Il video della deposizione di Bill Clinton, durato oltre quattro ore, è tornato a far parlare di sé dopo la diffusione di nuovi estratti che chiariscono uno degli episodi più discussi degli ultimi anni: la famosa foto nella vasca idromassaggio, diventata virale e spesso usata fuori contesto. Ora l’ex presidente degli Stati Uniti ha deciso di spiegare direttamente cosa stava succedendo in quel momento e perché quell’immagine, secondo lui, è stata interpretata in modo distorto.
Durante l’audizione davanti alla House Oversight Committee, Clinton ha raccontato che la foto sarebbe stata scattata senza il suo consenso durante un soggiorno in un hotel del Brunei, nell’ultima tappa di un viaggio ufficiale in Asia legato alla sua iniziativa contro l’AIDS. Clinton ha spiegato di essere “quasi certo” che lo scatto risalga proprio a quel periodo, anche se non ha indicato una data precisa.
Secondo il suo racconto, il soggiorno in quell’hotel non fu una scelta casuale. Clinton ha ricordato il rapporto istituzionale costruito negli anni con il Sultano del Brunei, Hassanal Bolkiah, conosciuto durante il suo mandato alla Casa Bianca. Quando il Sultano venne a sapere della visita, si sarebbe offerto di sostenere il progetto umanitario di Clinton e avrebbe insistito affinché l’ex presidente alloggiasse in quella struttura.
A quel punto arriva la frase che ha attirato maggiore attenzione. Clinton ha raccontato che il Sultano gli disse che sperava lo vedesse utilizzare la piscina dell’hotel. “So I did”, ha dichiarato Clinton durante la deposizione. Un’affermazione secca, quasi banale, che lui stesso ha accompagnato da una spiegazione altrettanto semplice: dopo aver nuotato e trascorso poco tempo nella vasca idromassaggio, sarebbe tornato in camera stremato e si sarebbe messo a dormire.
Clinton ha poi affrontato direttamente il punto più delicato della vicenda, ovvero la presenza di una giovane donna nella foto. L’ex presidente ha dichiarato di non sapere chi fosse, ma ha ribadito con fermezza due elementi: la donna non sarebbe stata minorenne e non ci sarebbe stato alcun rapporto sessuale. Ha inoltre aggiunto di ricordare la presenza di agenti del Secret Service e di altre persone nell’area della piscina, sottolineando quindi un contesto tutt’altro che riservato o isolato.
Queste dichiarazioni si inseriscono in una linea difensiva che Clinton ha mantenuto nel tempo. In passato aveva già affermato di “non aver visto nulla e non aver fatto nulla di sbagliato”, precisando inoltre che al momento della confessione di colpevolezza di Jeffrey Epstein nel 2008, aveva già interrotto ogni rapporto con lui da tempo. Anche durante la deposizione, Clinton ha cercato di separare nettamente quell’episodio dal caso Epstein, respingendo ogni collegamento diretto.
Il video della deposizione ha riacceso il dibattito perché mostra un Clinton più dettagliato e diretto rispetto alle precedenti dichiarazioni scritte. Non ci sono toni aggressivi, né tentativi di spettacolarizzazione. Il racconto resta lineare, quasi dimesso, come se l’ex presidente volesse ridurre l’episodio a ciò che, secondo lui, è sempre stato: un momento privato trasformato in simbolo mediatico.
Resta però il fatto che quella foto continua a circolare, spesso senza contesto, alimentando sospetti e interpretazioni. Le parole di Clinton non chiudono automaticamente la discussione, ma aggiungono un tassello importante alla ricostruzione dei fatti. In un’epoca in cui un’immagine può diventare una sentenza pubblica, il racconto diretto dell’interessato assume un peso diverso.
La domanda ora è se queste spiegazioni basteranno a ridimensionare l’impatto di quella foto oppure se resterà un elemento destinato a tornare ciclicamente nel dibattito pubblico.
Tu come valuti le parole di Clinton? Ti sembrano chiarimenti convincenti o pensi che lascino ancora zone d’ombra? Scrivilo nei commenti e dicci la tua.


