The Love Hypothesis: Il teorema dell’amore è esattamente quel tipo di film che guardi sapendo già, più o meno, come andrà a finire. Due persone molto diverse. Una relazione finta. All’inizio dovrebbe essere solo un accordo comodo per entrambi, poi però le cose si complicano.
E sapete una cosa? Va benissimo così.
Il film, disponibile su Prime Video dal 23 settembre, cioè oggi, è tratto dal romanzo di Ali Hazelwood e segue Olive Smith, interpretata da Lili Reinhart, una dottoranda impegnata nella ricerca sul cancro. Olive si ritrova in una situazione abbastanza assurda: per convincere la sua migliore amica Anh di aver superato una vecchia cotta, bacia impulsivamente il professor Adam Carlsen, interpretato da Tom Bateman. Da lì nasce una falsa relazione che dovrebbe servire a entrambi e restare sotto controllo. Potete immaginare quanto dura il controllo.
La cosa migliore del film è che non prova a reinventare la commedia romantica. Non vuole convincerci di aver scoperto una nuova formula dell’amore. Prende uno dei trope più abusati del genere, il fake dating, e cerca semplicemente di farlo funzionare.
E nella maggior parte dei casi ci riesce.
Lili Reinhart è molto simpatica nei panni di Olive. Ha quel modo un po’ impacciato di reagire alle situazioni che rende credibile anche una premessa abbastanza folle. Tom Bateman, invece, deve fare soprattutto il professore enorme, severo e apparentemente incapace di sorridere.
In pratica entra in una stanza e sembra che qualcuno abbia appena cancellato il weekend.
La differenza tra i due funziona bene. Olive parla, si agita, pensa troppo. Adam sembra voler rispondere a qualsiasi domanda con tre parole e un sopracciglio alzato.
Per una rom-com serve soprattutto una cosa: devi voler vedere i due protagonisti insieme.
E qui succede.
La loro chimica è probabilmente il motivo principale per cui il film regge anche nei momenti più prevedibili. Bateman e Reinhart hanno raccontato di aver trovato subito una buona sintonia già durante le prime letture insieme, e sullo schermo si vede.
Naturalmente The Love Hypothesis ha anche tutti i difetti del genere.
Ci sono incomprensioni che potrebbero essere risolte con una conversazione di quattro minuti.
Ci sono personaggi che evitano accuratamente di dire la frase più ovvia perché altrimenti il film finirebbe quaranta minuti prima.
E soprattutto ci sono diversi momenti in cui viene voglia di entrare nello schermo e dire:
“Olive, per favore, chiediglielo e basta.”
Ma sarebbe ingiusto criticare troppo il film per questo. È un po’ come lamentarsi perché in un horror qualcuno decide di entrare da solo nella cantina buia.
Fa parte del contratto.
La parte ambientata nel mondo universitario riesce inoltre a dare al film un’identità leggermente diversa rispetto alle solite rom-com costruite tra uffici pubblicitari, matrimoni o vacanze da sogno. Olive è una ricercatrice e buona parte della storia ruota anche intorno alla sua carriera, alle difficoltà dell’ambiente accademico e alla necessità di essere presa sul serio.
Questo elemento funziona soprattutto perché Olive non esiste soltanto per innamorarsi di Adam.
Ha un’amicizia importante con Anh, interpretata da Rachel Marsh, ha obiettivi professionali e deve affrontare alcuni problemi che non dipendono dalla relazione. Reinhart stessa ha sottolineato quanto il legame tra Olive e Anh fosse una parte fondamentale della storia.
La regia di Claire Scanlon resta semplice. Non cerca mai il colpo visivo assurdo e non ne ha bisogno. Il film dura circa 110 minuti e, pur avendo qualche passaggio che si poteva stringere, scorre abbastanza bene.
Il limite maggiore è che manca un po’ di cattiveria.
Ogni tanto sembra sul punto di diventare più divertente, più sexy o più pungente, poi sceglie quasi sempre la strada più sicura. È una rom-com molto ordinata. Forse anche troppo.
Non ci sono grandi sorprese.
Ma ci sono scene carine, due protagonisti che funzionano e abbastanza ironia da non trasformare il film in una sfilata infinita di dichiarazioni romantiche.
E per una serata tranquilla sul divano, sinceramente, può bastare.
Voi avete già visto The Love Hypothesis: Il teorema dell’amore su Prime Video? Vi ha conquistato la coppia Olive-Adam oppure per voi il teorema non regge? Scrivetecelo nei commenti.
La Recensione
The Love Hypothesis: Il teorema dell’amore
The Love Hypothesis: Il teorema dell’amore è una rom-com semplice, prevedibile e molto piacevole. Non rivoluziona il genere e non prova nemmeno a farlo. Lili Reinhart e Tom Bateman, però, hanno abbastanza chimica da far funzionare il gioco della falsa relazione.
PRO
- Lili Reinhart e Tom Bateman funzionano bene insieme.
- Ti piace il trope della relazione finta che inevitabilmente smette di essere finta.
- È leggero e scorre senza chiederti troppa concentrazione.
CONTRO
- Odi le storie in cui i problemi nascono perché nessuno dice chiaramente cosa prova.


