Alfonso Signorini lascia Chi e lo fa con una lettera che ha il tono di un congedo ragionato, non di una fuga. Niente colpi di scena, niente porte sbattute. Solo un passaggio di testimone spiegato con parole molto personali, che raccontano un percorso iniziato da tempo e arrivato ora al suo punto finale. Una scelta che, come lo stesso Signorini chiarisce subito, non ha alcun legame con Fabrizio Corona, nonostante le voci e le polemiche che hanno riempito le ultime settimane.
Nel suo editoriale di addio, Signorini si rivolge direttamente alle lettrici e ai lettori e mette le cose in chiaro fin dalle prime righe. La decisione di lasciare la direzione editoriale di Chi era stata concordata con Mediaset già lo scorso ottobre. Non è una reazione, non è una risposta a pressioni esterne, ma il risultato di un processo più lungo. “Questo è il momento di farlo”, scrive, con una frase semplice che dice molto più di quanto sembri.
Uno dei passaggi più interessanti della lettera riguarda proprio il tempo. Signorini racconta di un distacco iniziato nel 2023, lento e quasi impercettibile. Un cambiamento che non nasce da un singolo evento, ma da una trasformazione quotidiana. Le giornate di lavoro, spiega, erano diventate meno intense, meno appaganti. La pandemia aveva modificato le abitudini, il ritmo, il modo di vivere il lavoro. E quel pensiero, inizialmente leggero, si era fatto sempre più presente. Non parla di crisi, ma di stanchezza emotiva, di entusiasmi che richiedevano uno sforzo maggiore.
In un mondo mediatico abituato a raccontare tutto come emergenza o scandalo, questa è forse la parte più spiazzante. Signorini non drammatizza. Non accusa nessuno. Non cerca alibi. Racconta un logoramento silenzioso, quello che spesso arriva quando si è rimasti a lungo al centro di una macchina che non si ferma mai. È un addio che nasce più dal bisogno di fare un passo indietro che da quello di scappare.
Il punto su Fabrizio Corona arriva subito dopo, ed è netto. Signorini scrive che il caso Corona non ha minimamente influenzato la sua decisione. Nessun collegamento, nessuna accelerazione. Le accuse lanciate dall’ex fotografo nel format online Falsissimo hanno avuto un impatto mediatico forte, questo è evidente, ma secondo Signorini non hanno inciso su una scelta già maturata. È una precisazione importante, perché separa due piani che molti avevano unito in modo automatico.
Dopo quelle accuse, Signorini si era autosospeso da Mediaset e non condurrà la prossima edizione del Grande Fratello Vip, che tornerà con Ilary Blasi dal 17 marzo. Anche qui, però, il messaggio è chiaro: la fine del rapporto con Chi non è una conseguenza diretta di quel terremoto mediatico. È la chiusura di un ciclo diverso, più lungo, più profondo.
Per capire davvero cosa significa questo addio, bisogna guardare al percorso di Signorini dentro il magazine. Arrivato a Chi nel 2006, dopo l’esperienza a Panorama, ne ha cambiato l’identità. Il settimanale non è rimasto solo cronaca rosa. È diventato un luogo in cui i personaggi pubblici raccontavano la propria vita in modo diretto, spesso intimo. Politica, spettacolo e gossip si sono mescolati in una formula riconoscibile, che ha reso Chi una sorta di salotto mediatico.
Sotto la sua direzione, il magazine ha costruito un rapporto molto stretto con i protagonisti dello spettacolo. Esclusive, confessioni, fotografie simboliche. Un equilibrio costante tra popolare ed elitario, tra curiosità e racconto. Signorini non è stato solo un direttore, ma una figura centrale nella narrazione del mondo VIP italiano degli ultimi vent’anni.
Nel 2023 aveva già ceduto la direzione operativa a Massimo Borgnis, mantenendo il ruolo di direttore editoriale. Quella mossa, riletta oggi, appare come il primo vero segnale di un distacco progressivo. Ora, con questa decisione, quel capitolo si chiude del tutto. Non con rancore, ma con consapevolezza.
Il tono dell’editoriale finale è forse l’aspetto più umano di tutta la vicenda. Signorini parla di sorrisi più faticosi, di giornate meno colorate. Non usa frasi ad effetto. Non cerca applausi. È un saluto che somiglia più a una riflessione personale che a un comunicato ufficiale. Ed è proprio questo che colpisce: la normalità di una scelta importante.
In un ambiente dove spesso si resta aggrappati al ruolo fino all’ultimo, l’idea di fermarsi perché non ci si riconosce più del tutto in quello che si fa è quasi controcorrente. Signorini lascia Chi dopo averlo segnato profondamente, ma senza rinnegare nulla. Lascia spazio, e si prende spazio.
Ora resta da capire cosa farà dopo. Per il momento, l’unica certezza è questa: si chiude una stagione lunga e influente del giornalismo di spettacolo italiano. E lo fa senza clamore, ma con una lettera che vale più di mille smentite.
Tu come interpreti questa scelta? Un addio necessario o una pausa che poteva essere gestita diversamente? Scrivilo nei commenti e dicci la tua.


