Macklemore non aprirà più le prossime date americane del Loop Tour di Ed Sheeran. La decisione arriva dopo le polemiche nate dai concerti al MetLife Stadium del New Jersey, dove il rapper aveva pronunciato più volte “Free Palestine”, mostrato immagini della distruzione a Gaza e cantato Hind’s Hall, brano con cui da tempo sostiene la causa palestinese. Adesso Macklemore ha raccontato la propria versione, spiegando che dietro la sua esclusione ci sarebbero soprattutto le pressioni esercitate da alcuni proprietari degli stadi.
Il caso è iniziato il 4 settembre, durante una delle prime date in cui Macklemore apriva il concerto di Sheeran. Prima di eseguire Hind’s Hall, il rapper ha parlato al pubblico e ha ribadito il proprio sostegno ai palestinesi. Ha anche cercato di distinguere la critica al governo israeliano dall’ostilità verso gli ebrei, spiegando che il suo messaggio riguardava pace, dignità e uguaglianza per tutte le persone. Le sue parole hanno raccolto applausi da una parte del pubblico ma anche proteste da parte di organizzazioni e spettatori ebrei e filo-israeliani, che hanno accusato l’artista di trasformare un concerto di Sheeran in una manifestazione politica.
L’Israeli-American Council ha successivamente promosso una petizione chiedendo la sua rimozione dal tour. Le polemiche sono aumentate ulteriormente dopo l’intervento di Pink, che ha criticato alcuni aspetti dell’esibizione di Macklemore e ha spiegato di essersi sentita chiamata in causa anche come donna ebrea. La cantante ha comunque precisato di sostenere i diritti dei palestinesi e di non condividere automaticamente ogni critica rivolta al rapper.
La situazione ha assunto una dimensione molto più concreta il 14 settembre. Il promoter Messina Touring Group ha annunciato che Macklemore non avrebbe partecipato alle restanti date previste, sostenendo di essere stato informato da alcuni stadi che i concerti non avrebbero potuto svolgersi con lui in scaletta. Continuare con il rapper avrebbe quindi rischiato, secondo il promoter, di provocare cancellazioni capaci di coinvolgere centinaia di migliaia di spettatori.
Macklemore ha poi pubblicato un lungo messaggio su Instagram e ha raccontato anche una conversazione privata avuta con Sheeran.
Secondo la sua versione, Robert Kraft, proprietario dei New England Patriots e del Gillette Stadium, avrebbe contattato direttamente Sheeran comunicandogli che Macklemore non sarebbe stato autorizzato a esibirsi nello stadio. Kraft avrebbe inoltre coinvolto altri proprietari di grandi impianti, creando una situazione nella quale mantenere il rapper nel tour avrebbe potuto compromettere diverse date. Variety ha contattato un rappresentante di Kraft, che al momento della pubblicazione non aveva fornito una risposta.
Macklemore non presenta però Ed Sheeran come il principale responsabile.
Nel suo racconto, Sheeran si sarebbe trovato davanti a un problema enorme, con stadi e organizzatori pronti a bloccare gli spettacoli. Il rapper sostiene inoltre che il cantante britannico gli avrebbe riferito che la frase “Free Palestine” e l’immagine della bandiera palestinese erano state considerate dolorose da diverse persone con cui aveva parlato. Macklemore gli avrebbe risposto che, dal suo punto di vista, la sofferenza della popolazione civile palestinese non poteva essere messa in secondo piano per evitare una presa di posizione pubblica.
Sheeran, almeno finora, non ha rilasciato una dichiarazione pubblica dettagliata sulla vicenda. Questo è importante perché molte delle informazioni sulla loro conversazione arrivano direttamente dal racconto di Macklemore e non sono state confermate personalmente dal cantante britannico.
Il rapper ha anche insistito su un aspetto: non considera se stesso una vittima. Nel suo messaggio ricorda di avere denaro, una carriera e la possibilità di continuare a esibirsi, mentre sostiene che l’attenzione dovrebbe rimanere sulla popolazione civile palestinese colpita dalla guerra. È coerente con una posizione che porta avanti apertamente da anni e che gli è già costata collaborazioni, apparizioni e altre opportunità professionali.
Il caso apre però una discussione più ampia che va oltre Macklemore.
Un artista ha il diritto di trasformare il proprio spazio sul palco in un luogo di attivismo politico. Allo stesso tempo, un promoter e il proprietario di uno stadio possono trovarsi a gestire proteste, richieste di rimborso, problemi di sicurezza e spettatori che non avevano acquistato un biglietto per partecipare a una manifestazione politica. È proprio questa tensione a rendere la vicenda così divisiva.
Macklemore ha scelto chiaramente di accettare le conseguenze delle proprie parole. Ora resta da capire se Ed Sheeran deciderà di intervenire pubblicamente per spiegare la propria posizione e soprattutto quanto questa vicenda influenzerà le prossime date americane del Loop Tour.
Tu cosa ne pensi? Macklemore ha fatto bene a usare il palco per parlare della Palestina oppure un concerto di un altro artista non era il luogo adatto? Scrivicelo nei commenti.


