messo sotto la lente anche il comportamento di Pasquale il giorno del delitto. Le telecamere di via Costantino hanno ripreso il furgone del padre davanti alla casa di Claudio alle 7:08 del mattino del 9 gennaio. Proprio mentre, secondo gli investigatori, nell’appartamento Federica era già stata uccisa dal marito. Pasquale ha suonato il citofono, ha chiamato più volte il figlio senza ricevere risposta, poi alle 7:17 se ne è andato dopo aver preso le chiavi dell’azienda di famiglia.

Claudio ha raccontato ai pm di non aver sentito né il telefono né il citofono perché probabilmente era impegnato a ripulire il bagno dove aveva compiuto il femminicidio. Pasquale ha confermato ai carabinieri la versione delle chiavi, precisando che era quello che gli aveva detto il figlio. Non è mai stato indagato, ma quella presenza davanti a casa proprio in quelle ore ha fatto sorgere domande. Gli investigatori non escludono che qualcuno possa aver aiutato Claudio, anche inconsapevolmente, visto che alcuni orari non combaciano perfettamente.

Forse Pasquale temeva di essere coinvolto nelle indagini. Forse la paura di essere considerato complice, anche indirettamente, lo ha tormentato. O forse semplicemente il dolore per quello che aveva fatto il figlio, la scoperta di ogni bugia smascherata, di ogni dettaglio brutale emerso sull’omicidio di Federica, era diventato insopportabile. Per entrambi i genitori, ogni rivelazione sulle menzogne di Claudio, ogni prova della sua colpevolezza, ogni particolare dell’atroce delitto della nuora deve essere sembrato un colpo al cuore.

La Procura di Civitavecchia ha disposto l’autopsia sui corpi di Maria e Pasquale. Un atto dovuto per stabilire l’esatta dinamica dei fatti, l’orario delle morti, chi dei due è morto per primo. La casa all’interno era in ordine, nulla mancava. Nessuno era entrato. Avevano deciso tutto con lucidità, avevano scritto la lettera a Davide, erano tornati ad Anguillara e avevano compiuto il gesto estremo.

Sabato sera, in carcere, Claudio è stato raggiunto dalla notizia della morte dei genitori. Il suo avvocato ha confermato che il detenuto è stato informato della tragedia. Claudio ora è tenuto sotto stretta sorveglianza proprio per evitare gesti disperati. Ha perso tutto: la moglie che ha ucciso, i genitori che non hanno retto al dolore, la libertà che non riavrà mai più.

Ma la vittima più vulnerabile di questa tragedia infinita è il bambino di 10 anni, figlio di Claudio e Federica. Ha perso la mamma assassinata dal padre. Ha perso i nonni paterni suicidi. Il padre è in carcere e probabilmente non lo rivedrà per molti anni. Un bambino di dieci anni che si ritrova improvvisamente orfano di fatto, con un trauma che si porterà dietro per sempre. A prendersi cura di lui sarà la famiglia di Federica, i nonni materni che hanno già perso una figlia e ora devono crescere un nipote devastato dal dolore.

Intanto le indagini sul femminicidio di Federica continuano. Venerdì i carabinieri del Nucleo Subacquei hanno ripreso le ricerche dell’arma del delitto, un coltello che Claudio dice di aver gettato in un corso d’acqua a Osteria Nuova. Con i metal detector hanno scandagliato la zona impervia indicata dall’arrestato, ma per ora senza risultati. Il procuratore di Civitavecchia ha definito la confessione di Claudio piena di “zone d’ombra” e gli investigatori stanno ancora cercando di capire se qualcuno lo abbia aiutato dopo l’omicidio.

La comunità di Anguillara Sabazia è sconvolta. Il sindaco Angelo Pizzigallo ha scritto un lungo post sui social esprimendo il dolore dell’intera città: “Davanti a tragedie così grandi, le parole faticano a trovare spazio. Resta solo il dovere del rispetto, del silenzio e della vicinanza umana verso chi soffre”. Maria era una figura conosciuta e stimata, aveva servito la città con impegno e dedizione. Si era dimessa dall’incarico di assessora solo pochi giorni fa, dopo l’arresto del figlio. Non aveva retto alla vergogna, ma aveva cercato di andare avanti. Fino a quando il peso è diventato insostenibile.

E tu cosa ne pensi di questa tragedia? Credi che la gogna social abbia contribuito al loro gesto estremo? Come si può proteggere un bambino da un trauma così devastante? Lascia un commento e dicci la tua opinione con rispetto.