Star City, come finisce la prima stagione della serie spin off di For All Mankind

Star City, come finisce la prima stagione della serie spin off di For All Mankind
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Star City, come finisce la prima stagione della serie spin off di For All Mankind

Attenzione, spoiler. Da qui in poi l'articolo racconta nel dettaglio la trama dell'ottavo e ultimo episodio della prima stagione di Star City, disponibile su Apple TV dal 29…

Wonder Channel Redazione Redazione Wonder Channel ▣ 12 Luglio 2026 ◷ 6 min di lettura
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Attenzione, spoiler. Da qui in poi l’articolo racconta nel dettaglio la trama dell’ottavo e ultimo episodio della prima stagione di Star City, disponibile su Apple TV dal 29 maggio. Se non hai ancora recuperato la stagione fino in fondo, ti conviene fermarti qui e tornare dopo aver visto l’episodio.

Di cosa parla la serie

Prima di entrare nel dettaglio della puntata, vale la pena ricordare di cosa parla Star City. La serie è lo spin off ufficiale di For All Mankind, l’ucronia fantascientifica che immagina un mondo in cui a mettere per primi piede sulla Luna non furono gli americani ma i sovietici. Se For All Mankind raccontava quella storia dal punto di vista statunitense, Star City la racconta specularmente dall’altra parte della cortina di ferro, seguendo cosmonauti, ingegneri e agenti dei servizi segreti sovietici alle prese con un programma spaziale segnato da paranoia, sospetti e pericoli continui. Nel cast figurano Rhys Ifans nei panni del Chief Designer, Anna Maxwell Martin in quelli dell’agente Lyudmilla, insieme a Solly McLeod, Priya Kansara, Alice Englert, Josef Davies e Agnes O’Casey.

Cosa succede nell’ottavo episodio, intitolato The Wolves

L’episodio si apre sciogliendo il dubbio lasciato dalla puntata precedente, quello legato all’incendio scoppiato a bordo della navicella diretta verso Venere. Scopriamo che sia Sasha che Lakshmi sono sopravvissuti alle fiamme, mentre il loro compagno di missione Valya, sceso con una capsula sulla superficie del pianeta, viene schiacciato quasi immediatamente dalla pressione atmosferica. L’incendio non ha distrutto l’intera navicella come si pensava, ma ha comunque mandato fuori rotta l’equipaggio, che rischia ora di mancare completamente Venere e di dirigersi dritto verso il Sole. L’unica soluzione possibile è utilizzare il motore della sonda Bathysphere, originariamente destinata all’atterraggio su Venere, per correggere la traiettoria, un’operazione che richiede però che qualcuno si trovi fisicamente a bordo per azionarla manualmente, trasformando il tentativo di salvataggio in una missione quasi suicida.

Mentre la navicella prova a tornare verso la Terra, con rotta prevista sul Kazakistan entro tre giorni, sulla Terra si muovono in parallelo altre trame decisive. Il Chief Designer sa bene che i due sopravvissuti non possono atterrare in territorio russo, dato che la loro vicenda, tenuta segreta fino a quel momento, rischierebbe di esplodere pubblicamente. Insieme ad Anastasia, che si occupa della logistica, e a Sergei, elabora un piano per dirottare la capsula verso la Finlandia, coinvolgendo anche Stepanov, un tecnico con accesso a una console decisiva per l’operazione, convinto a collaborare dopo diverse esitazioni. Sergei riesce inoltre a ottenere le coordinate necessarie direttamente dalla moglie del Chief Designer, mentre Anastasia, a bordo della stazione spaziale Salyut, si occupa di trasmettere il messaggio decisivo per completare la deviazione di rotta.

Il tradimento scoperto e il colpo di scena finale

Parallelamente, alla base di ascolto, Irina porta a Lyudmilla una registrazione compromettente che riguarda Stepanov, il quale ha cambiato il proprio tragitto abituale e ha iniziato a incontrarsi di nascosto con Sergei. Lyudmilla comincia così a intuire che qualcosa di grosso si sta muovendo alle sue spalle. Sergei viene quindi prelevato dai soldati e portato nella casa del Chief Designer, dove trova Lyudmilla e Irina, che hanno già ridotto in condizioni pietose un uomo che tutti credono essere proprio il Chief Designer. Sotto la pressione delle percosse, Sergei crolla e rivela che la navicella è stata dirottata verso la Finlandia.

È qui che arriva il colpo di scena più importante dell’intera puntata, dato che l’uomo massacrato di botte non è affatto il Chief Designer, ma un sosia utilizzato come esca per costringere Sergei a parlare. Quando se ne rende conto, Sergei resta sconvolto, capendo di essere caduto in una trappola studiata nei minimi dettagli. Con le informazioni ormai in mano ai servizi segreti e i soldati pronti a intervenire non appena la capsula toccherà terra, Sasha e Lakshmi atterrano infine sul suolo russo, con il rischio concreto di essere giustiziati seduta stante dalla stessa Lyudmilla.

Come si conclude la storia tra Sasha e Anastasia

Nel finale, Anastasia riesce a organizzare un modo per scendere dalla stazione spaziale Salyut fino a Terra, con l’obiettivo di trovarsi lì nel momento esatto in cui il marito Sasha metterà piede sul suolo russo. Nonostante la possibilità concreta di attraversare il confine verso la Finlandia e ottenere così la libertà, Sasha sceglie alla fine di restare accanto ad Anastasia, un gesto che chiude la stagione con un impianto tanto romantico quanto drammatico, lasciando aperte diverse domande sul destino dei due personaggi.

La stagione, composta da otto episodi, si chiude collocando gli eventi attorno al 1970, e secondo quanto dichiarato dagli stessi autori la serie è stata pensata come una storia compiuta in sé, senza al momento indicazioni concrete su un eventuale rinnovo. Diversi dei personaggi principali vedono la propria vicenda chiudersi proprio in questo ultimo episodio, mentre altri, come Irina e Sergei, restano collegati a sviluppi narrativi che si intrecciano direttamente con la linea temporale della serie madre, For All Mankind.

Dietro le quinte della serie

Star City è stata ideata da Ben Nedivi e Matt Wolpert insieme a Ronald D. Moore, già mente dietro For All Mankind, con la collaborazione di una squadra di sceneggiatori che comprende Andrew Chambliss, George Mastras, Megan McDonnell, Gursimran Sandhu, K.C. Scott e Liba Vaynberg. Alla regia dei vari episodi si sono alternati Kasia Adamik, Nick Murphy, Jamie Payne e Stefan Schwartz. Le riprese sono iniziate il 20 febbraio 2025 e si sono svolte interamente a Vilnius, in Lituania, location scelta per ricreare con efficacia le atmosfere sovietiche di fine anni Sessanta. La produzione è firmata da Tall Ship Productions, Delicatessen Media e Sony Pictures Television, mentre la distribuzione internazionale è affidata ad Apple TV.

Va detto che, pur muovendosi nello stesso universo narrativo di For All Mankind, Star City è stata pensata dagli autori con un respiro diverso rispetto alla serie principale. Se For All Mankind ha spesso giocato con salti temporali anche di diversi anni tra una stagione e l’altra, aprendo continuamente nuove possibilità sul futuro della propria ucronia, Star City si muove invece come un racconto più circoscritto, quasi un capitolo intermedio pensato per riempire un vuoto narrativo preciso, quello che riguarda la spedizione sovietica su Venere e il destino dei cosmonauti coinvolti, un evento che nella serie principale viene solo accennato senza mai essere approfondito fino in fondo.

Proprio per questo motivo, il finale di Star City assume un peso particolare per chi segue anche For All Mankind, dato che chiude un capitolo rimasto a lungo aperto nella cronologia della serie madre, restituendo un contesto più ampio a eventi che gli spettatori più fedeli conoscevano solo per accenni sparsi lungo le stagioni precedenti.

Hai già visto il finale di Star City? Facci sapere nei commenti cosa ne pensi della scelta di Sasha nell’ultimo episodio e se anche per te la serie meriterebbe un seguito.