Dopo il caso pandoro Chiara Ferragni prova a venderti una candela che costa come due pandori normali… sarà il tuo regalo di Natale?
Dopo aver perso 10 milioni di euro con lo scandalo Balocco, Chiara Ferragni ha trovato la soluzione per risollevare il suo impero in crisi: una candela profumata a…
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Vedi tutte →Dopo aver perso 10 milioni di euro con lo scandalo Balocco, Chiara Ferragni ha trovato la soluzione per risollevare il suo impero in crisi: una candela profumata a 39,90 euro. Sì, hai letto bene. Quasi 40 euro per una candela che profuma di caramello, latte e vaniglia. Il nome? “It’s Gonna Be Incredible”. E già qui verrebbe da chiedersi: incredibile cosa, esattamente? Il prezzo o l’azzardo commerciale?
Il brand che valeva oro (prima del pandoro)
Facciamo un passo indietro. Il caso pandoro Balocco ha letteralmente devastato l’impero Ferragni. I numeri parlano chiaro: il fatturato di Fenice Srl, la società che gestisce il marchio Chiara Ferragni, è crollato da 14 milioni di euro nel 2022 a soli 2 milioni nel 2024. Parliamo di un tracollo dell’86% in due anni. Una catastrofe che ha azzerato il patrimonio societario e fatto scappare sponsor storici come Coca-Cola, Pantene e Pigna.
La multa dell’Antitrust da 1,1 milioni di euro, le donazioni “volontarie” per oltre 2 milioni, i contratti stracciati e un procedimento per truffa aggravata ancora pendente. Il tutto per quella storia del pandoro “benefico” che benefico non era: la donazione all’ospedale Regina Margherita era già stata fatta mesi prima, ma il pubblico è stato indotto a credere che comprando quel pandoro a 9,37 euro (contro i 3,68 di un pandoro normale) avrebbe aiutato i bambini malati.
La candela della disperazione
Ed eccoci alla candela. Presentata con un video cozy girato in casa – rigorosamente in total white con il cane Paloma a fare da comparsa – la “prima candela” del brand Chiara Ferragni viene descritta come “pensata per chi ama sognare a occhi aperti”. Il vasetto nero lucido è decorato con uno stemma nobiliare e le iniziali CF, come se fosse un prodotto di alta profumeria d’arte.
Ma il problema è semplice: stai vendendo il tuo nome, non un prodotto. E quel nome, dopo il pandorogate, ha perso appeal commerciale in modo drammatico. La Ferragni ha perso oltre 1 milione di follower nell’ultimo anno e le sue interazioni sono calate di 50 milioni di click. Certo, ha ancora 28,6 milioni di follower, ma quanti di questi sarebbero disposti a spendere 40 euro per una candela?
Il paragone imbarazzante
Per capire l’azzardo, basta un confronto. Le candele Fornasetti – quelle che la stessa Ferragni aveva in casa quando era sposata con Fedez – costano tra i 90 e i 550 euro, ma parliamo di oggetti d’arte realizzati da una delle maison italiane più prestigiose al mondo, con ceramiche decorate a mano e fragranze esclusive. La candela Ferragni, invece, è semplicemente una candela profumata in cera con un’etichetta stampata.
Marketing della nostalgia o mossa disperata?
Il tempismo è curioso. La candela arriva proprio mentre circolano voci sulla fine della relazione con Giovanni Tronchetti Provera (la seconda rottura, a quanto pare) e mentre i bilanci mostrano perdite da capogiro. Il messaggio del video promozionale parla di “luci che ti sfiorano senza fretta” e “gioia semplice”, ma sembra più un mantra terapeutico personale che una vera strategia di marketing.
La piramide olfattiva – caramello dorato, latte cremoso, vaniglia – evoca atmosfere natalizie e ricordi d’infanzia. Ma c’è un problema: chi compra una candela a 40 euro non cerca solo un profumo, cerca uno status symbol. E dopo il pandorogate, il marchio Chiara Ferragni è esattamente l’opposto di uno status symbol: è diventato un caso di studio su come distruggere un brand costruito in anni di fatiche.
Allora, te lo chiediamo direttamente: compreresti una candela a 40 euro firmata Chiara Ferragni? Pensi che sia un tentativo legittimo di diversificazione del business o una mossa disperata per tamponare le emorragie di cassa? E soprattutto, quanto vale davvero quel nome oggi? Dillo nei commenti!