Cinque anni fa David Lowery prendeva una delle più antiche leggende arturiane e faceva una scelta rischiosa: invece di trasformarla nell’ennesima avventura medievale piena di spade e battaglie, costruiva un viaggio lento, inquietante e quasi ipnotico. Il risultato è Sir Gawain e il Cavaliere Verde, titolo italiano di The Green Knight, film del 2021 con Dev Patel che oggi si può vedere su Prime Video in Italia.
E forse questo anniversario è una buona occasione per recuperarlo, soprattutto se all’epoca qualcuno lo aveva evitato aspettandosi una specie di Il Signore degli Anelli arturiano.
Perché no, non è quel tipo di fantasy.
Anzi, probabilmente è quasi l’opposto.
Dev Patel interpreta un Gawain che deve ancora meritarsi di essere chiamato cavaliere
La storia deriva dal poema anonimo del XIV secolo Sir Gawain and the Green Knight, uno dei testi più famosi del ciclo arturiano. David Lowery prende però parecchie libertà e soprattutto cambia il protagonista.
Il Gawain di Dev Patel non è ancora il cavaliere perfetto delle leggende.
È giovane, impulsivo, trascorre parecchio tempo a bere e non sembra avere ancora fatto nulla che possa giustificare un posto accanto a Re Artù. Lowery ha spiegato di averlo costruito quasi come un ragazzo incapace di diventare adulto, togliendogli appositamente il titolo di “Sir” affinché dovesse guadagnarselo attraverso il viaggio.
La sua occasione arriva durante una celebrazione natalizia a Camelot.
Compare un gigantesco Cavaliere Verde, interpretato da Ralph Ineson, e propone un gioco apparentemente semplice: qualcuno potrà colpirlo una volta, ma esattamente un anno dopo dovrà presentarsi davanti a lui e ricevere lo stesso colpo.
Gawain accetta.
E invece di limitarsi a dargli magari una simpatica pacca sulla spalla, decide di tagliargli la testa.
Strategia brillante.
Il Cavaliere Verde raccoglie tranquillamente la propria testa, se ne va e ricorda al ragazzo che tra un anno toccherà a lui.
A quel punto il film ha praticamente risolto il problema della suspense.
Non aspettatevi due ore di combattimenti
Sir Gawain e il Cavaliere Verde dura poco più di due ore e non utilizza quel tempo per trasformare Dev Patel in una macchina da guerra medievale.
Il viaggio è fatto soprattutto di incontri.
Gawain attraversa boschi, incontra ladri, una misteriosa santa senza testa, giganti e una volpe che finisce per accompagnarlo. Arriva poi in un castello dove trova un signore interpretato da Joel Edgerton e una donna interpretata da Alicia Vikander, che nel film ricopre anche il ruolo di Essel.
Ogni incontro sembra chiedergli la stessa cosa in maniera diversa:
che tipo di uomo vuoi diventare?
È questo che rende il film particolare.
Il Cavaliere Verde è la destinazione, ma il vero avversario di Gawain è Gawain.
Non precisamente il nemico ideale se speravate in una grande battaglia finale con cinquecento comparse e catapulte.
Visivamente resta impressionante anche cinque anni dopo
Una delle ragioni per recuperarlo oggi è semplicissima: è ancora bellissimo da guardare.
Andrew Droz Palermo costruisce immagini che sembrano a metà tra un dipinto medievale e un incubo. La natura domina continuamente i personaggi. Gli alberi sembrano enormi, Camelot appare decadente e persino Re Artù, interpretato da Sean Harris, viene rappresentato come un sovrano ormai consumato dal tempo.
Lowery voleva inoltre mantenere una forte componente fisica. Tra le sue influenze ha citato il fantasy degli anni Ottanta e Novanta, Willow, ma anche il rigore visivo di Barry Lyndon e atmosfere horror vicine a film come The Witch ed Hereditary.
Si capisce perfettamente guardandolo.
È fantasy, ma spesso sembra horror.
È medievale, ma non cerca continuamente di essere realistico.
È una leggenda, però i personaggi hanno debolezze estremamente umane.
Il film che doveva uscire nel 2020 venne praticamente rimontato
C’è anche un retroscena interessante.
Il film avrebbe dovuto debuttare nel 2020 al festival SXSW, poi la pandemia cancellò l’evento e ne rinviò l’uscita.
Per Lowery quella pausa diventò quasi una fortuna.
Il regista ha raccontato che non era soddisfatto del film e utilizzò i mesi aggiuntivi per riaprirlo completamente, rimontarlo e lavorarci finché non trovò una forma che gli piacesse.
Non parliamo quindi semplicemente di qualche scena accorciata.
Il film che arrivò nelle sale nel luglio 2021 era il risultato di una seconda fase creativa che probabilmente non sarebbe mai esistita senza quel rinvio.
In Italia arrivò poi su Prime Video nel novembre dello stesso anno.
Non fu un grande successo al botteghino, ma negli anni è stato rivalutato
Con un budget indicato attorno ai 15 milioni di dollari, The Green Knight incassò circa 20 milioni nel mondo. Eravamo però nell’estate 2021, con il mercato cinematografico ancora fortemente condizionato dalla pandemia.
Non diventò quindi un fenomeno commerciale.
Criticamente, invece, il discorso fu molto diverso. Il film venne apprezzato soprattutto per la fotografia, la regia di Lowery, l’interpretazione di Patel e la capacità di prendere il poema originale senza limitarsi a illustrarlo.
Con il tempo è diventato uno di quei fantasy che continuano a essere riscoperti proprio perché non somigliano quasi a nient’altro uscito nello stesso periodo.
E quel finale continua a dividere
Senza rovinarvelo completamente nel caso vogliate recuperarlo, il finale mette Gawain davanti alla possibilità di scegliere tra salvare se stesso e diventare finalmente l’uomo che per tutto il film ha soltanto finto di essere.
Lowery costruisce una lunga sequenza che inizialmente sembra mostrarci cosa accadrà, salvo poi rivelare una prospettiva completamente diversa.
Lo stesso regista ha spiegato che considera quella conclusione positiva: Gawain comprende finalmente cosa significa affrontare le conseguenze delle proprie decisioni.
Non aspettatevi comunque una spiegazione con tre flashback e un personaggio che guarda in telecamera dicendo: “Ecco cosa significa”.
Il film preferisce lasciarvi lavorare.
Qualcuno lo adorerà.
Qualcun altro controllerà quanto manca alla fine dopo quaranta minuti.
Entrambe le reazioni sono perfettamente comprensibili.
Cinque anni dopo vale ancora la pena recuperarlo su Prime Video
Sir Gawain e il Cavaliere Verde non è quindi il film da scegliere se volete semplicemente un fantasy pieno di azione.
È molto più vicino a una favola medievale raccontata come un sogno inquietante.
Dev Patel è bravissimo nel rendere Gawain contemporaneamente affascinante, codardo, arrogante e vulnerabile. Alicia Vikander ha una delle scene più belle con il suo monologo sul colore verde. Ralph Ineson riesce a mettere ansia praticamente restando seduto e aspettando.
E David Lowery usa la leggenda di Re Artù per raccontare qualcosa di molto più semplice: quanto sia facile desiderare di essere considerati grandi uomini senza voler affrontare ciò che serve per diventarlo.
Cinque anni dopo la sua uscita, forse è proprio questa stranezza a farlo sembrare ancora così fresco.
E se ve lo siete perso, in Italia lo trovate attualmente su Prime Video.
Voi avete visto Sir Gawain e il Cavaliere Verde? Lo considerate uno dei fantasy più affascinanti degli ultimi anni oppure il ritmo vi ha messo alla prova più del Cavaliere Verde? Scrivetecelo nei commenti.


