Ben Affleck è tornato a parlare di Justice League e stavolta non ha usato mezzi termini. L’attore, che nel film del 2017 interpretava Batman, ha definito i reshoot guidati da Joss Whedon «il punto più basso della mia carriera» e ha criticato duramente il modo in cui Warner Bros. gestì l’uscita di Zack Snyder dal progetto dopo la morte della figlia Autumn.
Intervistato nel podcast Happy Sad Confused, Affleck ha ricostruito quel periodo spiegando che la lavorazione del film era già difficile per diversi motivi.
«L’esperienza di Justice League è stata molto negativa per tantissime ragioni. Alcune avevano a che fare con il momento personale che stavo vivendo e altre con la tragedia avvenuta in quel periodo. Ho visto come non si dovrebbe fare un film del genere, cioè con lo studio in contrasto con il regista. È un errore enorme. Sono stato molto felice e soddisfatto che Zack abbia potuto pubblicare la sua versione con la Snyder Cut. È stato fantastico. Ero molto felice per lui. È stato terribile che fosse stato tolto da quel film e che noi avessimo dovuto fare quei reshoot. Se volete sapere qual è stato il punto più basso della mia carriera, è stato quello».
Snyder aveva lasciato Justice League durante la post-produzione dopo la morte della figlia. Warner Bros. affidò quindi il completamento del film a Joss Whedon, già regista dei primi due Avengers.
Il problema è che Whedon non si limitò a completare ciò che mancava.
Snyder ha raccontato di recente che i reshoot avrebbero riguardato circa 60 pagine di nuovo materiale, modificando pesantemente il film che stava preparando.
Affleck oggi guarda a quella scelta con enorme amarezza.
«La morte per suicidio di una persona mette tutto il resto in secondo piano. Il modo in cui quella situazione, secondo me, venne usata come scusa per sostituire Zack è stata una delle cose peggiori che abbia mai visto. È stato disgustoso. L’intero ambiente e l’atmosfera durante i reshoot, di cui in gran parte non ero direttamente a conoscenza ma di cui ho sentito parlare dagli altri attori, mi facevano pensare: “Wow, peggio di così è difficile”. E io bevevo troppo… e stavo divorziando. Era un periodo difficile per me personalmente, ma quelle cose, per quanto dolorose, non ebbero un impatto su quel film».
Parole molto pesanti, soprattutto perché arrivano anni dopo le numerose polemiche nate attorno a quella produzione.
Dopo l’uscita del film, diversi membri del cast parlarono pubblicamente del clima sul set. Ray Fisher accusò Whedon di comportamenti inappropriati e Gal Gadot raccontò che il regista l’avrebbe minacciata durante la lavorazione. Whedon ha sempre respinto o contestato diverse di quelle accuse.
Il risultato cinematografico, intanto, non soddisfece quasi nessuno.
Justice League uscì nel 2017 come un film evidentemente diviso tra due visioni molto diverse. Alcune scene conservavano il tono più cupo di Snyder, altre cercavano un umorismo e una leggerezza molto più vicini allo stile di Whedon.
Ben Affleck aveva già spiegato in passato che quell’esperienza gli aveva fatto perdere la voglia di continuare a interpretare Batman.
«Non mi piaceva stare lì. Non lo trovavo interessante. Poi sono successe alcune cose terribili. È stato allora che ho pensato: non voglio più farlo».
Nel 2021 arrivò finalmente Zack Snyder’s Justice League, una versione di quattro ore che recuperava gran parte del materiale originale del regista e mostrava quanto fosse diverso il progetto iniziale.
Affleck racconta oggi di essere stato sinceramente felice per Snyder.
Ma nell’intervista è emersa anche un’altra curiosità enorme.
Lucasfilm gli aveva proposto di dirigere Star Wars: Il risveglio della Forza.
Affleck rifiutò.
«Parlai con loro in quel periodo e pensai: “Mi piace Star Wars, sono un fan, ma non sono la persona giusta per dirigere questo film”. Pensavo che qualcuno con più passione per quel progetto avrebbe fatto un lavoro migliore. Reinventare qualcosa del genere comporta tantissime difficoltà e infatti abbiamo visto quanto sia stato complicato per loro reinventare quel franchise. Alcune cose sono andate molto bene, altre meno, e c’è un pubblico enorme con opinioni molto forti. Ho semplicemente pensato: “Sapete cosa? Non credo di poterlo fare bene quanto qualcun altro e non voglio dirigere qualcosa se non penso di avere la possibilità di esserne molto orgoglioso”».
Una decisione che oggi acquista ancora più senso considerando ciò che Affleck stava vivendo con i grandi franchise.
Dopo Justice League, l’attore ha continuato ad amare Batman, ma ha capito che quel tipo di produzione non era più il posto in cui voleva restare.
E dalle sue parole sembra evidente che il problema non fosse il personaggio.
Era tutto ciò che era successo intorno a quel film.
Voi siete d’accordo con Ben Affleck sul disastro produttivo di Justice League? E avreste voluto vedere la sua versione di Star Wars: Il risveglio della Forza? Scrivetecelo nei commenti.


