Gomorra – Le origini sta registrando numeri in crescita su Sky, ma per molti spettatori la serie prequel è una grande delusione. Nonostante le visualizzazioni aumentino episodio dopo episodio, il pubblico sui social non nasconde la propria insoddisfazione: i personaggi sono deboli, la storia è noiosa e non regge il confronto con la serie madre che ha conquistato il mondo.
I dati degli ascolti raccontano una storia diversa da quella percepita dal pubblico. I primi due episodi hanno ottenuto 734mila spettatori medi in totale, mentre il terzo episodio ha raggiunto quasi 460mila spettatori in soli tre giorni, con una crescita del 3 percento. L’indice di permanenza, cioè la capacità della serie di mantenere gli spettatori attaccati allo schermo, è del 62 percento per i primi due episodi e del 70 percento per il terzo, superando persino quello di M. Il figlio del secolo.
Ma i numeri non raccontano tutta la verità. Gomorra – Le origini racconta la formazione criminale di Pietro Savastano negli anni Settanta, quando era ancora un semplice ragazzo di strada e non il potente boss di Secondigliano che tutti conoscono. Nel cast ci sono attori esordienti come Luca Lubrano nei panni di Pietro e Tullia Venezia in quelli di Imma, oltre a Fabiola Balestriere che interpreta una giovane Scianel. La regia è affidata a Marco D’Amore, mentre la sceneggiatura porta le firme di Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli e Roberto Saviano.
Il problema principale della serie è proprio la mancanza di forza dei personaggi. Il Pietro giovane appare poco credibile e privo del carisma che aveva reso indimenticabile il Don Pietro della serie originale. Gli altri personaggi sembrano abbozzati, senza la profondità psicologica che aveva caratterizzato Gomorra. Le storie si trascinano lente, senza quella tensione costante che teneva incollati allo schermo milioni di spettatori in tutto il mondo.
Anche dal punto di vista tecnico emergono problemi. Gli spettatori più attenti hanno notato diverse incongruenze rispetto alla serie madre. La tomba di Donna Imma riportava il 1970 come data di nascita, ma nel prequel ambientato nel 1977 il personaggio è una ragazza di circa 16 anni. Ancora più grave è l’assenza del padre di Pietro, che nella serie originale veniva citato più volte come figura importante nella formazione del boss, mentre nel prequel sembra non esistere affatto.
Un altro elemento che ha fatto discutere è il cambio di programmazione. A partire dal terzo episodio, Sky ha deciso di trasmettere un solo episodio a settimana invece dei due a cui i fan erano abituati. Questa scelta ha diviso gli spettatori tra chi apprezza il ritorno a una programmazione più tradizionale e chi non nasconde la propria impazienza.
Il paragone con Gomorra è inevitabile e crudele. La serie originale aveva personaggi indimenticabili, dialoghi taglienti, una tensione costante e una capacità unica di raccontare la criminalità organizzata senza filtri. Gomorra – Le origini sembra invece una copia sbiadita, incapace di restituire quella potenza narrativa che aveva reso la serie madre un fenomeno mondiale.
Per ora resta da capire se le prossime puntate riusciranno a migliorare o se continueranno su questa strada deludente. Gli autori dovranno anche spiegare le incongruenze narrative che stanno facendo arrabbiare i fan più fedeli della saga.
E tu stai guardando Gomorra – Le origini? Sei d’accordo che la serie è deludente o pensi che meriti una possibilità? Lascia un commento e dicci cosa ne pensi.


