La terza stagione di “Fondazione” si è conclusa con uno dei colpi di scena più audaci nella storia degli adattamenti televisivi. Nel finale intitolato “L’Oscurità”, abbiamo scoperto che Bayta, interpretata da Synnøve Karlsen, era in realtà Il Mulo sotto mentite spoglie per tutta la stagione. Una rivelazione che ha lasciato senza fiato non solo i neofiti della saga, ma soprattutto i lettori storici dei romanzi di Isaac Asimov, perché rappresenta l’esatto opposto di quello che accade nei libri originali.
David S. Goyer, showrunner della serie Apple TV+, ha deliberatamente ribaltato una delle pietre miliari della letteratura fantascientifica, trasformando quello che nei romanzi era un personaggio positivo nel grande antagonista della stagione. Dopo settimane in cui tutti sospettavano che il vero cattivo fosse il personaggio di Pilou Asbæk – che si è rivelato essere solo un pirata spaziale coinvolto nei piani del vero Mulo – la dolce e innocente Bayta ha mostrato il suo vero volto di manipolatrice mentale che tirava i fili dietro le quinte.
Questa scelta narrativa rappresenta molto più di un semplice cambio di trama: è una dichiarazione d’intenti su come gli adattamenti moderni possano e debbano evolversi rispetto al materiale originale, soprattutto quando si tratta di opere scritte in epoche con sensibilità diverse. La decisione di Goyer tocca temi contemporanei sulla rappresentazione femminile nei media e sulla tendenza del pubblico a sottovalutare certi archetipi di personaggi.
La versione originale di Asimov e il cambio radicale
Nei romanzi originali di Asimov, pubblicati negli anni ’50, la struttura narrativa è completamente diversa. Il Mulo si rivela essere Magnifico Giganticus, un giullare dalla mente musicale nato sul pianeta Gaia (che avrà grande importanza nelle stagioni future). Magnifico si ribella contro il suo popolo e fugge per perseguire i propri obiettivi di conquista galattica, una backstory che la serie ha modificato sostanzialmente.
Bayta, invece, mantiene nei libri il suo ruolo di eroina positiva. È lei che riesce a legare con Magnifico/Il Mulo, il quale la ama e si rifiuta di manipolare la sua mente. Questa condizione mentale “intatta” permette a Bayta di diventare l’unica possibilità di fermare il conquistatore prima che scopra dove si nasconde la Seconda Fondazione. Alla fine, il Primo Oratore della Seconda Fondazione interviene e sconfigge Il Mulo, ma Bayta rimane dalla parte dei buoni per tutta la storia.
Le ragioni creative dietro il cambiamento
Goyer ha spiegato le motivazioni di questa scelta radicale in un’intervista con Rafael Motamayor di /Film, rivelando una strategia narrativa sofisticata. “In un adattamento televisivo, avevamo bisogno di un villain che fosse sullo schermo e identificabile”, ha spiegato il showrunner, notando che nei libri Il Mulo non è fisicamente presente per la maggior parte della storia.
Ma c’è un ragionamento ancora più astuto: se avessero seguito la strada prevedibile di Magnifico Giganticus, tutti i lettori dei libri avrebbero saputo la rivelazione e probabilmente l’avrebbero anticipata sui social molto prima del finale. Una considerazione che dimostra come i creatori di contenuti moderni debbano confrontarsi con la cultura dello spoiler e con le comunità online di fan.
Una riflessione sulla rappresentazione femminile
La scelta più interessante riguarda però la rappresentazione di genere. “Quando Asimov stava scrivendo, non c’erano nemmeno personaggi femminili nel primo libro”, ha osservato Goyer. “Bayta era uno dei primi personaggi femminili introdotti, e era molto simpatica. Anche nel suo libro, era forse un po’ più astuta di Toran, ma ho iniziato a chiedermi: ‘E se fosse lei Il Mulo?'”.
Goyer ha sottolineato un punto cruciale: “Anche se abbiamo fatto molta strada dagli anni ’50, penso che il pubblico tenda ancora a sottovalutare i personaggi femminili. Quando pensiamo a chi sia il grande cattivo, pensiamo ‘Oh, deve essere un personaggio tipo Thanos. Deve essere Dottor Doom. Non può essere questa influencer dei social media apparentemente superficiale e modesta’”.
L’eredità di Asimov e l’evoluzione narrativa
Il showrunner ha espresso la convinzione che se Asimov fosse vivo oggi, sarebbe stato “molto divertito” da questo inganno deliberato che allontana l’attenzione dall’ovvio villain maschile. “È qualcosa che ho pensato potesse essere, con la distanza del tempo, una rivelazione forse più sofisticata per Il Mulo rispetto a quello che Asimov aveva scritto nel ’51”, ha concluso Goyer.
Dove vedere Fondazione in Italia
Tutta la terza stagione di “Fondazione” è disponibile in streaming su Apple TV+, la piattaforma digitale di Apple che offre contenuti originali di alta qualità. La serie è già stata rinnovata per una quarta stagione, promettendo ulteriori esplorazioni dell’universo asimoviano con le interpretazioni moderne di Goyer.
Per accedere ai contenuti basta un abbonamento mensile alla piattaforma, che offre anche un periodo di prova gratuito per i nuovi utenti. La serie è disponibile con sottotitoli in italiano e doppiaggio italiano, rendendo accessibile questo capolavoro di fantascienza anche al pubblico che preferisce la visione nella propria lingua madre.
L’impatto sul futuro della serie
Questa rivelazione sul personaggio di Bayta avrà sicuramente ripercussioni enormi sulla quarta stagione, già confermata da Apple TV+. La trasformazione di un personaggio amato in antagonista principale apre scenari narrativi completamente inediti rispetto ai romanzi originali, dando ai creatori della serie libertà creative mai viste prima.
Il successo di questa scelta dimostra che gli adattamenti più riusciti non sono quelli che traducono pedissequamente il materiale originale, ma quelli che riescono a catturarne lo spirito innovandone la forma per parlare al pubblico contemporaneo.
Cosa ne pensi di questa scelta coraggiosa di trasformare Bayta nel villain principale? Credi che gli adattamenti debbano rimanere fedeli agli originali o possano permettersi libertà creative così radicali? Raccontaci nei commenti la tua opinione su questo finale scioccante!


