Quando una band con cinquant’anni di carriera alle spalle pubblica un EP a sorpresa a febbraio 2026, c’è da aspettarsi che abbia qualcosa di urgente da dire. Ed è esattamente così: “Song of the Future” non è una canzone pensata per le playlist del fine settimana. È un atto politico, un gesto di memoria, una dedica scritta con la musica per chi non può più parlare. Gli U2 – Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr. – la pubblicano il 18 febbraio 2026 come terza traccia dell’EP Days of Ash, prodotto da Jacknife Lee, e fin dai primi ascolti è chiaro che si tratta di uno dei pezzi più carichi di significato dell’intera raccolta.
Chi è Sarina
Per capire il brano bisogna prima capire chi è la persona a cui è dedicato. Sarina Esmailzadeh era una studentessa iraniana di 16 anni. Nel settembre 2022, mentre migliaia di ragazze scendevano in piazza in tutto l’Iran per il movimento “Donna, Vita, Libertà” – esploso dopo la morte di Jina Mahsa Amini, uccisa dalla polizia morale per non aver indossato correttamente il velo – Sarina fu picchiata dalle forze di sicurezza iraniane e morì per le ferite riportate. Il regime sostenne che si fosse tolta la vita. Aveva sedici anni, un cartello in mano e la libertà negli occhi.
Gli U2 hanno detto chiaramente che questa canzone vuole “catturare lo spirito libero di Sarina, la promessa e la speranza della sua breve vita”. Non è retorica: si sente in ogni scelta del testo.
Il significato del testo
Il brano si apre con una riflessione sul futuro: “Il futuro, come tutti sanno, è dove trascorreremo il resto della nostra vita”. Non è una banalità – è una provocazione. Bono la usa per introdurre l’idea che il futuro non sia mai davvero chiuso, neanche quando qualcuno prova a sprangarlo. “Chi ha detto che il futuro è chiuso non ha mai visto la promessa nei suoi occhi… libertà”: qui Sarina entra nel testo senza essere ancora nominata, evocata attraverso quello sguardo che porta scritta la parola libertà.
Il ritornello è il fulcro emotivo del pezzo. “Sarina, Sarina, lei è la canzone del futuro”: il nome ripetuto funziona come un’invocazione, un atto di resistenza contro l’oblio. Sarina non è solo una vittima – nella visione degli U2 diventa un simbolo, qualcosa che continua a suonare nella mente di chi ha ancora il privilegio di poter ascoltare. “Playing in my mind / Gotta know, gotta find a way to get to her / She’s holding up the sign”: l’immagine del cartello è precisa, quasi fotografica. È la stessa immagine che ha fatto il giro del mondo durante le proteste.
Il secondo verso introduce un’altra prospettiva, quella della scolaretta-profeta: “Schoolgirl says everyone knows / Love is a verb and not a noun”. L’amore come azione, non come stato passivo. Una piccola lezione di grammatica che diventa dichiarazione politica: amare la libertà significa lottare per essa, non solo desiderarla. E poi quella frase ripetuta due volte – “I’m running my mouth off / It’s not poetry” – in cui Bono ammette con autoironia i limiti della parola, la distanza inevitabile tra chi scrive una canzone da Dublino e chi muore per strada a Teheran.
Il post-chorus è forse la parte più potente: “All alone / All alone / But not alone”. Sarina era sola quando è morta. Ma non è sola nel ricordo, non è sola nella storia. È un passaggio che trasforma una tragedia individuale in qualcosa di collettivo – e questo è esattamente ciò che la musica degli U2 ha sempre saputo fare meglio di chiunque altro.
Analisi sonora: il suono della ribellione
Dall’ascolto dell’audio emerge un arrangiamento che ricorda il periodo più ispirato degli U2 – quello di Achtung Baby e Zooropa, quando la band mescolava rock alternativo e texture elettroniche senza paura. The Edge costruisce un riff di chitarra fisico, quasi fuzz, con una frasatura che freme e sfrigola – una scelta timbrica che porta inquietudine senza cadere nel melodramma. La chitarra ha quel phasing caratteristico che è da sempre una firma del suo stile, ma qui suona meno levigata, più urgente.
La struttura ritmica – con Larry Mullen Jr. finalmente tornato dietro ai tamburi dopo l’infortunio che lo aveva tenuto fuori dalle date al Sphere di Las Vegas – è solida e diretta, senza fronzoli. Il drumming sostiene il brano con autorità senza mai sovrastarlo. Adam Clayton al basso tiene tutto insieme con quella pulizia di linea che è il suo marchio di fabbrica.
La produzione di Jacknife Lee sceglie di non iper-comprimere il suono: c’è aria, c’è dinamica, c’è spazio. Il brano respira. Il mix valorizza ogni singolo strumento senza che uno sopravanzi l’altro, e la voce di Bono viene lasciata abbastanza esposta – una scelta rischiosa, ma che paga, perché il timbro maturo del cantante aggiunge peso emotivo a ogni parola.
Non ci sono difetti tecnici rilevanti: è un brano costruito con la consapevolezza di chi sa esattamente cosa sta facendo dopo quarant’anni di mestiere.
Una canzone che non si dimentica
“Song of the Future” non è musica di evasione, e non vuole esserlo. È il tipo di pezzo che ti chiede qualcosa in cambio dell’ascolto: un pensiero, un momento di attenzione per una storia che il mondo rischia di dimenticare troppo in fretta. Gli U2 la pubblicano nel 2026, ma Sarina Esmailzadeh è morta nel 2022 – e il fatto che la sua storia abbia ancora bisogno di essere raccontata dice tutto su come funziona la memoria collettiva.
Hai sentito il brano? Cosa ti ha colpito di più – il testo, il sound, il messaggio politico? Scrivilo nei commenti, questi sono esattamente i pezzi su cui vale la pena confrontarsi.
Il testo di Song of the future
[Verse 1]
The future, as everyone knows
Is where we’re gonna be spending the rest of our life
Who said the future is closed
Never saw the promise in her eyes… liberty
And I’m running my mouth off
Running my mouth off
It’s not poetry
And I’m running my mouth off again
[Chorus]
Sarina Sarina
She’s the song of the future
Playing in my mind
Gotta know gotta find a way to get to her
She’s holding up the sign
[Post-Chorus]
All alone
All alone
But not alone
Yeah, we’re not alone
Sarina Sarina
She’s the song of the future
Yeah
[Verse 2]
Picture – heaven is closed
All the classroom prophets gone to ground
Schoolgirl says everyone knows
Love is a verb and not a noun
Or so it seems
It has me running my mouth off
Running my mouth off
It’s not poetry
But I’m running my mouth off again
[Chorus]
Sarina Sarina
She’s the song of the future
Playing in my mind
Gotta know gotta find a way to get to her
She’s holding up the sign
[Post-Chorus]
All alone
All alone
But not alone
Yeah, we’re not alone
Sarina Sarina
She’s the song of the future
[Chorus]
Sarina Sarina
She’s the song of the future
Playing in my mind
Gotta know gotta find a way to get to her
She’s holding up the sign
[Post-Chorus]
All alone
All alone
You’re not alone
Yeah, we’re not alone
Sarina Sarina
She’s the song of the future
Playing in my mind
La traduzione del testo di Song of the future
[Strofa 1]
Il futuro, come tutti sanno,
è il posto dove passeremo il resto della nostra vita.
Chi dice che il futuro è già deciso
non ha mai visto la promessa nei suoi occhi… la libertà.
E io continuo a parlare troppo,
a parlare senza fermarmi.
Non è poesia,
eppure continuo a parlare, ancora.
[Ritornello]
Sarina, Sarina,
lei è la canzone del futuro
che mi gira nella testa.
Devo capire, devo trovare un modo per raggiungerla.
È lì, che indica la strada.
[Post-Ritornello]
Siamo soli,
siamo soli,
ma non del tutto.
Sì, non siamo davvero soli.
Sarina, Sarina,
è la canzone del futuro,
sì.
[Strofa 2]
Immagina questo: il paradiso è chiuso,
tutti i profeti delle aule sono spariti.
Una ragazza dice che ormai lo sanno tutti:
l’amore è un’azione, non una parola.
O almeno così sembra.
E questo mi fa parlare troppo,
parlare senza freni.
Non è poesia,
ma continuo a parlare, ancora una volta.
[Ritornello]
Sarina, Sarina,
lei è la canzone del futuro
che mi gira nella testa.
Devo capire, devo trovare un modo per raggiungerla.
È lì, che indica la strada.
[Post-Ritornello]
Siamo soli,
siamo soli,
ma non del tutto.
Sì, non siamo davvero soli.
Sarina, Sarina,
è la canzone del futuro.
[Ritornello]
Sarina, Sarina,
lei è la canzone del futuro
che mi gira nella testa.
Devo capire, devo trovare un modo per raggiungerla.
È lì, che indica la strada.
[Post-Ritornello]
Siamo soli,
siamo soli,
non sei solo.
Sì, non siamo davvero soli.
Sarina, Sarina,
è la canzone del futuro
che mi gira nella testa.



Sanno unire alla musica il significato del sacrificio di una persona per il suo futuro che gli verrà negato.