Star Trek e Doctor Who insieme? Il crossover era davvero in lavorazione, ma è saltato per una disputa tra Disney e Paramount

Star Trek e Doctor Who insieme? Il crossover era davvero in lavorazione, ma è saltato per una disputa tra Disney e Paramount
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Star Trek e Doctor Who insieme? Il crossover era davvero in lavorazione, ma è saltato per una disputa tra Disney e Paramount

Un crossover tra Star Trek: Strange New Worlds e Doctor Who è stato molto più vicino a diventare realtà di quanto si pensasse. Non si trattava soltanto di una battuta, di un piccolo…

Wonder Channel Redazione Redazione Wonder Channel ▣ 17 Ottobre 2026 ◷ 5 min di lettura
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Un crossover tra Star Trek: Strange New Worlds e Doctor Who è stato molto più vicino a diventare realtà di quanto si pensasse. Non si trattava soltanto di una battuta, di un piccolo cameo o di un episodio speciale pensato per sorprendere i fan: secondo Russell T. Davies, il progetto era arrivato al punto in cui lui e Steven Moffat avevano già programmato un viaggio a Los Angeles per incontrare gli autori di Strange New Worlds e capire insieme come costruire la storia.

Poi è arrivato il problema.

E non era creativo.

Era aziendale.

Paramount e Disney non sono riuscite a trovare un accordo su un dettaglio apparentemente banale, ma decisivo nel mondo delle coproduzioni: chi avrebbe trasmesso il crossover per primo.

Una questione che ha finito per bloccare tutto.

L’idea di un incontro tra i due universi circolava già da tempo. Akiva Goldsman, co-showrunner di Star Trek: Strange New Worlds, aveva confermato che si era parlato concretamente di un possibile crossover con Doctor Who.

Una delle idee più divertenti riguardava Pelia, il personaggio interpretato da Carol Kane.

Pelia, ingegnere capo della USS Enterprise, avrebbe potuto essere rivelata come una vecchia compagna di viaggio del Dottore.

La serie aveva persino lasciato un indizio piuttosto evidente.

In un episodio, Pelia dice:

«Ricordatemi di raccontarvi di quella volta che ho passato del tempo con un dottore che viaggiava nel tempo».

Una frase che, a quel punto, non sembra più soltanto un omaggio.

Dietro c’era davvero un progetto.

Russell T. Davies ha raccontato che lui e Steven Moffat erano pronti a partecipare direttamente alla scrittura.

«Avevamo già i biglietti per andare a Los Angeles e incontrare la writers’ room, per capire come farlo funzionare», ha spiegato.

Il fatto che Moffat fosse coinvolto rende l’idea ancora più interessante.

Davies e Moffat sono due dei nomi più importanti della storia moderna di Doctor Who e vederli lavorare insieme agli autori di Strange New Worlds avrebbe reso il progetto molto più ambizioso del solito crossover televisivo.

E infatti non si parlava necessariamente di un solo episodio.

Davies ha lasciato intendere che si stava ragionando su più di un capitolo, forse addirittura una piccola miniserie.

Anche Henry Alonso Myers, co-showrunner di Strange New Worlds, aveva raccontato che il progetto non sarebbe stato inserito semplicemente dentro una normale puntata della serie.

L’idea era quella di realizzare uno speciale separato, qualcosa di autonomo.

Questo avrebbe risolto anche un problema narrativo evidente.

Star Trek e Doctor Who appartengono a universi molto diversi.

Uno è costruito su esplorazione spaziale, tecnologia e diplomazia.

L’altro vive di paradossi temporali, alieni assurdi e situazioni nelle quali le regole possono cambiare da un episodio all’altro.

Un crossover inserito dentro una normale puntata avrebbe rischiato di sembrare forzato.

Uno speciale dedicato, invece, avrebbe permesso agli autori di divertirsi molto di più.

Il vero ostacolo, però, è arrivato fuori dalla stanza degli sceneggiatori.

Davies ha spiegato che il problema principale delle coproduzioni è spesso proprio chi ottiene la prima finestra di trasmissione.

Ogni piattaforma vuole essere quella che “ha” l’evento per prima.

E quando due aziende enormi devono condividere un prodotto, la discussione può diventare molto più complicata di quanto sembri.

Nel caso del crossover, da una parte c’era Paramount, proprietaria del marchio Star Trek.

Dall’altra c’era Disney, che in quel periodo aveva una partnership internazionale legata a Doctor Who.

Davies ha descritto queste trattative come vere battaglie.

Non semplici riunioni.

Battaglie.

E proprio questo avrebbe reso il progetto quasi impossibile da portare avanti.

Il paradosso è evidente.

Gli sceneggiatori volevano farlo.

Gli showrunner erano interessati.

Le idee c’erano.

I fan probabilmente avrebbero adorato l’esperimento.

Ma nessuno riusciva a decidere dove sarebbe dovuto uscire prima.

Alla fine, il crossover è rimasto sulla carta.

Per ora.

Perché la porta non sembra completamente chiusa.

L’interesse creativo esiste ancora e il precedente più interessante arriva dai fumetti.

Nel crossover non canonico Assimilation², infatti, Star Trek e Doctor Who si sono già incontrati.

L’Undicesimo Dottore di Matt Smith si ritrova insieme a Jean-Luc Picard, mentre in un’altra linea temporale il Quarto Dottore di Tom Baker collabora con il Capitano Kirk.

Quello che la televisione non è riuscita a fare, quindi, i fumetti lo hanno già sperimentato.

E la cosa più curiosa è che Star Trek aveva sfiorato qualcosa di simile a Doctor Who già decenni fa.

Il personaggio di Gary Seven, apparso nella serie classica nell’episodio Assignment: Earth, era stato concepito come possibile protagonista di uno spin-off.

Un uomo misterioso.

Una compagna.

Missioni terrestri.

Elementi fantascientifici e una struttura episodica.

Un progetto che, col senno di poi, aveva qualcosa di molto vicino allo spirito del Dottore.

Il crossover tra Strange New Worlds e Doctor Who avrebbe quindi chiuso quasi un cerchio iniziato moltissimo tempo fa.

Invece è diventato uno di quei progetti che fanno arrabbiare proprio perché non è saltato per mancanza di idee, ma per questioni di piattaforme e diritti.

E forse è questa la parte più assurda.

Due universi costruiti sull’idea di superare confini e mondi diversi non sono riusciti a incontrarsi per un problema di distribuzione.

Voi avreste voluto vedere il Dottore a bordo della USS Enterprise? E soprattutto, vi sarebbe piaciuta l’idea di scoprire che Pelia era stata davvero una sua vecchia compagna di viaggio? Scrivetecelo nei commenti.