Ed Sheeran ha deciso di parlare dopo giorni di polemiche sull’esclusione di Macklemore dalle prossime date americane del suo Loop Tour. Il rapper era stato scelto come artista di apertura, ma dopo i concerti al MetLife Stadium del New Jersey alcune strutture che avrebbero dovuto ospitare il tour hanno comunicato agli organizzatori di non volerlo sul palco. Alla base della decisione ci sono le dichiarazioni di Macklemore sulla guerra a Gaza, il suo sostegno alla Palestina e l’esecuzione di Hind’s Hall, brano dedicato alla bambina palestinese Hind Rajab.
Macklemore aveva raccontato la vicenda accusando soprattutto Robert Kraft, proprietario del Gillette Stadium e dei New England Patriots, di aver spinto anche altri stadi a prendere la stessa posizione. Kraft ha poi confermato di essersi opposto alla presenza del rapper nel suo stadio. Messina Touring Group, il promoter americano del tour di Sheeran, ha spiegato che più strutture avevano minacciato di non ospitare gli spettacoli se Macklemore fosse rimasto in cartellone. La conseguenza avrebbe potuto essere la cancellazione di diverse date davanti a centinaia di migliaia di spettatori.
Sheeran, tirato direttamente in ballo dall’amico e collega, ha quindi pubblicato una lunga dichiarazione su Instagram. Il cantante sostiene di aver provato per giorni a trovare una soluzione, parlando personalmente con Kraft, con gli organizzatori e anche con persone schierate sui due fronti della discussione. Soprattutto, respinge l’idea di aver deciso personalmente di cacciare Macklemore.
Questa è la sua dichiarazione completa:
“Sono profondamente colpito da quello che sta accadendo tra Israele e Palestina. La sofferenza e il dolore che stanno vivendo le persone da entrambe le parti rappresentano una tragedia umana. Nel mondo ci sono troppe guerre che provocano sofferenze enormi e nessuna di queste dovrebbe essere accettata.
Macklemore mi ha chiesto l’anno scorso di partecipare al mio tour e ho accettato perché lo rispetto come artista.
Come faccio con tutti gli artisti che aprono i miei concerti, gli ho lasciato piena libertà di scegliere cosa portare sul palco.
Dopo le esibizioni di Macklemore ai miei concerti nel New Jersey, alcune delle strutture che avrebbero dovuto ospitare le successive date del tour ci hanno comunicato che, se lui fosse rimasto tra gli artisti di apertura, non avrebbero permesso lo svolgimento degli spettacoli. Mi è stato spiegato che il problema riguardava il modo in cui aveva espresso una parte del suo messaggio durante l’esibizione, non l’intero contenuto di ciò che aveva detto.
Ho trascorso l’intera settimana parlando a lungo con le persone coinvolte per cercare una soluzione. Tra queste c’era anche Robert Kraft. Ho partecipato direttamente alle discussioni con i promoter e con attivisti che rappresentavano posizioni diverse, nella speranza di trovare un accordo accettabile per tutti. Alla fine, però, le strutture e il promoter hanno preso una decisione definitiva.
L’esclusione di Macklemore dal tour è stata decisa dal promoter, non da me. Il contratto di Macklemore per queste date era con il promoter e non direttamente con me.
Non me la sentirei mai di deludere i fan che hanno organizzato viaggi e programmi per assistere ai concerti. Allo stesso modo, non potrei abbandonare le persone che lavorano al tour, gli altri artisti di apertura e i musicisti che fanno affidamento su questi spettacoli per lavorare e mantenersi.
Ho sempre cercato di usare la mia musica e la visibilità che ho per riunire persone provenienti da culture e realtà diverse. Continuerò a farlo. Chi è venuto almeno una volta a un mio concerto sa che voglio creare uno spazio fatto di unione, gioia, evasione e amore, nel quale chiunque possa sentirsi accolto.
Non sono complice di quello che sta accadendo. Ho le mie idee personali su questo conflitto terribile. Il fatto che abbia scelto di non renderle pubbliche non significa che non abbia un’opinione e neppure che la situazione mi sia indifferente. Non significa nemmeno che, nella mia vita privata, io non sostenga determinate cause.
C’è un motivo per cui ho scelto di non trasformare il mio lavoro in uno spazio politico. Tra le persone che vengono ai miei concerti ci sono molti ragazzi e spesso anche bambini, provenienti da realtà molto diverse. Chi acquista un biglietto per un mio spettacolo non pensa di entrare in un dibattito politico.
Rispetto la determinazione con cui Macklemore difende pubblicamente ciò in cui crede. Credo però che possano esistere strade diverse per arrivare allo stesso obiettivo, che per me resta la pace. Io preferisco usare la notorietà che ho per creare uno spazio nel quale le persone possano sentirsi al sicuro e accolte, cercando di mantenere aperto il dialogo invece di interromperlo. Se ci limitiamo a cercare di sovrastare gli altri gridando più forte, non riusciremo a cambiare le cose. Si può lavorare per un cambiamento anche in modi diversi.
Ho passato questa settimana cercando di far dialogare le persone coinvolte e di trovare una soluzione. Purtroppo non ci sono riuscito. So chi sono, sia come persona sia come artista, e chi mi conosce sa quali sono i valori in cui credo.”
La posizione di Sheeran è quindi abbastanza netta. Non rinnega Macklemore, dice di rispettare la sua battaglia e sostiene di aver provato a mantenerlo nel tour. Allo stesso tempo, spiega perché non intende trasformare i propri concerti in uno spazio di confronto politico e perché non ha voluto mettere a rischio l’intera tournée. Rolling Stone e Associated Press confermano che la rimozione è arrivata dopo il rifiuto di più strutture di ospitare gli spettacoli con Macklemore ancora presente nel programma.
Macklemore vede però la vicenda da un’altra prospettiva. Secondo il rapper, il problema non sarebbe nato semplicemente dalle modalità con cui ha espresso le proprie idee, ma dal fatto che il messaggio “Free Palestine” sia arrivato davanti al pubblico enorme di uno dei tour più importanti degli Stati Uniti. Ha ricordato di parlare della Palestina da anni e ha sostenuto che il livello di esposizione raggiunto accanto a Sheeran abbia reso improvvisamente la sua presenza molto più scomoda.
Due posizioni molto diverse, quindi. Sheeran difende il diritto di Macklemore ad avere le proprie idee, ma considera altrettanto legittima la scelta di tenere la politica fuori dai suoi concerti. Macklemore pensa invece che un palco così grande rappresenti proprio l’occasione per parlare di ciò che sta accadendo.
Secondo te Ed Sheeran avrebbe dovuto insistere per tenere Macklemore nel tour oppure ha fatto bene a non mettere a rischio tutte le date? Scrivicelo nei commenti.


