Loredana Bertè racconta l’infanzia difficile e la violenza subita: “Qualcosa si è rotto per sempre. Ho impiegato anni per tornare a volermi bene”
Loredana Bertè ha raccontato alcuni dei momenti più dolorosi della sua vita, dall'infanzia segnata da ricordi difficili fino alla violenza sessuale subita da giovanissima. La cantante, 76 anni,…
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Vedi tutte →Loredana Bertè ha raccontato alcuni dei momenti più dolorosi della sua vita, dall’infanzia segnata da ricordi difficili fino alla violenza sessuale subita da giovanissima. La cantante, 76 anni, si è aperta in una lunga intervista a D di Repubblica, ripercorrendo un’esistenza nella quale la voglia di libertà si è intrecciata spesso con esperienze che hanno lasciato ferite profonde.
Il suo racconto comincia dall’infanzia, un periodo del quale conserva pochissimi ricordi sereni. Anzi, Loredana ammette di aver cancellato dalla memoria intere parti di quegli anni.
«La mia infanzia è un buco nero», ha confessato.
Sono parole che colpiscono particolarmente, soprattutto pensando all’immagine pubblica dell’artista: una donna combattiva, provocatoria, capace di salire sul palco senza preoccuparsi troppo delle critiche.
Ma dietro quella personalità esiste una storia che non tutti conoscono.
I viaggi con la nonna dalla Calabria alla Sicilia per vendere le uova
Tra i pochi ricordi rimasti nitidi, Loredana conserva quello di un’estate trascorsa nella sua Calabria, a Bagnara Calabra.
Era ancora bambina e accompagnava la nonna, una donna che ricorda sempre vestita di nero, durante alcuni viaggi verso Messina.
Le due attraversavano lo Stretto per vendere le uova. Il tragitto fino al traghetto rappresentava già un’avventura per una bambina, ma il particolare che Loredana non ha dimenticato riguarda il modo in cui la nonna custodiva i guadagni.
Nascondeva le monete nell’orlo della gonna, per poi farle cadere sul pavimento la sera, mentre si cambiava d’abito.
Una scena semplice, quasi cinematografica, rimasta impressa nella sua memoria nonostante tanti altri ricordi siano svaniti.
Bertè ha ricordato anche gli anni trascorsi nelle Marche, tra Porto Recanati e Ancona, dove è cresciuta prima di intraprendere il proprio percorso artistico.
La sua infanzia, però, è stata segnata da un ambiente familiare difficile, del quale aveva già parlato pubblicamente in passato, raccontando episodi di violenza domestica.
Accanto a lei c’era anche la sorella Mia Martini, con la quale avrebbe condiviso un legame profondo e una straordinaria passione per la musica.
La violenza sessuale subita da ragazza e la difficoltà di ricominciare
La parte più dolorosa dell’intervista riguarda la violenza sessuale subita durante l’adolescenza.
Loredana ne aveva già parlato nella sua autobiografia e in diverse occasioni pubbliche. Nel 2020, durante un’intervista televisiva, aveva raccontato di essere stata aggredita da un uomo che aveva iniziato a corteggiarla con fiori e attenzioni.
Dopo aver accettato di incontrarlo, era stata condotta in un appartamento, dove l’uomo l’aveva picchiata e violentata.
Un’esperienza che la cantante ha portato dentro di sé per molti anni.
Nella nuova intervista è tornata soprattutto sulle conseguenze emotive di quella violenza.
«Qualcosa si è rotto per sempre», ha spiegato, descrivendo il cambiamento nel rapporto con se stessa e con gli altri.
Secondo Loredana, una delle prime conseguenze è stata la perdita dell’autostima. Dopo l’aggressione ha cominciato a provare rabbia, sfiducia e una profonda difficoltà a riconoscere il proprio valore.
Le sono serviti anni per ricostruire, lentamente, un rapporto più sereno con se stessa.
La corazza dietro la donna ribelle
Loredana ha spiegato di aver imparato a proteggersi dietro una corazza.
Un atteggiamento che può apparire aggressivo o distante, ma che nel suo caso nasce anche dal bisogno di difendersi dalle ferite vissute.
Alcune persone, ha raccontato, riescono a comprendere ciò che si nasconde dietro quella durezza. Altre, invece, si fermano all’immagine della cantante ribelle e finiscono per temerla o giudicarla.
È un contrasto che accompagna da sempre la sua carriera.
Fin dagli anni Settanta Bertè ha sfidato convenzioni e aspettative, attraverso abiti provocatori, canzoni coraggiose e dichiarazioni che hanno spesso fatto discutere.
Nell’intervista è tornata anche sul rapporto con la moda e sull’importanza dell’emancipazione femminile, ricordando quanto fosse difficile, per una ragazza della sua generazione, rivendicare indipendenza e libertà.
La cantante guarda con preoccupazione alla condizione femminile di oggi, temendo che alcune conquiste ottenute nel corso dei decenni possano essere nuovamente messe in discussione.
La sua testimonianza lascia soprattutto una riflessione: dietro un carattere apparentemente invincibile possono esserci esperienze che gli altri non riescono nemmeno a immaginare.
E voi cosa pensate delle parole di Loredana Bertè? Vi ha colpito maggiormente il ricordo della nonna oppure il racconto del lungo percorso necessario per ritrovare fiducia in se stessa?
Credete che la sua immagine di donna ribelle sia stata spesso fraintesa dal pubblico? Raccontateci la vostra opinione nei commenti.