Carrie è tornata, ma stavolta Mike Flanagan ha deciso di cambiare uno dei personaggi più disturbanti della storia originale: Margaret White, la madre della protagonista. Nella nuova serie Carrie, disponibile da oggi 7 ottobre 2026 su Prime Video anche in Italia, Margaret resta una donna fanatica, dura e profondamente religiosa, ma non viene più raccontata soltanto come la madre abusante e terrorizzante vista nel romanzo di Stephen King e nelle precedenti trasposizioni.
La serie mantiene semplicemente il titolo Carrie anche nel mercato italiano. Prime Video Italia la presenta così e ha reso disponibili tutti gli otto episodi insieme, senza rilascio settimanale. La protagonista è Summer H. Howell, mentre Margaret White ha il volto di Samantha Sloyan, attrice che i fan di Flanagan ricorderanno benissimo per Midnight Mass.
Ed è proprio Margaret a rappresentare una delle modifiche più interessanti.
Nel romanzo di Stephen King, la madre di Carrie è una presenza terrificante. Cresce la figlia in un ambiente dominato dal fanatismo religioso, dalla paura del peccato e dalla repressione. La punisce, la umilia e arriva a rinchiuderla in uno stanzino per costringerla a pregare.
Nel film del 1976 diretto da Brian De Palma, Piper Laurie trasformò Margaret in un personaggio ancora più memorabile. La sua interpretazione fu talmente potente da ottenere persino una candidatura all’Oscar.
Flanagan, però, non voleva limitarsi a rifare quella stessa donna.
La sua versione ama realmente Carrie.
Naturalmente questo non significa che Margaret sia improvvisamente una madre equilibrata o facile da sopportare. Rimane diffidente verso il mondo esterno, profondamente religiosa e capace di prendere decisioni che fanno soffrire la figlia.
Ma cambia la motivazione.
Mike Flanagan ha spiegato che Margaret è sempre stata descritta soprattutto attraverso la paura e l’odio nei confronti della propria figlia. Nella nuova serie, invece, la ama ferocemente ma non sa come proteggerla.
È una differenza enorme.
Nel momento in cui Margaret scopre che Carrie possiede poteri telecinetici, non vede semplicemente qualcosa di demoniaco da reprimere. Il rapporto diventa molto più complicato, perché la donna vuole difendere sua figlia, ma utilizza strumenti sbagliati e una visione del mondo deformata dalle proprie convinzioni.
Samantha Sloyan avrebbe potuto facilmente ripetere qualcosa di simile a Bev Keane di Midnight Mass, altra fanatica religiosa difficilissima da sopportare.
Invece sceglie un registro differente.
La sua Margaret può essere sgradevole, rigida e persino crudele, ma lascia intravedere qualcosa che nelle versioni precedenti era molto meno evidente: la convinzione sincera di fare ciò che ritiene migliore per Carrie.
Ed è forse proprio questo a renderla ancora più inquietante.
Un cattivo che sa di essere cattivo è facile da riconoscere.
Una madre che provoca danni alla figlia convinta di salvarla è molto più difficile da incasellare.
La serie aggiorna anche l’ambiente intorno a Carrie.
La ragazza entra in una scuola pubblica dopo la morte improvvisa del padre e deve affrontare un mondo che praticamente non conosce. Il bullismo non rimane più confinato ai corridoi e agli spogliatoi.
Ora ci sono gli smartphone.
Ci sono i video.
Ci sono i social.
Un’umiliazione può quindi diventare virale e seguirti anche dopo essere tornato a casa.
Flanagan utilizza questo elemento per modernizzare una storia scritta negli anni Settanta senza cancellarne il meccanismo originale: Carrie resta una ragazza isolata che cerca disperatamente di capire chi sia, mentre gli adulti e i coetanei che la circondano continuano a spingerla verso il limite.
Summer H. Howell interpreta una Carrie molto giovane, curiosa e inizialmente quasi affascinata da ciò che scopre fuori dalla propria casa.
Il pubblico sa già dove può portare quella storia.
Ma la serie sembra volerci chiedere qualcosa di diverso: se conosciamo già Carrie e sappiamo come finirà, possiamo guardare con occhi nuovi le persone che hanno contribuito a portarla fin lì?
Margaret è probabilmente il primo grande esempio.
Non viene assolta.
Non diventa improvvisamente una madre modello.
Flanagan aggiunge però una zona grigia che rende il rapporto con Carrie più doloroso, perché dietro alcuni dei suoi comportamenti non c’è soltanto fanatismo.
C’è anche amore.
Un amore distorto, soffocante e incapace di proteggere senza fare male.
Ed è una scelta rischiosa, soprattutto per chi considera la Margaret White originale uno dei grandi mostri creati da Stephen King.
Ma dopo così tante versioni di Carrie, rifare esattamente la stessa storia avrebbe avuto poco senso.
Voi avete già iniziato Carrie su Prime Video? Vi convince questa versione più umana di Margaret White oppure preferivate la madre terrificante e senza sfumature delle precedenti trasposizioni? Scrivetecelo nei commenti.


