Blu Notte, avete visto la puntata del 17 ottobre? I delitti del DAMS tornano al centro del racconto di Carlo Lucarelli
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Vedi tutte →Avete visto la puntata di Misteri dimenticati – Blu Notte andata in onda oggi, sabato 17 ottobre, su Rai 3? Carlo Lucarelli ha dedicato il quinto appuntamento della nuova stagione a due casi che hanno segnato profondamente la Bologna dei primi anni Ottanta: l’omicidio di Francesca Alinovi e quello, ancora senza una verità giudiziaria definitiva, dello studente Angelo Fabbri.
Una puntata molto densa, costruita ancora una volta sul modo di raccontare che ha reso Lucarelli riconoscibile da anni: niente urla, niente processi improvvisati, ma ricostruzioni, documenti, testimonianze e soprattutto il tentativo di rimettere ordine dentro storie diventate nel tempo quasi leggenda.
Il primo caso affrontato è quello di Francesca Alinovi, critica d’arte e docente al DAMS di Bologna, una delle figure più interessanti della scena culturale italiana di quegli anni.
Francesca aveva 35 anni ed era immersa in un ambiente creativo, sperimentale e molto vivo. Frequentava artisti, intellettuali e giovani talenti, aveva viaggiato a New York e aveva contribuito a portare in Italia l’attenzione verso il graffitismo e nuove forme di arte contemporanea.
Il suo omicidio sconvolse Bologna.
Il corpo venne trovato nel suo appartamento il 15 giugno 1983. Francesca era stata colpita numerose volte con un’arma da taglio.
Le indagini si concentrarono presto su Francesco Ciancabilla, all’epoca giovane artista e suo studente, con il quale Alinovi aveva avuto un rapporto complesso.
Ciancabilla venne inizialmente assolto in primo grado, poi condannato in appello a 15 anni di carcere con una sentenza diventata definitiva. Ha scontato la pena e ha sempre continuato a dichiararsi innocente.
Ed è proprio lui uno degli elementi più forti della puntata.
Blu Notte ha infatti proposto un’intervista esclusiva a Ciancabilla, tornando su un caso che per la giustizia ha avuto un colpevole, ma che continua ancora oggi a generare discussioni per alcuni aspetti rimasti controversi.
Lucarelli non trasforma la puntata in un nuovo processo.
Ricostruisce piuttosto il contesto.
La Bologna del DAMS.
Gli ambienti artistici.
I rapporti personali.
Le indagini.
Gli elementi che portarono alla condanna.
E, soprattutto, quella sensazione di inquietudine che negli anni Ottanta cominciò a circondare un ambiente considerato fino a quel momento sinonimo di libertà e creatività.
Il secondo caso è ancora più misterioso.
Angelo Fabbri, 26 anni, studente universitario e allievo di Umberto Eco, scompare il 30 dicembre 1982.
Il giorno successivo il suo corpo viene trovato in un burrone nei boschi del Farneto.
Ha dodici coltellate alla schiena.
Ma gli investigatori arrivano presto a una conclusione fondamentale: Angelo non è stato ucciso nel luogo in cui è stato ritrovato.
Qualcuno lo ha assassinato altrove.
Poi ha spostato il corpo.
Ed è proprio questo elemento a rendere il caso ancora oggi così inquietante.
Dove è stato ucciso?
Chi lo ha trasportato nei boschi?
Perché?
A differenza del caso Alinovi, per l’omicidio di Angelo Fabbri non è mai arrivata una soluzione definitiva.
Più di quarant’anni dopo, molte domande sono ancora aperte.
La puntata ha provato quindi a mettere in relazione due delitti spesso ricordati insieme sotto l’etichetta di “delitti del DAMS”, evitando però di suggerire collegamenti che non sono mai stati dimostrati.
Questo è uno degli aspetti che continua a distinguere Blu Notte da molti programmi di true crime.
Lucarelli racconta.
Non forza le conclusioni.
Non cerca per forza un colpo di scena.
E non trasforma ogni dettaglio in una prova definitiva.
Ad accompagnarlo ci sono stati anche esperti chiamati ad analizzare gli aspetti investigativi e criminologici delle due vicende: Silio Bozzi, criminologo ed ex dirigente della Polizia di Stato, Margherita Carlini, psicologa clinica e criminologa forense, e Mirella Gherardi, medico legale.
La puntata del 17 ottobre è quindi tornata dentro una stagione molto particolare della storia di Bologna.
Una città culturalmente vivissima.
Il DAMS.
L’arte.
La sperimentazione.
E, improvvisamente, due omicidi capaci di gettare un’ombra su quell’ambiente.
Il caso di Francesca Alinovi ha avuto un percorso giudiziario preciso.
Quello di Angelo Fabbri no.
Ma entrambi, ancora oggi, continuano a raccontare qualcosa di quell’epoca.
E forse è proprio questo il senso di Misteri dimenticati.
Non soltanto recuperare vecchi casi.
Ma ricordare che dietro ogni titolo di giornale ci sono persone, ambienti, relazioni e domande che a volte resistono molto più a lungo delle cronache che le hanno raccontate.
Voi avete visto la puntata di Blu Notte di oggi, 17 ottobre? Vi è piaciuto il racconto sui delitti del DAMS? Quale delle due storie vi ha colpito di più: quella di Francesca Alinovi o il mistero ancora irrisolto di Angelo Fabbri? Scrivetecelo nei commenti.