Nel 1987 sembrava avere tutti gli ingredienti per diventare uno dei film più importanti dell’anno: Jack Nicholson e Meryl Streep protagonisti, Héctor Babenco alla regia e un romanzo vincitore del Premio Pulitzer come materiale di partenza. Eppure Ironweed finì per essere un insuccesso commerciale pesantissimo, nonostante le interpretazioni dei suoi due protagonisti siano ancora oggi tra gli aspetti più apprezzati del film.
Il titolo usato anche in Italia è proprio Ironweed. Non venne distribuito con un titolo italiano alternativo: le principali schede cinematografiche italiane riportano infatti il titolo originale, con distribuzione Medusa.
La storia è ambientata ad Albany, nello Stato di New York, nel 1938. Francis Phelan, interpretato da Jack Nicholson, è un ex giocatore di baseball che vive per strada e prova a sopravvivere insieme a Helen Archer, interpretata da Meryl Streep. Francis è tormentato dal senso di colpa per la morte accidentale del figlio neonato e da altri episodi violenti del proprio passato. Dopo anni lontano da casa, torna nella città in cui vive ancora la sua famiglia, ma il ritorno non gli permette di cancellare ciò che è successo.
Il film nasce dal romanzo omonimo di William Kennedy, che nel 1984 vinse il Premio Pulitzer per la narrativa. Kennedy firmò personalmente anche la sceneggiatura dell’adattamento cinematografico, quindi Ironweed rimase molto vicino allo spirito del libro: una storia dura, malinconica e quasi completamente priva di consolazioni facili.
Proprio questa fedeltà potrebbe aver contribuito alle difficoltà commerciali del film.
Ironweed non offre infatti uno sviluppo tradizionale fatto di grandi svolte e momenti spettacolari. Segue persone ai margini, uomini e donne che cercano un posto caldo dove dormire, piccoli lavori per racimolare qualche dollaro e qualche ora in cui dimenticare ciò che li tormenta. Francis vede persino figure appartenenti al proprio passato, come se i suoi ricordi fossero diventati presenze reali dalle quali non riesce a liberarsi.
Nicholson, abituato anche a personaggi molto più esplosivi, costruisce invece un Francis consumato dalla colpa e dall’alcol. Meryl Streep interpreta Helen, una donna che continua a ricordare la cantante che avrebbe potuto diventare. In una delle scene più note del film, Helen torna simbolicamente a quella vita perduta attraverso la musica.
Il risultato è un racconto molto più intimo di quanto il nome dei due protagonisti potesse far immaginare al pubblico dell’epoca.
A renderlo ancora più particolare c’era Héctor Babenco, regista argentino-brasiliano che arrivava dal grande successo critico di Il bacio della donna ragno. Ironweed fu il suo primo film interamente americano e ricostruì l’Albany della fine degli anni Trenta con una fotografia fredda, autunnale e molto attenta agli ambienti.
Il problema arrivò al botteghino.
Il budget viene indicato intorno ai 27 milioni di dollari, una cifra importante per un dramma così cupo, mentre l’incasso mondiale si fermò a circa 7,3 milioni. Dal punto di vista economico fu quindi un flop netto.
Nemmeno la presenza di Nicholson e Streep riuscì a trasformarlo in un successo popolare.
Eppure gli Oscar riconobbero proprio il valore dei due interpreti: Jack Nicholson fu candidato come miglior attore protagonista e Meryl Streep come migliore attrice protagonista agli Academy Awards del 1988. Nicholson ottenne anche una candidatura ai Golden Globe e vinse premi importanti della critica americana per la sua interpretazione.
Fa quindi un certo effetto pensare a Ironweed come a un film quasi dimenticato.
Nicholson e Streep erano già apparsi insieme l’anno precedente in Heartburn – Affari di cuore, diretto da Mike Nichols. Ironweed offriva però ai due attori materiale completamente diverso: niente matrimonio borghese in crisi, ma due persone che vivono ai margini della società e cercano di convivere con una vita che non è andata come speravano.
Nel cast compaiono inoltre Carroll Baker, Michael O’Keefe, Diane Venora, Fred Gwynne, Tom Waits e Nathan Lane, dettaglio che rende ancora più sorprendente quanto poco il film venga ricordato rispetto ad altri titoli dello stesso periodo.
Ironweed non è certamente un film leggero. Dura circa 143 minuti e insiste sul dolore, sull’alcolismo, sulla povertà e sul senso di colpa senza cercare continuamente di rendere i personaggi più simpatici o rassicuranti.
Ma proprio per questo, riguardato oggi, può risultare molto diverso da tanti drammi costruiti per arrivare ordinatamente alla redenzione finale.
Francis non può semplicemente cancellare ciò che ha fatto. Helen non può recuperare magicamente la carriera che non ha avuto. Il film lascia invece i due protagonisti in una zona molto più scomoda, fatta di rimpianti, piccoli tentativi di rimettersi in piedi e momenti nei quali perfino una conversazione o una canzone sembrano sufficienti per respirare ancora qualche ora.
Probabilmente nel 1987 era un film difficile da vendere. Oggi, con due protagonisti come Jack Nicholson e Meryl Streep e una storia che non prova a rendere elegante la povertà, Ironweed merita almeno di essere tolto dalla categoria dei flop dimenticati e riguardato senza le aspettative che lo avevano accompagnato all’uscita.
Avevi mai visto Ironweed oppure è uno di quei film con Jack Nicholson e Meryl Streep che ti erano completamente sfuggiti? Scrivilo nei commenti.


