L’ultima volta che il pubblico ha incrociato il cammino dello spericolato e sornione Cliff Booth (interpretato da Brad Pitt) è stato nel 2019, nel finale al cardiopalma dell’ucronia di Quentin Tarantino C’era una volta a… Hollywood. In quella pellicola, Cliff lavorava come stuntman e tuttofare per il declinante attore televisivo Rick Dalton (Leonardo DiCaprio), trascinandosi dietro la pesante e mai smentita accusa di aver ucciso la moglie. La sua inquietante propensione alla violenza, che lo aveva persino portato a sopraffare Bruce Lee in uno scontro corpo a corpo, si era però rivelata provvidenziale nel climax del film, quando Cliff aveva brutalmente neutralizzato i membri della Famiglia Manson prima che potessero compiere la loro strage. Le conseguenze di quella notte di sangue e di quella linea temporale alternativa prenderanno finalmente vita in un progetto cinematografico che ha già i contorni dell’evento dell’anno.
Il nuovo film si intitolerà Le nuove disavventure di Cliff Booth (The Further Mis-Adventures of Cliff Booth), e vanta un’accoppiata creativa da sogno: la regia è affidata al maestro del thriller David Fincher, mentre la sceneggiatura originale è stata scritta interamente da Quentin Tarantino. L’attesissima pellicola debutterà nelle sale IMAX il 25 novembre 2026, per poi approdare in streaming su Netflix poco prima di Natale, il 23 dicembre.
Tuttavia, l’entusiasmo per il ritorno dello stuntman più letale di Hollywood è accompagnato da una notizia che segna un vero e proprio terremoto nel panorama produttivo. Secondo un recente rapporto di Bloomberg, questo lungometraggio rappresenterà l’ultimo film di David Fincher per Netflix. La conclusione del progetto chiuderà ufficialmente l’accordo per tre film siglato tra il regista e la piattaforma nel 2020, sotto il quale Fincher ha realizzato il pluricandidato agli Oscar Mank e il tesissimo thriller The Killer. Ma il divorzio creativo va ben oltre il singolo contratto: si tratta della fine di una partnership storica durata ben 13 anni. Fincher è stato infatti uno dei primissimi architetti del successo di Netflix, lavorando come regista e produttore esecutivo per show rivoluzionari come House of Cards (vero pioniere dello streaming), l’indimenticato Mindhunter e la serie animata antologica Love, Death & Robots.
Ma cosa racconterà esattamente questo attesissimo spin-off? Le nuove disavventure di Cliff Booth farà un salto temporale fino al 1977, otto anni dopo aver sventato i piani omicidi di Charles Manson. Cliff non è più lo stuntman di Rick Dalton (che, come svela un primo sguardo al film, è ormai “ingrassato troppo”), ma cerca di sbarcare il lunario lavorando come fixer per gli studios di Hollywood. Nel tempo libero, sembra che accetti anche turni di lavoro al New Beverly Cinema, un cinema di repertorio in California che, nella realtà, è di proprietà dello stesso Quentin Tarantino.
Il cast promette scintille. Accanto a Brad Pitt, vedremo Peter Weller nei panni di Gus, il padre di Cliff, affiancato da attori di primissimo piano come Elizabeth Debicki, Scott Caan, Carla Gugino e Yahya Abdul-Mateen II. Non capita spesso che Tarantino scriva sceneggiature per altri registi (le eccezioni più celebri sono Una vita al massimo e Assassini nati), e la combinazione tra la sua scrittura graffiante e la regia clinica di Fincher potrebbe generare un’opera irripetibile.
Mentre l’industria si interroga su quale sarà la prossima casa di produzione per i futuri progetti di David Fincher, gli occhi sono tutti puntati su questo imminente capolavoro. E voi, siete pronti a scoprire come se la caverà Cliff Booth nei selvaggi anni ’70 senza Rick Dalton al suo fianco?


