Mario Roggero merita la grazia: dal rap a Simona Ventura, cresce il fronte di chi sta con il gioielliere. E tu da che parte stai?
Mario Roggero è in carcere a 72 anni, condannato definitivamente a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto alla…
💬 Pettegolezzi su questo articolo 0
Pettegolezzi su questo articolo
Vedi tutte →📄 Versioni su questo post 0
Versioni degli utenti su questo post
Vedi tutte →Mario Roggero è in carcere a 72 anni, condannato definitivamente a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto alla sua gioielleria. Sua moglie ha presentato la domanda di grazia e attorno al commerciante di Grinzane Cavour si è formato un fronte sempre più ampio: politici, cantanti, personaggi televisivi, sportivi e migliaia di cittadini chiedono al presidente della Repubblica Sergio Mattarella un atto di clemenza.
Wonder Channel sceglie di stare dalla parte di Roggero. Non perché la morte di due persone possa essere trattata con leggerezza, ma perché un padre che ha appena visto la moglie aggredita e la figlia immobilizzata non può essere giudicato come un criminale partito da casa con l’intenzione di uccidere. Ha reagito subito dopo una rapina violenta, mentre paura, rabbia e istinto di protezione avevano preso il controllo.
La giustizia ha stabilito che non si trattò di legittima difesa perché gli spari avvennero fuori dal negozio, mentre i rapinatori cercavano di fuggire. La sentenza va raccontata con precisione. Resta però una domanda umana alla quale nessun codice riesce a rispondere fino in fondo: quanto può essere lucida una persona pochi secondi dopo aver creduto che la propria famiglia potesse essere ammazzata?
La rapina che ha cambiato la vita della famiglia Roggero
Il 28 aprile 2021 tre uomini entrarono nella gioielleria di Mario Roggero fingendosi clienti. Nel negozio c’erano anche la moglie Mariangela e la figlia Laura. Durante l’assalto, una delle donne venne minacciata con un coltello e colpita, mentre l’altra fu immobilizzata con fascette e tenuta sotto tiro con una pistola che soltanto in seguito si scoprì essere finta.
Roggero, però, in quel momento non poteva sapere che l’arma fosse un giocattolo. Vide uomini armati dentro la sua attività, sentì le urla dei familiari e si ritrovò una pistola puntata contro. I rapinatori portarono via gioielli e denaro per circa 68 mila euro, quindi uscirono dal retro del negozio. Roggero prese la propria arma, legalmente detenuta, li inseguì e sparò. Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli morirono, Alessandro Modica rimase ferito. La Cassazione ha confermato il 15 luglio 2026 la pena decisa in appello, ridotta rispetto ai 17 anni inflitti in primo grado.
Per i giudici, in quel momento il pericolo non era più attuale. I tre rapinatori stavano andando via e Roggero non stava più difendendo fisicamente la moglie o la figlia. È su questa separazione temporale che si regge l’esclusione della legittima difesa.
Sul piano giuridico, la ricostruzione è stata confermata in tre gradi di giudizio. Sul piano umano, però, quei pochi istanti non possono essere trattati come una lunga pausa nella quale Roggero avrebbe recuperato calma, razionalità e capacità di valutazione. La rapina non era un ricordo lontano. Era appena accaduta.
La famiglia, inoltre, aveva già subito un’altra violenta rapina nel 2015. Anche quell’esperienza può aver inciso sul terrore e sulla reazione del gioielliere durante il secondo assalto.
Lazza, Emis Killa e Rondodasosa chiedono di stare con Roggero
Il caso ha coinvolto per primo il mondo del rap. Emis Killa ha definito l’Italia un “Paese barzelletta”, esprimendo solidarietà a Roggero. Rondodasosa ha chiesto apertamente di introdurre la legittima difesa, invitando a concedere subito la grazia e sostenendo che il gioielliere non meriti una pena simile. Lazza ha commentato il suo comportamento elogiandone il coraggio, mentre Shiva ha manifestato il proprio sostegno attraverso i social.
Sono parole dirette, talvolta brutali, ma raccontano un sentimento diffuso. Molti cittadini non riescono ad accettare che una persona incensurata, aggredita nel proprio negozio insieme alla famiglia, finisca per trascorrere gli ultimi anni della vita in carcere.
Anche Morgan e Gemitaiz sono intervenuti nel dibattito da posizioni differenti, dimostrando quanto la vicenda abbia superato i confini della cronaca giudiziaria. Il confronto non riguarda più soltanto Roggero, ma la sensazione di insicurezza vissuta da commercianti e famiglie che temono di non essere abbastanza tutelati davanti a una rapina.
Da Elisabetta Canalis a Simona Ventura, il sostegno supera la musica
Il fronte favorevole non si limita ai rapper. Tra i personaggi che hanno mostrato vicinanza attraverso commenti, condivisioni o “mi piace” compaiono Elisabetta Canalis, Melissa Satta, Elisabetta Gregoraci, Sabrina Salerno, Simona Ventura, Clizia Incorvaia, Samira Lui e Carolyn Smith.
Si sono aggiunti il ballerino Andreas Müller, il pizzaiolo Gino Sorbillo, il tenore Vittorio Grigolo e il principe Emanuele Filiberto di Savoia. Dal mondo dello sport sono arrivati segnali di sostegno da Leonardo Bonucci e Mattia Zaccagni.
Non tutti hanno scritto lunghi messaggi. In molti casi si tratta di interazioni social, che non equivalgono necessariamente a una dichiarazione completa sulla sentenza. La direzione, però, è evidente: una parte importante dello spettacolo italiano considera la pena sproporzionata rispetto alla storia personale e alle circostanze in cui Roggero ha agito.
Enrico Ruggeri ha scelto toni più ragionati, definendo il caso complesso e controverso e sostenendo il diritto di esprimere dubbi senza essere immediatamente accusati di disprezzare lo Stato di diritto. Le sue parole hanno provocato uno scontro con Luisella Costamagna, contraria alla narrazione favorevole al gioielliere.
Il dissenso è legittimo. Meno comprensibile è l’idea che provare solidarietà per Roggero significhi automaticamente celebrare la violenza. Si può rispettare la sentenza e, nello stesso momento, considerare la pena troppo pesante per un uomo anziano, incensurato e travolto da una situazione estrema.
La grazia non cancella la sentenza
La moglie di Roggero ha depositato la domanda di grazia dopo la pronuncia della Cassazione. La decisione appartiene esclusivamente al presidente della Repubblica, mentre il ministero della Giustizia svolge l’istruttoria necessaria. Dopo un primo annuncio del ministro Carlo Nordio, il dicastero ha precisato che non era stato ancora compiuto alcun atto formale, anche per rispettare le prerogative del Quirinale.
La grazia non riscriverebbe il processo e non dichiarerebbe Roggero innocente. È uno strumento di clemenza individuale che può ridurre, trasformare o estinguere la pena quando emergono ragioni umanitarie e circostanze eccezionali.
In questo caso quelle ragioni esistono. Roggero ha 72 anni. Una condanna di quasi quindici anni può equivalere, nella realtà, a trascorrere in carcere quasi l’intera parte restante della sua vita. Il centrodestra ha avviato una raccolta firme parlamentare sostenendo che, per età e circostanze, la pena rischi di diventare un ergastolo di fatto.
Wonder Channel ritiene che Mattarella dovrebbe concedergli la grazia. Non si tratta di mettere sullo stesso piano commerciante e rapinatori. Al contrario, significa riconoscere che la vicenda è iniziata perché tre malviventi hanno scelto di entrare in un negozio, terrorizzare una famiglia e impossessarsi dei suoi beni.
Roggero non cercò quella situazione. La subì.
La legge deve proteggere meglio chi difende la propria famiglia
Il caso dimostra che la normativa sulla legittima difesa continua a lasciare un vuoto tra il tempo della legge e quello della paura. Per un tribunale può esistere un momento preciso nel quale il pericolo finisce. Per chi ha appena ricevuto una pistola alla testa, quel confine può non essere riconoscibile.
Una riforma dovrebbe attribuire maggiore peso al grave turbamento psicologico provocato dall’aggressione, soprattutto se la reazione avviene nell’immediatezza e coinvolge una persona che sta difendendo familiari, casa o attività. Non significa autorizzare vendette preparate ore dopo. Significa evitare che pochi secondi vengano valutati come se la vittima avesse avuto il tempo di ragionare comodamente.
Lo Stato deve inviare un messaggio comprensibile: chi lavora, rispetta le regole e viene assalito non può ritrovarsi trattato peggio di chi ha scelto la rapina. La priorità deve restare la protezione delle persone per bene.
Mario Roggero ha perso la libertà, la serenità e la possibilità di trascorrere la vecchiaia con la sua famiglia. I rapinatori hanno provocato la tragedia entrando armati nella sua gioielleria. Dimenticare questo ordine dei fatti significa raccontare soltanto la parte finale della storia.
La condanna è definitiva. Ora serve la clemenza. Roggero merita di tornare dalla propria famiglia e la grazia sarebbe il modo più giusto per riconoscere che, prima di diventare un condannato, è stato la vittima di un’aggressione spaventosa.
Secondo voi Sergio Mattarella dovrebbe concedere la grazia a Mario Roggero e la legge sulla legittima difesa dovrebbe proteggere maggiormente chi reagisce dopo una rapina? Scriveteci la vostra opinione nei commenti.