Sembra proprio che l’industria audiovisiva canadese stia finalmente vivendo il suo meritato momento di gloria, ottenendo fondi e visibilità globale per progetti che fino a qualche anno fa sarebbero rimasti confinati a un mercato locale. In questa rinascita si inserisce prepotentemente Below, la nuova miniserie in sei episodi ideata da Jesse McKeown e sbarcata su Netflix, che segna il trionfale ritorno del Canada in un genere in cui storicamente ha sempre eccelso: l’horror.
Dal mio punto di vista, ci troviamo di fronte a un’opera che riesce a deviare brillantemente dai soliti cliché. La storia ci porta nella gelida cittadina di pescatori di Snooks Arm, a Terranova, durante la “Come Home Week”, una celebrazione in cui gli ex residenti vengono invitati a ricongiungersi con la loro vecchia comunità. Ma Snooks Arm nasconde una ferita aperta: decenni prima, la popolazione fu costretta a trasferirsi abbandonando le proprie terre, e ora il governo sta spingendo per un nuovo esodo di massa, offrendo in cambio ingenti somme di denaro. Mentre quasi tutti si lasciano tentare, il nostro ruvido protagonista Calvin Penny (un bravissimo Josh Hartnett) si rifiuta categoricamente di cedere. A complicare la sua già difficile resistenza ci pensa la natura: un enorme ghiacciaio contaminato, ribattezzato “ghiaccio cattivo”, finisce per bloccare la sua attività di pesca.
Quando Calvin si rivolge alla scienziata Fonda Howander (Mackenzie Davis) per analizzare le acque, la serie svela la sua vera, raggelante natura. Nelle profondità marine non c’è solo inquinamento, ma una creatura ancestrale, rimasta dormiente per secoli. È a questo punto che Below intreccia magistralmente il terrore acquatico con il dramma familiare più intimo. Il mostro non è solo una minaccia fisica, ma l’incarnazione di un trauma che perseguita Calvin fin dagli anni Ottanta, quando vide il padre annegare proprio sotto lo sguardo luminoso e alieno di quella bestia. Un’ombra che lo ha convinto di aver condannato a una maledizione ineluttabile l’intera famiglia, dalla sorella Ruth ai figli Mary, Wade (un ottimo Charlie Heaton) e Jay.
Visivamente, la serie è un trionfo di atmosfere plumbee. Il direttore della fotografia William Baldy non cerca mai il banale jump scare in stile luna park, ma costruisce una sensazione di terrore strisciante, ipnotizzando lo spettatore con inquadrature cupe e affascinanti. Un esempio su tutti è la sequenza in cui Calvin e due scienziati si ritrovano intrappolati in un piccolo sottomarino illuminato solo da luci al neon rosse. Lungi dall’avere i budget faraonici dei grandi blockbuster d’azione, Below trasforma i propri limiti spaziali e produttivi in un punto di forza: la scena risulta talmente claustrofobica da togliere letteralmente il fiato, forzandoci a vivere il panico esattamente attraverso gli occhi dei personaggi.
A differenza di molti horror moderni incentrati su serial killer mascherati o su metafore psicologiche trite e ritrite, il terrore di Below ha radici profondamente ecologiche e sociali. Ci costringe a guardare in faccia la realtà delle piccole comunità rurali minacciate dall’avidità delle corporazioni e dei miliardari. La serie dimostra come distruggere un ecosistema per profitto finisca per risvegliare conseguenze che vanno ben oltre la nostra comprensione umana. Below è pungente, intelligente e spaventosa: una delle visioni più affascinanti e cupe che potrete fare quest’anno.
Below è un fanta-horror d’autore che sfrutta le gelide atmosfere canadesi per costruire un racconto soffocante e maturo. Mescolando con sapienza le dinamiche del dramma familiare, le inquietudini del filone creature feature e una forte critica ecologista, la serie si regge su interpretazioni solide (su tutte quelle di Josh Hartnett e Charlie Heaton) e su una regia capace di fare della claustrofobia la sua arma vincente. Una miniserie da non perdere per chi cerca brividi intelligenti.
La Recensione
Below
Below è un fanta-horror d'autore che sfrutta le gelide atmosfere canadesi per costruire un racconto soffocante e maturo. Mescolando con sapienza le dinamiche del dramma familiare, le inquietudini del filone creature feature e una forte critica ecologista, la serie si regge su interpretazioni solide (su tutte quelle di Josh Hartnett e Charlie Heaton) e su una regia capace di fare della claustrofobia la sua arma vincente. Una miniserie da non perdere per chi cerca brividi intelligenti.
PRO
- L'atmosfera generale è carica di una tensione strisciante e claustrofobica, valorizzata da una fotografia eccellente.
- L'intreccio tra il trauma familiare del protagonista e la minaccia del mostro marino regala grande spessore emotivo alla storia.
- Affronta temi ecologisti e sociali molto attuali senza mai risultare pedante o didascalica.
CONTRO
- Se amate l'horror fatto esclusivamente di jump scare improvvisi e ritmo frenetico, il passo lento e riflessivo della serie potrebbe annoiarvi.


