C’è un film di Liam Neeson che i critici hanno praticamente distrutto, e che nonostante tutto sta scalando le classifiche di streaming in questo momento. Si chiama Blacklight, è uscito nel 2022, e ha ottenuto solo il 12% di recensioni positive su Rotten Tomatoes. Un punteggio che lo rende il peggior film della carriera dell’attore irlandese, almeno secondo la critica specializzata. Eppure milioni di persone lo stanno guardando. Come mai?
Prima di rispondere, vale la pena capire di cosa parla. Travis Block è un veterano del Vietnam che lavora come “fixer” per l’FBI: risolve i problemi sporchi che nessuno vuole toccare, fuori dai libri contabili e fuori da qualsiasi controllo ufficiale. Quando viene assassinata una giovane attivista politica, Block scopre che dietro all’omicidio c’è il direttore dell’FBI stesso, cioè esattamente l’uomo per cui lavora. Da quel momento in poi, Travis si ritrova a combattere contro l’istituzione che lo ha sempre protetto, con granate, inseguimenti e tanta adrenalina.
Il film è stato co-scritto e diretto da Mark Williams, lo stesso autore che ha co-creato la serie Ozark su Netflix, uno dei thriller più apprezzati degli ultimi anni. Sulla carta, quindi, c’era qualcosa di interessante. In pratica, i critici non l’hanno visto così. Qualcuno ha parlato di una sceneggiatura troppo povera, altri di un thriller senza vera tensione. Il pubblico delle sale non si è presentato in massa, e al botteghino il film è stato un flop.
Eppure oggi, a distanza di qualche anno dall’uscita, Blacklight ha trovato una seconda vita sulle piattaforme di streaming. Non è un fenomeno isolato: succede spesso con i film d’azione di Liam Neeson. L’attore irlandese ha costruito negli ultimi vent’anni una carriera parallela fatta di thriller adrenalinici dove interpreta uomini di mezza età con un passato oscuro e una voglia di fare a pugni con chiunque gli si metta davanti. Taken è stato il capostipite di questo filone, e da allora il pubblico si è affezionato a questa versione di Neeson: burbero, letale, e stranamente simpatico.
Blacklight funziona esattamente su questa logica. Non chiede niente di complicato allo spettatore. Mette in scena un uomo solo contro un sistema corrotto, con abbastanza esplosioni e scontri fisici da tenere sveglia l’attenzione per novanta minuti. Non è cinema d’autore, non pretende di esserlo. È intrattenimento diretto, senza troppi fronzoli, del tipo che si guarda comodamente dal divano senza doverci ragionare sopra.
C’è anche un elemento che oggi, nel 2026, rende la storia un po’ più interessante di quanto sembri: un agente del governo che si ribella ai propri superiori, un’istituzione federale che copre gli omicidi, un cittadino che prende in mano le cose da solo. Sono temi che in un momento di forte sfiducia nelle istituzioni trovano sempre un pubblico pronto ad ascoltare, anche quando il film che li racconta non è tecnicamente eccellente.
Alla fine, forse questo è il vero segreto del successo tardivo di Blacklight: non devi essere un capolavoro per essere guardato. Devi solo arrivare al momento giusto, con la storia giusta, davanti alle persone giuste. E Liam Neeson che affronta il capo dell’FBI con un lanciarazzi in mano ha evidentemente trovato il suo momento.
Blacklight è disponibile in Italia su NOW.
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