Ricchi a tutti i costi sembra una commedia italiana costruita apposta attorno a Christian De Sica, Angela Finocchiaro e alla disastrosa famiglia Delle Fave. In realtà la sua storia comincia molto prima, e addirittura fuori dall’Italia. Il film del 2024 è infatti il sequel di Natale a tutti i costi, che a sua volta nasce come remake della commedia francese Mes très chers enfants, scritta e diretta da Alexandra Leclère.
La parte curiosa è che il secondo capitolo prende quella base e la porta in una direzione molto più folle.
Nel primo film Carlo e Anna inventano una falsa eredità milionaria per convincere i figli Emilio e Alessandra a tornare a casa e interessarsi nuovamente alla famiglia. Nel secondo, invece, i Delle Fave devono proteggere una vera eredità e arrivano a discutere con impressionante tranquillità di una soluzione leggermente più drastica: uccidere il futuro marito della nonna.
Praticamente si passa da “fingiamo di essere ricchi” a “organizziamo un omicidio”.
Una progressione familiare assolutamente rassicurante.
Natale a tutti i costi nasce da un film francese
Partiamo dall’origine.
Natale a tutti i costi, arrivato su Netflix nel dicembre 2022, è l’adattamento italiano di Mes très chers enfants, commedia francese del 2021 diretta da Alexandra Leclère. La premessa era già praticamente perfetta per una commedia familiare: due genitori scoprono che i figli ormai adulti non hanno mai tempo per loro e decidono quindi di inventare una grossa vincita alla lotteria pur di farli tornare improvvisamente molto affettuosi.
Giovanni Bognetti trasporta l’idea in Italia e sostituisce la lotteria con una finta eredità da sei milioni di euro.
Carlo, interpretato da Christian De Sica, e Anna, Angela Finocchiaro, vedono Emilio e Alessandra allontanarsi sempre di più dopo essere andati a vivere per conto proprio. Appena i ragazzi scoprono che i genitori potrebbero essere diventati milionari, però, trovano improvvisamente parecchio tempo libero.
Strano come sei milioni di euro riescano a risolvere problemi di agenda.
Il film italiano mantiene quindi il meccanismo centrale dell’originale francese, ma lo adatta al tipo di comicità dei suoi interpreti e alle dinamiche di una famiglia italiana molto riconoscibile.
Ricchi a tutti i costi invece prende una strada molto più autonoma
La cosa interessante di Ricchi a tutti i costi è che non si limita a rifare un secondo film francese.
La scheda ufficiale di Filmitalia accredita ancora Giovanni Bognetti come sceneggiatore e indica il legame con Mes Très Chers Enfants, ma la nuova storia nasce come prosecuzione delle avventure della famiglia Delle Fave. Il film è uscito su Netflix nel giugno 2024, sempre con Bognetti alla regia.
La premessa stavolta riguarda nonna Giuliana, interpretata da Fioretta Mari.
Giuliana annuncia di voler sposare Nunzio, interpretato da Ninni Bruschetta, un uomo molto più giovane e decisamente sospetto. Il problema non è semplicemente che la famiglia non lo trovi simpatico.
I Delle Fave temono che Nunzio voglia mettere le mani sul patrimonio della donna, portarla con sé in Sud America e magari liberarsene successivamente.
Anna prende quindi una decisione che una madre normale probabilmente discuterebbe con un avvocato.
Lei propone di eliminare Nunzio prima del matrimonio.
Da quel momento la famiglia parte per Minorca con una missione che, nelle loro conversazioni, viene gestita quasi come se stessero organizzando una grigliata.
Christian De Sica ha descritto proprio questa caratteristica spiegando che i personaggi parlano dell’omicidio con una normalità assurda, come se stessero programmando una semplice gita. Angela Finocchiaro ha scherzato sul fatto che Anna sembri realmente organizzare un’uscita di famiglia.
De Sica e Finocchiaro diventano molto più cinici
Il cambiamento rispetto al primo film è evidente anche nei personaggi.
In Natale a tutti i costi Carlo e Anna mentivano ai figli perché soffrivano per la loro lontananza. Era una soluzione discutibile, certo, ma ancora inserita dentro una commedia familiare relativamente tradizionale.
In Ricchi a tutti i costi sono diventati molto più spregiudicati.
De Sica lo ha detto apertamente parlando del sequel: Carlo e Anna sono più cinici rispetto al primo capitolo. La famiglia rimane affiatata e un po’ folle, ma stavolta accetta seriamente di prendere in considerazione un omicidio.
Emilio è forse l’unico che conserva un minimo di contatto con la realtà.
Claudio Colica ha spiegato infatti che il suo personaggio è quello che continua a rendersi conto di quanto sia assurdo ciò che stanno facendo e cerca di opporsi al piano.
Immaginate quindi quattro parenti che discutono di come uccidere una persona e uno solo che ogni tanto domanda: “Scusate, ma ci rendiamo conto?”.
È praticamente il rappresentante della normalità in famiglia.
La Minorca del film non è sempre Minorca
Una delle curiosità più divertenti riguarda le location.
La storia porta i Delle Fave a Minorca, e diverse sequenze sono state effettivamente realizzate in Spagna. Il film utilizza località dell’isola per scene legate al matrimonio, al negozio di fiori, all’atelier dell’abito da sposa, al faro e alla spiaggia finale.
Ma non tutto ciò che nel film dovrebbe essere Minorca si trova realmente alle Baleari.
La splendida villa scelta da Giuliana per il matrimonio, per esempio, è stata identificata come Villa Talamo, a Fonteblanda, nel territorio di Orbetello in Toscana.
Quindi mentre noi immaginiamo la famiglia comodamente sistemata in una residenza minorchina, almeno per quelle scene siamo molto più vicini all’Argentario.
Cinema: il posto nel quale puoi prendere una villa in Toscana e spostarla in Spagna senza nemmeno chiamare un’impresa di traslochi.
Anche l’aeroporto di Minorca non è a Minorca
La geografia cinematografica diventa ancora più creativa.
Secondo le ricostruzioni delle location, l’aeroporto che nel film rappresenta quello di Minorca sarebbe stato girato in Germania, mentre l’autonoleggio utilizzato subito dopo l’arrivo della famiglia si trova a Fiumicino.
La famiglia Delle Fave quindi compie un viaggio interessantissimo anche dal punto di vista produttivo.
Parte dall’Italia.
Atterra narrativamente a Minorca passando cinematograficamente dalla Germania.
Noleggia l’auto “in Spagna” restando a Fiumicino.
Poi raggiunge una villa delle Baleari situata in realtà a Orbetello.
Google Maps avrebbe probabilmente chiesto le ferie.
Anche la casa dei Delle Fave è la stessa del primo film
Un piccolo elemento di continuità riguarda invece l’abitazione di Carlo e Anna.
La villetta utilizzata per la famiglia si trova a Ciampino, nel complesso residenziale Villaggio Villa Fiorita, ed è la stessa già impiegata in Natale a tutti i costi.
Una scelta utile perché permette ai due film di sembrare immediatamente collegati.
Ritrovare la stessa casa aiuta infatti a dare la sensazione di rientrare nella quotidianità di quella famiglia prima che la nuova follia prenda il sopravvento.
Tra l’altro altre scene italiane sono state girate a Roma e nella zona delle Cascate di Monte Gelato, a Mazzano Romano.
Il ristorante dell’annuncio del matrimonio è a Roma
Anche il momento in cui nonna Giuliana comunica alla famiglia di voler sposare Nunzio nasconde una location italiana.
Il ristorante utilizzato per la scena si trova presso l’ex convento dei Santi Bonifacio e Alessio a Roma.
Narrativamente è un momento fondamentale perché da quell’annuncio parte l’intera vicenda.
Giuliana è convinta di aver trovato un nuovo amore.
Anna vede immediatamente una catastrofe.
Carlo probabilmente vorrebbe trovarsi in qualsiasi altro posto.
Nunzio, invece, appare abbastanza affascinante e ambiguo da far capire perché la famiglia inizi a insospettirsi.
Darko Perić arriva direttamente da La casa di carta
Tra i volti del film ce n’è uno che molti spettatori riconoscono immediatamente senza magari ricordarne il nome.
È Darko Perić, diventato famoso in tutto il mondo grazie al personaggio di Helsinki ne La casa di carta. L’attore serbo fa parte del cast insieme a De Sica, Finocchiaro, Dharma Mangia Woods, Claudio Colica, Fioretta Mari, Ninni Bruschetta, Fernando Albizu e Irma Carolina Di Monte.
La sua presenza dà alla commedia anche una piccola connessione con una delle serie Netflix più popolari.
Dal Professore alla famiglia Delle Fave il salto è considerevole.
In entrambi i casi, però, qualcuno sta organizzando un piano criminale.
Solo che il Professore probabilmente avrebbe bocciato quello dei Delle Fave dopo i primi tre minuti.
Ninni Bruschetta è la vera novità che fa partire la storia
Il secondo capitolo funziona anche grazie all’ingresso di Ninni Bruschetta.
Il suo Nunzio deve essere contemporaneamente abbastanza affascinante da convincere Giuliana a sposarlo e abbastanza ambiguo da rendere credibili i sospetti della famiglia.
Se apparisse immediatamente come un cattivo da cartone animato, gran parte della storia non funzionerebbe.
La domanda deve rimanere almeno per un po’: Anna ha capito realmente chi è Nunzio oppure sta impazzendo per la paura di perdere l’eredità della madre?
Ed è proprio il denaro a tornare come elemento centrale.
Nel primo film i soldi non esistevano, ma bastava far credere ai figli che esistessero per cambiare il loro comportamento.
Nel secondo i soldi ci sono sul serio e riescono ugualmente a tirare fuori il peggio dai personaggi.
Da questo punto di vista i due film sono molto più collegati di quanto sembri.
Il vero tema dei due film sono i soldi, ma soprattutto la famiglia
Sotto le bugie e i tentativi di omicidio, Giovanni Bognetti continua a raccontare la stessa domanda: quanto siamo disposti a fare per la nostra famiglia e quanto il denaro può deformare quel rapporto?
In Natale a tutti i costi, Carlo e Anna fingono di essere milionari per riavere l’attenzione dei figli.
In Ricchi a tutti i costi, la famiglia teme che un estraneo possa impossessarsi del patrimonio della nonna.
Il denaro mette sempre qualcuno alla prova.
I figli nel primo film.
Gli adulti nel secondo.
Il risultato è una famiglia tutt’altro che perfetta, dove quasi tutti mentono, manipolano o prendono decisioni insensate, ma che nel momento di difficoltà continua a muoversi come un blocco unico.
Dharma Mangia Woods ha raccontato di essersi sentita fortunata a ritrovare lo stesso gruppo di attori, sottolineando anche quanto l’ingresso di Ninni Bruschetta abbia funzionato bene nel cast.
Quell’affiatamento si vede.
De Sica e Finocchiaro sembrano una coppia sposata da abbastanza tempo da potersi proporre un omicidio senza nemmeno interrompere la conversazione.
Colica e Mangia Woods funzionano invece come figli ormai rassegnati all’idea che i loro genitori abbiano perso qualunque freno.
Ricchi a tutti i costi è nato pensando direttamente allo streaming
Anche la distribuzione dice qualcosa sulla saga.
Natale a tutti i costi era stato il primo progetto di Christian De Sica pensato direttamente per una piattaforma come Netflix. Mediaset ricorda che il film arrivò in streaming il 19 dicembre 2022, mentre Ricchi a tutti i costi è stato distribuito a livello mondiale da Netflix nel giugno 2024.
De Sica e Angela Finocchiaro hanno anche spiegato durante la promozione del sequel di ritenere che oggi alcune commedie possano trovare nello streaming un ambiente particolarmente adatto.
Effettivamente la famiglia Delle Fave sembra fatta apposta per questo formato.
Film relativamente brevi.
Premesse immediate.
Personaggi riconoscibili.
Una storia che puoi capire in trenta secondi.
Nel primo: genitori fingono di essere ricchi.
Nel secondo: famiglia prova a eliminare il cacciatore dell’eredità.
Difficile lamentarsi di non aver capito la trama.
Dal remake francese a una piccola saga italiana
La curiosità più interessante rimane quindi il percorso compiuto da questi personaggi.
Tutto nasce da una commedia francese che non aveva nulla a che vedere con una saga italiana.
Bognetti prende quella premessa, la trasforma in Natale a tutti i costi e costruisce una famiglia abbastanza riuscita da meritare un’altra avventura.
Poi decide di non limitarsi a ripetere il meccanismo.
Alza la dose di assurdità.
I Delle Fave non devono più fingersi ricchi.
Devono evitare che qualcun altro diventi ricco grazie alla loro nonna.
E per riuscirci arrivano a valutare un omicidio come se fosse una voce dell’itinerario turistico di Minorca.
Forse è proprio questo il motivo per cui Ricchi a tutti i costi funziona meglio conoscendo il primo film.
Hai già visto Carlo e Anna costruire una gigantesca bugia per tenere insieme la famiglia.
Quindi, appena Anna propone di eliminare Nunzio, una parte di te pensa:
“È assurdo”.
L’altra risponde:
“Beh, conoscendoli…”
Voi sapevate che Natale a tutti i costi era il remake di una commedia francese? E quale dei due film della famiglia Delle Fave preferite: il primo con la falsa eredità oppure Ricchi a tutti i costi con il folle piano contro Nunzio? Scrivetecelo nei commenti.


