In the Lost Lands è passato quasi inosservato al cinema, e i numeri spiegano perché: il fantasy diretto da Paul W.S. Anderson, con Milla Jovovich e Dave Bautista, è costato circa 55 milioni di dollari e ha incassato appena 6,5 milioni nel mondo. Un risultato pesantissimo per un film tratto da un racconto di George R.R. Martin e costruito attorno a due attori molto riconoscibili. Eppure, per Bautista quel progetto rappresentava qualcosa di particolare: finalmente poteva interpretare un protagonista oscuro, misterioso e perfino seducente, invece dell’ennesimo uomo enorme chiamato soltanto a usare la forza.
Il film segue Gray Alys, potente strega interpretata da Milla Jovovich, incaricata da una regina di trovare un potere magico capace di esaudire un desiderio molto pericoloso. Per raggiungere le Terre Perdute ha bisogno di una guida e incontra Boyce, un vagabondo armato interpretato proprio da Bautista. Il viaggio diventa presto una corsa tra creature, uomini violenti e forze soprannaturali, dentro un mondo che mescola fantasy, western e atmosfere post-apocalittiche.
Sulla carta, il progetto aveva diversi motivi per attirare l’attenzione.
La storia nasce da George R.R. Martin, l’autore di Game of Thrones. Alla regia c’è Paul W.S. Anderson, che con Milla Jovovich ha costruito gran parte della saga cinematografica di Resident Evil. Poi c’è Bautista, ormai lontanissimo dall’essere considerato soltanto l’ex wrestler diventato Drax nei Guardiani della Galassia.
Proprio questo aspetto spiega perché l’attore fosse così interessato a Boyce.
Parlando del film nel 2025, Bautista raccontò che il personaggio lo portava fuori dalla sua zona di comfort. Anderson gli aveva proposto di diventare una specie di pistolero oscuro, affascinante e misterioso, un uomo capace di conquistare le donne e di occupare il centro della storia. Per un attore che spesso si è trovato a interpretare guerrieri, assassini, guardie o personaggi fisicamente minacciosi, era una possibilità diversa.
Bautista ha cercato per anni proprio ruoli di questo tipo.
Dopo Drax avrebbe potuto continuare a vivere tranquillamente sulla propria fisicità, ma ha scelto film come Knock at the Cabin, Glass Onion e Blade Runner 2049, cercando personaggi nei quali il corpo fosse soltanto una parte dell’interpretazione. In In the Lost Lands voleva provare qualcosa che Hollywood gli aveva concesso raramente: essere il protagonista romantico e carismatico dell’avventura.
Il problema è che il film intorno a lui non ha convinto quasi nessuno.
Su Rotten Tomatoes ha appena il 24% di recensioni positive da parte della critica, mentre anche il pubblico verificato si ferma al 48%. Il giudizio ricorrente riguarda soprattutto la costruzione del mondo, considerata poco approfondita, una trama confusa e un comparto visivo che, pur cercando immagini molto elaborate, finisce spesso per rendere difficile immergersi nella storia.
È probabilmente questo il paradosso più interessante di In the Lost Lands: Bautista non sembra essere il problema principale del film.
Anzi, vedere un attore del suo fisico provare a essere un personaggio più enigmatico e sensuale rende Boyce almeno curioso. Anche la coppia con Milla Jovovich ha una presenza cinematografica evidente. Ciò che manca è un universo abbastanza forte da sostenere i due protagonisti e trasformare il viaggio nelle Terre Perdute in qualcosa che resti impresso.
La storia originale di Martin offriva un materiale potenzialmente interessante. Gray Alys è una figura ambigua, capace di esaudire desideri ma consapevole delle conseguenze che possono avere. Boyce, invece, è l’uomo che conosce quel territorio e sa che ogni richiesta di potere presenta un prezzo. Il film avrebbe potuto sfruttare maggiormente questa dinamica, concentrandosi sul rapporto tra i due e sull’ambiguità delle loro scelte.
Preferisce invece accumulare scontri, creature e immagini digitali.
Il risultato è un fantasy che vuole essere sporco, adulto e diverso dalle grandi produzioni patinate, ma che spesso sembra avere molti elementi senza riuscire a farli diventare un mondo realmente credibile. Anche il modestissimo risultato commerciale dimostra quanto sia stato difficile convincere il pubblico a entrare nelle Terre Perdute.
Il flop è ancora più evidente confrontando budget e incassi. Con circa 55 milioni di dollari di costo e appena 6,5 milioni raccolti globalmente, recuperare l’investimento attraverso il passaggio cinematografico era praticamente impossibile.
Il film, però, oggi ha una possibilità che al cinema non ha avuto: essere riscoperto in streaming.
In Italia In the Lost Lands è disponibile su Prime Video, incluso nell’abbonamento secondo le disponibilità attuali della piattaforma. JustWatch conferma la presenza del film nel catalogo italiano di Amazon Prime Video, oltre alle possibilità di acquisto digitale su altri servizi.
Non significa che improvvisamente diventi un film riuscito. Il 24% della critica non nasce dal nulla e molti dei problemi segnalati sono abbastanza evidenti. Però, visto senza il peso di un biglietto cinematografico e sapendo che dura circa un’ora e quaranta, può trovare una seconda vita tra chi ama il fantasy più strano e vuole vedere Dave Bautista in un tipo di ruolo che raramente gli è stato affidato.
Ed è forse proprio questa la ragione migliore per recuperarlo: non tanto scoprire un capolavoro dimenticato, quanto vedere un attore che continua a cercare personaggi diversi anche quando il film intorno a lui non riesce a seguirlo.
Tu hai già visto In the Lost Lands? Pensi che il flop sia meritato oppure daresti una seconda possibilità al fantasy con Dave Bautista e Milla Jovovich? Scrivicelo nei commenti.


