Il nuovo Resident Evil diretto da Zach Cregger arriverà al cinema domani, 17 settembre, anche in Italia. Non ci sarà quindi da aspettare rispetto all’uscita internazionale, fissata negli Stati Uniti al 18 settembre. Da noi il film sarà distribuito nelle sale già da giovedì, e questa volta le prime reazioni sembrano decisamente più incoraggianti rispetto a quanto accaduto con diversi adattamenti precedenti della saga.
Chi ha già visto il film durante le prime proiezioni parla infatti di un horror molto più vicino allo spirito dei videogiochi, non tanto perché riproduca fedelmente personaggi e situazioni già conosciute, ma perché riesce a restituire quella sensazione di pericolo continuo che ha sempre caratterizzato la serie Capcom. Alcuni giornalisti presenti alle anteprime hanno descritto il nuovo Resident Evil come uno degli adattamenti videoludici più riusciti degli ultimi anni, sottolineando soprattutto il ritmo, le creature e il modo in cui Cregger ha gestito la tensione.
Ed è forse questo l’aspetto più interessante. Cregger non ha provato a rifare per l’ennesima volta la storia di Leon, Jill, Chris o Claire. Ha scelto invece una vicenda originale ambientata nello stesso universo, con Austin Abrams nei panni di Bryan, un corriere sanitario incaricato di effettuare una consegna al Raccoon City General Hospital. Durante il viaggio investe una donna e da quel momento la situazione precipita rapidamente, fino a trascinarlo dentro un’epidemia che trasforma la città in un incubo.
La scelta di partire da un protagonista normale potrebbe essere una delle idee migliori del film. Bryan non è un soldato addestrato e non entra nella storia sapendo già come affrontare mostri, zombie o esperimenti della Umbrella. Si trova semplicemente nel posto sbagliato nel momento peggiore possibile. Questo permette al pubblico di vivere il caos insieme a lui e, almeno sulla carta, avvicina molto il film alle sensazioni dei primi videogiochi, dove una parte importante dell’esperienza nasceva proprio dal sentirsi vulnerabili.
Le prime reazioni insistono anche sul lato più fisico dell’horror. Il film sarebbe molto sanguinoso, con creature disturbanti e scene d’azione particolarmente violente. Alcuni commenti hanno tirato in ballo persino La Cosa di John Carpenter per il modo in cui vengono rappresentate certe mutazioni, mentre altri hanno raccontato di diversi momenti capaci di far saltare sulla poltrona.
Cregger, del resto, arriva da Barbarian e Weapons, due film che hanno dimostrato quanto sappia lavorare bene con la paura senza limitarsi a ripetere formule già viste. Con Resident Evil aveva però davanti un problema molto diverso. Stavolta non poteva costruire un mondo completamente suo, perché si trovava dentro una saga con trent’anni di storia, milioni di fan e aspettative altissime.
Il regista ha raccontato più volte di essere prima di tutto un appassionato dei videogiochi. Ha anche spiegato di non aver voluto prendere come riferimento i precedenti film, preferendo tornare alle sensazioni che provava giocando. Il suo obiettivo era conservare il ritmo, la tensione e quella continua impressione che qualcosa possa andare storto da un momento all’altro.
Curiosamente, durante le prime proiezioni di prova era emerso un problema quasi opposto. Il pubblico rideva troppo. Cregger aveva inserito più ironia di quanto funzionasse realmente e ha quindi deciso di eliminare diverse battute per rendere il film più teso. Dopo questi cambiamenti, le reazioni degli spettatori sono migliorate.
È un dettaglio che ci fa essere abbastanza curiosi, perché uno dei rischi di un nuovo Resident Evil era proprio quello di non sapere che tono scegliere. La saga cinematografica con Milla Jovovich aveva progressivamente abbandonato l’horror per diventare sempre più orientata verso l’azione, mentre Welcome to Raccoon City del 2021 aveva provato a recuperare personaggi e atmosfere dei giochi senza però riuscire a convincere fino in fondo.
Cregger sembra aver scelto una terza strada. Non rifare i videogiochi scena per scena, ma costruire una nuova storia che abbia lo stesso tipo di paura. Se le prime reazioni verranno confermate anche dal pubblico, potrebbe essere proprio ciò di cui Resident Evil aveva bisogno al cinema.
Il cast comprende, oltre ad Austin Abrams, Paul Walter Hauser, Zach Cherry, Kali Reis e Johnno Wilson. La durata indicata per l’edizione italiana è di circa 90 minuti, quindi sembra che il film punti a raccontare la sua storia senza allungarla più del necessario.
Ora resta soltanto da vedere se l’entusiasmo delle prime proiezioni resisterà dopo l’uscita nelle sale. Domani potremo scoprirlo anche noi in Italia.
Tu andrai a vedere Resident Evil al cinema? E secondo te Zach Cregger riuscirà finalmente a dare alla saga l’adattamento che meritava? Scrivicelo nei commenti.


