Ho appena visto il trailer di Steps, il nuovo film d’animazione Netflix che arriverà il 20 novembre 2026, e devo ammettere che non mi ha entusiasmato. Non voglio bocciare un film prima ancora di averlo visto, ma quelle poche immagini mi hanno lasciato una sensazione piuttosto precisa: siamo davanti all’ennesima reinterpretazione di una fiaba classica che cerca di apparire originale ribaltando il punto di vista dei personaggi.
Stavolta tocca a Cenerentola, anche se la protagonista non sarà la ragazza che tutti conosciamo, ma una delle sue sorellastre.
Il film, diretto da Alyce Tzue e John Ripa e prodotto anche da Amy Poehler, racconta la storia di Lilith, una ragazza che vorrebbe finalmente dimostrare di non essere la cattiva della situazione.
Dopo aver trasformato accidentalmente sua sorella Margot in una rana, Lilith si ritrova coinvolta in un’avventura che la porterà ad allearsi con Cenerentola e con altre creature fantastiche per salvare il regno.
Il messaggio sembra piuttosto evidente: anche i personaggi che abbiamo sempre considerato cattivi possono avere delle buone ragioni per comportarsi in un certo modo.
Un concetto interessante? Certamente. Originale? Per me ormai pochissimo.
Sono stanco delle fiabe raccontate dalla parte dei cattivi
Il primo problema che ho con Steps riguarda proprio la premessa.
Possibile che ogni volta che qualcuno vuole reinventare una fiaba debba necessariamente trasformare i cattivi in personaggi incompresi?
Abbiamo già visto questo meccanismo in Maleficent, Crudelia e in tante altre produzioni che cercano di rivalutare gli antagonisti delle storie classiche.
All’inizio trovavo questa prospettiva divertente. Era interessante scoprire cosa si nascondesse dietro personaggi che per decenni erano stati raccontati come figure esclusivamente negative.
Ma dopo anni di film costruiti su questa idea, comincio a trovarla prevedibile.
Raccontare Cenerentola attraverso gli occhi delle sorellastre non basta, secondo me, a rendere originale una storia.
Bisogna avere qualcosa di interessante da dire, personaggi ben scritti e una sceneggiatura capace di sorprendere.
Dal trailer, invece, ho avuto l’impressione che Steps voglia puntare soprattutto sull’idea che la versione della fiaba conosciuta da tutti sia sbagliata e che i veri protagonisti meritino finalmente di raccontare la propria verità.
Un espediente che abbiamo visto fin troppe volte.
Un umorismo che cerca continuamente di essere moderno
Un altro elemento che non mi ha convinto riguarda le battute.
Il trailer sembra costruito per dimostrare quanto il film sia irriverente, moderno e diverso dalla classica Cenerentola.
I personaggi fanno facce buffe, pronunciano battute sarcastiche e si comportano come protagonisti di una commedia contemporanea.
A me questo tipo di umorismo comincia sinceramente a stancare.
Non perché una fiaba debba essere necessariamente seria, ma perché ho la sensazione che molti film d’animazione abbiano ormai adottato lo stesso linguaggio.
Personaggi iperattivi, dialoghi velocissimi, battute che interrompono continuamente i momenti più importanti e una ricerca quasi ossessiva della comicità.
Pensiamo a Shrek. Quel film funzionava perché prendeva in giro le convenzioni delle fiabe con un’ironia intelligente, costruendo contemporaneamente personaggi memorabili.
Non bastava vedere un orco che si comportava diversamente da come ci saremmo aspettati. Era la scrittura a renderlo speciale.
In Steps, almeno dal trailer, non ho trovato quella stessa brillantezza.
Naturalmente è possibile che Netflix abbia scelto di mostrare soprattutto le sequenze più rumorose e divertenti, lasciando fuori i momenti emotivi.
Lo spero, perché altrimenti temo che il risultato possa essere una commedia piena di battute dimenticabili.
Anche l’animazione mi sembra piuttosto generica
Non posso dire che Steps sia realizzato male dal punto di vista tecnico.
I colori sono vivaci, i personaggi espressivi e le ambientazioni fantasy sembrano curate.
Ma c’è una differenza tra un film d’animazione realizzato professionalmente e uno che possiede una vera identità visiva.
Guardando Steps, faccio fatica a trovare qualcosa che lo distingua dalle tante produzioni animate arrivate sulle piattaforme negli ultimi anni.
Le espressioni dei protagonisti, il disegno dei personaggi e persino il modo in cui vengono costruite alcune gag visive mi sembrano già visti.
Dopo film come Spider-Man: Un nuovo universo, Il gatto con gli stivali 2 – L’ultimo desiderio e Il robot selvaggio, credo sia legittimo aspettarsi qualcosa di più coraggioso.
Non pretendo che ogni nuova produzione rivoluzioni l’animazione, ma almeno mi piacerebbe riconoscere una personalità artistica.
Per il momento, invece, Steps mi sembra un prodotto molto studiato per piacere a un pubblico ampio, senza correre particolari rischi.
Il cast è impressionante, ma sarà sufficiente?
Una cosa che mi incuriosisce è sicuramente il cast vocale originale.
Netflix ha riunito nomi importanti come Amanda Seyfried, Stephanie Hsu, Bette Midler, Daniel Radcliffe, Peter Dinklage, Nikki Glaser e Young Mazino.
Un gruppo di interpreti che potrebbe rendere i personaggi più divertenti e interessanti di quanto suggeriscano le prime immagini.
Ma continuo a pensare che i grandi nomi non possano compensare una storia poco ispirata.
Preferisco un film con doppiatori meno conosciuti e personaggi indimenticabili piuttosto che una produzione piena di celebrità impegnate a pronunciare battute che non fanno ridere.
E spero che Steps non finisca proprio in questa seconda categoria.
Non lo boccio ancora, ma il trailer non mi ha conquistato
Voglio essere chiaro: non sto dicendo che Steps sarà necessariamente un brutto film.
Un trailer può offrire un’impressione completamente diversa rispetto all’opera finale. Potrebbero esserci sviluppi narrativi interessanti, momenti emozionanti e personaggi molto più complessi di quanto abbiamo visto.
Ma se lo scopo del trailer era farmi desiderare di guardare immediatamente il film, con me non ha funzionato.
Continuo ad avere la sensazione che Netflix stia proponendo l’ennesima rilettura moderna di una storia classica, affidandosi a una formula che ha già funzionato in passato.
Personalmente vorrei vedere più idee nuove, anziché continue variazioni di fiabe che conosciamo da decenni.
Steps arriverà su Netflix il 20 novembre 2026 e probabilmente gli darò comunque una possibilità. Mi auguro di essere smentito, perché sarei felice di scoprire una bella sorpresa dietro un trailer che, per il momento, mi ha lasciato abbastanza indifferente.
E voi cosa ne pensate? Il trailer di Steps vi ha incuriosito oppure anche voi siete stanchi di queste continue reinterpretazioni delle fiabe classiche?
Vi sembra un film originale o avete avuto la mia stessa impressione?
Raccontatemi la vostra opinione nei commenti.


