La Valle dell’Eden è arrivata su Netflix soltanto il 1° ottobre e ha già conquistato il primo posto tra le serie più viste al mondo sulla piattaforma. Un risultato che, dopo aver visto i sette episodi, ci sembra tutt’altro che casuale.
Secondo le classifiche internazionali aggiornate al 4 ottobre, East of Eden è infatti la serie numero uno su Netflix a livello globale, davanti a titoli come LEGO ONE PIECE, Monster: The Lizzie Borden Story e The Gentlemen. In Italia, nello stesso giorno, è già salita al terzo posto tra le serie TV più viste, dopo appena due giorni di presenza effettiva nella Top 10.
E sì, secondo noi se lo merita.
La nuova miniserie creata da Zoe Kazan riprende il romanzo di John Steinbeck del 1952 e prova a fare qualcosa di molto più ambizioso rispetto a una semplice trasposizione elegante di un classico.
Al centro c’è Florence Pugh nei panni di Cathy Ames, personaggio feroce, manipolatore e difficilissimo da incasellare. La serie sceglie di guardarla da vicino, di mostrarne l’infanzia, le ferite e le decisioni senza cancellare le conseguenze delle sue azioni.
È proprio questa complessità uno dei motivi per cui La Valle dell’Eden riesce a funzionare.
Non ci sono personaggi costruiti per essere amati facilmente.
Adam Trask, interpretato da Christopher Abbott, può essere generoso e allo stesso tempo incapace di vedere ciò che ha davanti. Charles, interpretato da Mike Faist, è rabbioso e violento ma spesso capisce le persone meglio del fratello. Cathy può essere vittima e carnefice nella stessa storia.
Poi arrivano Cal e Aron e quella vecchia dinamica tra fratelli ricomincia sotto un’altra forma.
Netflix ha pubblicato tutti e sette gli episodi insieme il 1° ottobre, permettendo quindi al pubblico di guardare la miniserie senza aspettare una settimana tra una puntata e l’altra. Netflix
Questo probabilmente ha aiutato il passaparola.
Perché La Valle dell’Eden è una di quelle serie che, una volta entrati nella storia, invitano facilmente a proseguire.
All’inizio richiede un po’ di pazienza.
La narrazione è ampia, attraversa anni e generazioni e si prende il tempo necessario per costruire i rapporti. Ma proprio quella lentezza iniziale permette poi agli ultimi episodi di avere un peso molto maggiore.
E Florence Pugh è semplicemente magnetica.
La sua Cathy può cambiare completamente atmosfera con uno sguardo. In alcuni momenti fa paura, in altri sembra terribilmente fragile. Zoe Kazan ha voluto darle uno spazio che il precedente adattamento cinematografico non aveva avuto: il film del 1955 diretto da suo nonno Elia Kazan e interpretato da James Dean si concentrava soprattutto sulla parte finale del romanzo, mentre questa versione ripercorre la saga da molto più lontano.
C’è però una precisazione importante sui dati di visualizzazione veri e propri.
Al momento Netflix non ha ancora pubblicato il primo dato settimanale ufficiale delle “views” per La Valle dell’Eden. La serie è uscita il 1° ottobre e la classifica globale settimanale di Netflix viene aggiornata successivamente, quindi per ora possiamo parlare con certezza del primo posto nella classifica giornaliera mondiale, ma non ancora dire quanti milioni di visualizzazioni abbia totalizzato secondo il conteggio ufficiale Netflix.
Il dato arriverà con il prossimo aggiornamento della Top 10 della piattaforma.
Ciò che sappiamo già è comunque significativo: in pochissimi giorni la serie è riuscita a superare produzioni già presenti da più tempo e a raggiungere il vertice mondiale.
Ed è un risultato particolarmente interessante perché non stiamo parlando di una serie d’azione, di un thriller costruito su cliffhanger continui o di un franchise già enorme.
È un dramma storico tratto da Steinbeck.
Sette episodi.
Una saga familiare ambientata tra Ottocento e Novecento.
Non esattamente la formula più ovvia per diventare il titolo più visto del momento.
Forse è proprio questo che rende il risultato ancora più bello.
La Valle dell’Eden dimostra che il pubblico può ancora premiare una serie ambiziosa, lenta quando serve e costruita soprattutto sui personaggi.
Noi l’avevamo già promossa con un 7, soprattutto per la qualità del cast, per Florence Pugh e per il modo in cui riesce a trasformare una storia pubblicata più di settant’anni fa in qualcosa che continua a parlare di famiglie, colpa, eredità e possibilità di scegliere chi diventare.
Vederla adesso al primo posto mondiale su Netflix ci sembra quindi più che meritato.
Voi avete già visto La Valle dell’Eden? Pensate che meriti il primo posto tra le serie più viste oppure vi aspettavate qualcosa di più? E soprattutto: Florence Pugh vi ha convinto nei panni di Cathy Ames? Scrivetecelo nei commenti.


