Il ministero della guerra sporca non aveva funzionato al cinema, ma in streaming sta vivendo una seconda vita decisamente più interessante. Il film di Guy Ritchie con Henry Cavill e Alan Ritchson, uscito nel 2024, aveva incassato circa 30 milioni di dollari nel mondo a fronte di un budget stimato intorno ai 60 milioni. Numeri deludenti per un action di guerra con un cast del genere.
Ora, però, il pubblico lo sta recuperando sulle piattaforme.
Negli Stati Uniti il film è tornato a farsi notare grazie a Netflix, mentre in Italia è disponibile su Prime Video con il titolo Il ministero della guerra sporca. E forse è proprio lo streaming il posto giusto per un film di questo tipo: due ore di azione, ironia, nazisti presi di mira senza troppi complimenti e un gruppo di personaggi costruiti per divertirsi più che per ricostruire la Seconda guerra mondiale con rigore documentaristico.
La storia prende spunto da una vicenda reale.
Il film è liberamente ispirato alla Operazione Postmaster, una missione segreta britannica organizzata durante la Seconda guerra mondiale. L’obiettivo era colpire navi utilizzate dalle forze dell’Asse e ostacolare le attività tedesche nell’Atlantico.
Guy Ritchie prende quella base storica e la trasforma in qualcosa di molto più spettacolare.
Henry Cavill interpreta Gus March-Phillipps, militare britannico realmente esistito e figura legata alle prime operazioni speciali del Regno Unito. Accanto a lui troviamo Anders Lassen, interpretato da Alan Ritchson, e una squadra composta anche da Henry Golding, Alex Pettyfer e Hero Fiennes Tiffin.
Il gruppo non combatte seguendo le normali regole militari.
Infiltrazioni, sabotaggi, imboscate e una quantità impressionante di soldati tedeschi eliminati diventano il terreno ideale per Guy Ritchie, che evita completamente il tono tragico di molti film sulla guerra e punta su una versione quasi avventurosa del conflitto.
Alan Ritchson è probabilmente uno dei motivi per cui il film funziona così bene come intrattenimento.
Chi lo conosce per Reacher ritrova immediatamente quella fisicità esagerata che lo ha reso perfetto per l’action. Il suo Anders Lassen sembra divertirsi durante ogni scontro e combatte con una naturalezza quasi surreale.
Henry Cavill, invece, costruisce un Gus più elegante, ironico e imprevedibile.
Il risultato è una coppia che funziona proprio perché i due hanno energie differenti. Ritchson è una macchina da combattimento, Cavill sorride mentre prepara il caos.
Dietro questa storia c’è anche una curiosità particolarmente affascinante: Ian Fleming, futuro creatore di James Bond, lavorò durante la guerra per l’intelligence navale britannica ed ebbe contatti con operazioni e personaggi di questo ambiente.
Nel film Fleming viene interpretato da Freddie Fox.
Le esperienze maturate durante quegli anni contribuirono successivamente alla nascita dell’universo di 007. Gus March-Phillipps viene inoltre spesso citato tra le figure che potrebbero aver influenzato alcuni aspetti dell’immaginario di James Bond.
E guardando Henry Cavill nel film il collegamento diventa ancora più divertente.
Per anni il suo nome è stato associato proprio al ruolo di Bond. In Il ministero della guerra sporca possiamo quindi vedere una specie di versione alternativa di ciò che Cavill avrebbe potuto fare nei panni di una spia britannica: meno smoking, molti più esplosivi.
Il film segna anche una nuova collaborazione fra Cavill e Guy Ritchie dopo Operazione U.N.C.L.E., uscito nel 2015.
Ritchie torna inoltre su un terreno che conosce bene: uomini carismatici, battute, piani rischiosi e personaggi convinti di poter risolvere qualsiasi problema con una pistola o un’esplosione.
Il pubblico cinematografico, però, non rispose come sperato.
Con un budget stimato intorno ai 60 milioni di dollari, il film raccolse poco meno di 30 milioni al botteghino mondiale. Un risultato insufficiente, soprattutto considerando i costi di promozione e distribuzione.
La situazione dello streaming sta raccontando una storia diversa.
Film simili possono avere una seconda possibilità perché non chiedono allo spettatore di comprare un biglietto e organizzare una serata al cinema. Basta trovarli nel catalogo e premere play.
Il ministero della guerra sporca è esattamente quel tipo di film che si presta a essere recuperato così.
Non pretende di essere il racconto definitivo della Seconda guerra mondiale e non bisogna aspettarsi la precisione storica di un documentario. Guy Ritchie prende una missione reale e la trasforma in un action scatenato, con nazisti trattati quasi come bersagli da videogioco e protagonisti che sembrano divertirsi parecchio mentre seminano distruzione.
Il flop cinematografico rimane, ma almeno il film sta trovando quel pubblico che nelle sale non era riuscito a raggiungere.
Per gli spettatori italiani recuperarlo è anche semplice: Il ministero della guerra sporca è attualmente disponibile in streaming su Prime Video, compreso nell’abbonamento.
Forse non era un film da grande serata al cinema. Ma come action da divano, con Cavill e Ritchson che passano due ore a fare esattamente ciò che ci aspettiamo da loro, diventa molto più facile capire perché stia trovando una seconda occasione.
Hai già visto Il ministero della guerra sporca su Prime Video? Ti è piaciuto oppure capisci perché al cinema non abbia funzionato? Scrivilo nei commenti.


