Sal Da Vinci arriva all’Eurovision Song Contest 2026 con Per sempre sì, il brano vincitore di Sanremo, e un dato che fa sorridere l’Italia: è la canzone più ascoltata tra quelle in gara, con oltre 36 milioni di stream complessivi. Però, secondo i bookmaker, il favorito non è lui. In testa c’è la Finlandia, rappresentata da Linda Lampenius & Pete Parkkonen con Liekinheitin, un pezzo che al momento sembra avere tutto quello che l’Eurovision ama: identità forte, spettacolo, impatto immediato e una messa in scena che può restare impressa.
Partiamo dall’Italia, perché la domanda è inevitabile: Sal Da Vinci può vincere davvero?
La risposta più onesta è: sì, può fare molto bene, ma per vincere deve superare un ostacolo enorme. Perché Per sempre sì è una canzone fortissima sul piano dello streaming, quindi ha già dimostrato di essere entrata nelle orecchie del pubblico. Non parliamo del classico brano italiano che arriva all’Eurovision con una bella reputazione nazionale e poi si perde nel mare di luci, costumi e fuochi d’artificio. Qui il pezzo sta girando. E tanto.
Il dato degli ascolti conta, perché all’Eurovision il pubblico ha un peso enorme. Se una canzone è già conosciuta, cantata, condivisa e ascoltata prima della finale, parte con un vantaggio reale. Per sempre sì, da questo punto di vista, è il nostro punto forte. Sal Da Vinci non arriva da outsider invisibile. Arriva con un brano che ha già trovato il suo pubblico.
Il problema è che l’Eurovision non è Spotify con le luci colorate.
Sul palco europeo contano tante cose insieme: canzone, voce, carisma, regia, scenografia, posizionamento in scaletta, memoria del pubblico dopo venti esibizioni e, ovviamente, voto delle giurie. Una ballad italiana può emozionare, certo. L’Italia lo ha dimostrato tante volte. Ma deve evitare l’effetto “bella canzone, bel cantante, applausi, poi arriva qualcuno con un’esibizione più teatrale e ti ruba la scena”.
Ed è qui che entra la Finlandia.
Linda Lampenius & Pete Parkkonen sono in cima alle quote con Liekinheitin, che significa “lanciafiamme”. Già il titolo sembra scritto per l’Eurovision. Il brano viene descritto come una canzone che parte da una ballata appassionata e poi esplode in un electro-pop molto scenico, con un assolo di violino che ha fatto parlare parecchio. La metafora è quella di un amore che brucia, quasi fisico, al punto da lasciare ustioni. Insomma, non proprio una ninna nanna da salotto.
La Finlandia è favorita perché ha un pacchetto più “eurovisivo” nel senso pieno del termine. Ha una canzone riconoscibile, un contrasto forte tra voce, violino e produzione elettronica, un’immagine potente e una coppia di interpreti che incuriosisce. Linda Lampenius, poi, non è una presenza qualunque: è una violinista classica molto nota, con una carriera internazionale e un profilo pop-culturale abbastanza particolare. Il fatto che il violino sia centrale nella performance rafforza l’idea di un’esibizione diversa dalle altre.
I bookmaker la vedono davanti da settimane. Alcune rilevazioni parlano di una probabilità di vittoria attorno al 30-38%, mentre le quote più recenti la piazzano intorno a 2.00-2.10 su diversi operatori. Dietro ci sono Grecia e Danimarca, poi Francia, Australia, Israele e Italia. Quindi Sal Da Vinci è in top ten, ma non sul podio secondo il mercato delle scommesse.
Perché questa distanza tra streaming e quote?
Perché gli stream raccontano l’interesse già accumulato, ma non sempre prevedono il risultato finale. Una canzone può essere ascoltatissima in Italia e nella diaspora italiana, può girare bene sulle piattaforme, può emozionare chi la conosce, ma all’Eurovision deve conquistare in tre minuti anche chi la sente per la prima volta. E questo è un altro sport.
Per sempre sì probabilmente punta sulla melodia, sull’interpretazione e su quella forza emotiva tipica della canzone italiana quando non prova a travestirsi da altro. Sal Da Vinci ha esperienza, voce, mestiere e una presenza popolare molto riconoscibile. Non è un artista improvvisato. Sa stare sul palco, sa raccontare un brano e non ha bisogno di effetti speciali per sembrare credibile.
Ma proprio qui sta il bivio.
Se la messa in scena italiana sarà elegante, intensa e capace di valorizzare il testo senza risultare vecchia, allora Sal può salire molto. Se invece il brano resterà troppo classico, troppo “Sanremo portato a Vienna senza adattamenti”, rischia di piacere ma non abbastanza per vincere. L’Eurovision spesso premia chi trova un equilibrio strano: deve sembrare autentico, ma anche televisivo. Deve emozionare, ma anche farsi ricordare. Deve parlare al cuore, ma pure al telecomando.
La Finlandia, almeno sulla carta, sembra più attrezzata per colpire al primo ascolto. Liekinheitin ha un titolo forte, un’idea sonora riconoscibile e un elemento scenico chiaro: il violino. E quando un’esibizione ha un’immagine immediata, il pubblico la memorizza più facilmente. “Quelli con il violino e l’electro-pop infuocato” è più facile da ricordare rispetto a “la ballad italiana molto bella”, anche se la seconda magari è più ascoltata sulle piattaforme.
C’è poi un altro fattore: la Finlandia negli ultimi anni ha costruito una reputazione eurovisiva molto forte. Il pubblico si aspetta da loro qualcosa di energico, strano, riconoscibile. Dopo il fenomeno Käärijä e altri risultati importanti, la Finlandia viene percepita come un Paese capace di portare proposte moderne e sceniche. Questo aiuta. Non decide la gara, ma aiuta.
L’Italia invece porta spesso qualità, ma vive una specie di paradosso: viene rispettata, ascoltata, temuta, però non sempre vista come la scelta più “divertente” o più sorprendente della serata. Sal Da Vinci dovrà rompere questa percezione. Dovrà far capire che Per sempre sì non è solo una bella canzone italiana, ma una canzone capace di tenere il palco europeo.
Il televoto potrebbe premiarlo, soprattutto se l’esibizione sarà pulita e coinvolgente. Le giurie, però, saranno decisive. Se vedranno in Per sempre sì una composizione forte, ben interpretata e non troppo tradizionale, allora l’Italia può davvero avvicinarsi al podio. Se invece premieranno di più originalità, produzione e impatto scenico, la Finlandia parte avvantaggiata.
Alla fine, Sal Da Vinci non è fuori dai giochi. Anzi, il fatto che sia il più ascoltato tra i concorrenti è un segnale da non sottovalutare. Però per vincere deve trasformare quel successo in un momento televisivo memorabile. La canzone c’è. Ora serve l’esibizione giusta.
La Finlandia, invece, oggi è favorita perché sembra avere il pacchetto completo: brano potente, identità chiara, performance riconoscibile e quote già molto solide. Ma l’Eurovision, per fortuna, non si vince sulla lavagna dei bookmaker. Si vince in diretta, in quei tre minuti in cui una canzone può sembrare inevitabile.
Tu cosa ne pensi: Sal Da Vinci può davvero vincere con Per sempre sì o la Finlandia con Liekinheitin è troppo forte quest’anno? Scrivilo nei commenti.


