Se avete rivisto il primo Thor del 2011 e vi siete chiesti perché la telecamera sembri continuamente inclinata, sappiate che non era un errore e nemmeno una stranezza casuale. Kenneth Branagh, regista del film che lanciò Chris Hemsworth nel Marvel Cinematic Universe, è tornato a parlare proprio di quella scelta visiva, una delle più discusse dai fan negli ultimi quindici anni. E ha spiegato che l’ispirazione arrivava direttamente dai fumetti di Jack Kirby.
La polemica riguarda i cosiddetti Dutch angles, cioè le inquadrature inclinate nelle quali l’orizzonte non è perfettamente dritto. Nel cinema vengono spesso utilizzate per trasmettere instabilità, tensione o una sensazione di qualcosa che non è completamente in equilibrio. In Thor, però, Branagh ne fece un uso molto più frequente del normale. Non soltanto durante i combattimenti: anche parecchi dialoghi tra Thor, Loki e Odino sono ripresi con la macchina da presa inclinata.
Ed è proprio questa abbondanza ad aver infastidito una parte degli spettatori.
Negli anni il primo Thor è stato spesso ricordato anche per quel continuo senso di “storto”. Per qualcuno dava personalità al film, per altri sembrava un vezzo utilizzato fin troppo spesso. La discussione è diventata talmente nota che Branagh, intervistato da Kevin McCarthy, ha ammesso di non aver mai capito fino in fondo perché quella scelta avesse provocato tanta perplessità.
La sua spiegazione, però, è molto semplice.
Branagh ha raccontato di essere tornato ai fumetti classici di Thor disegnati da Jack Kirby, dove le vignette utilizzavano spesso composizioni diagonali, prospettive molto spinte e personaggi collocati in immagini che sembravano quasi esplodere fuori dalla pagina. Il regista voleva trasferire quella stessa energia sullo schermo.
Non voleva quindi soltanto rendere il film “strano”.
L’obiettivo era dare a una storia di dei, regni cosmici e conflitti familiari giganteschi un aspetto visivo diverso da quello di un normale action. Branagh ha citato anche l’espressionismo tedesco, corrente cinematografica che utilizzava spesso scenografie deformate e prospettive insolite per rappresentare emozioni e stati psicologici.
Il direttore della fotografia Haris Zambarloukos aveva già fornito una spiegazione molto simile. Secondo lui l’inquadratura inclinata permetteva di mostrare rapidamente la differenza tra armonia e disordine, sia nei personaggi sia negli ambienti. E in Thor di disordine ce n’è parecchio: il rapporto tra Thor e Loki, la tensione con Odino e la caduta del protagonista da Asgard sulla Terra.
La parte più divertente della storia, però, riguarda Marvel.
Branagh ha rivelato che all’interno dello studio si sarebbe discusso perfino della possibilità di “raddrizzare” digitalmente il film, modificando quelle inquadrature in post-produzione. L’idea non andò avanti per un motivo molto concreto: il costo sarebbe stato troppo alto. Il regista ha ammesso di esserne stato parecchio contento.
Pensateci: oggi Thor potrebbe avere un aspetto completamente diverso se quella modifica fosse costata meno.
E forse sarebbe stato anche meno riconoscibile.
Il film di Branagh rimane infatti uno dei capitoli Marvel con una personalità visiva più evidente. I sequel hanno progressivamente abbandonato quella soluzione. Thor: The Dark World ha preferito un fantasy più cupo, mentre Taika Waititi con Thor: Ragnarok e Thor: Love and Thunder ha spinto molto di più su colori, ironia e spettacolo.
A quindici anni di distanza, quindi, quella che molti consideravano una scelta fastidiosa è diventata anche una delle caratteristiche più riconoscibili del primo film.
Branagh continua a difenderla perché, dal suo punto di vista, aveva un motivo preciso: far sembrare Thor un fumetto Marvel in movimento, invece di limitarsi a filmare Chris Hemsworth con martello e mantello dentro scenografie spettacolari.
Possiamo discutere se abbia esagerato.
Probabilmente sì, almeno in alcune scene. Ma è difficile negare che quel Thor avesse un’identità propria, cosa che non sempre si può dire dei film appartenenti a universi cinematografici enormi.
E forse la polemica, dopo quindici anni, racconta proprio questo: una scelta visiva molto marcata può infastidire, ma almeno lascia qualcosa da ricordare.
Tu come la pensi? Le inquadrature inclinate di Thor ti davano fastidio oppure rendevano il film più originale rispetto agli altri capitoli Marvel? Scrivilo nei commenti.


