Ci sono film che pensiamo di conoscere a memoria. Li abbiamo visti decine di volte, recitiamo le battute insieme ai protagonisti, ridiamo sempre negli stessi punti. Una poltrona per due è esattamente questo tipo di film: dal 1997 va in onda su Italia 1 ogni Vigilia di Natale, è diventato parte della tradizione italiana quanto il panettone e la tombola. Eppure, dopo 40 anni dalla sua uscita, c’è un dettaglio che la maggior parte degli spettatori non ha mai notato: Jim Belushi, fratello del leggendario John Belushi, appare nel film travestito da gorilla. E non in una scena qualsiasi, ma proprio durante la celebre sequenza del country club.
La scena in questione è quella in cui Louis Winthorpe III, interpretato da Dan Aykroyd, si presenta alla festa di Natale del suo esclusivo circolo dopo essere stato arrestato e umiliato. All’interno del club c’è un uomo in costume da gorilla che si aggira tra gli invitati, e quel gorilla è proprio Jim Belushi. Un cameo che il regista John Landis ha inserito quasi come un tributo personale e una sorta di scherzo privato, sapendo che pochissimi se ne sarebbero accorti. E infatti così è stato: per decenni, milioni di spettatori hanno guardato quella scena senza riconoscere l’attore nascosto sotto il costume.
I fratelli Belushi e il legame con John Landis
Per capire il significato di questo cameo, bisogna fare un passo indietro e parlare del rapporto tra i fratelli Belushi e il regista John Landis. John Belushi, il fratello maggiore di Jim, era stato uno dei protagonisti assoluti di The Blues Brothers (1980), altro cult movie diretto proprio da Landis. La chimica tra il regista e l’attore era stata straordinaria, tanto che Landis aveva in mente di lavorare ancora con lui.
Quando iniziò a sviluppare il progetto di Una poltrona per due, Landis pensò inizialmente a John Belushi per il ruolo di Billy Ray Valentine, il senzatetto che diventa asso della finanza. Ma il destino aveva altri piani: John Belushi morì prematuramente nel 1982, a soli 33 anni, per un’overdose di eroina e cocaina. Una tragedia che sconvolse Hollywood e in particolare Landis, che perse non solo un attore eccezionale ma anche un amico.
Così, quando arrivò il momento di girare Una poltrona per due, il regista decise di inserire Jim Belushi in un piccolo cameo, come modo per mantenere vivo il legame con la famiglia Belushi e rendere omaggio al fratello scomparso. Non poteva essere un ruolo da protagonista, ma quel gorilla al country club era un gesto d’affetto che solo chi conosceva la storia poteva comprendere appieno.
Gli altri cameo nascosti che nessuno nota
Ma Jim Belushi non è l’unico volto famoso nascosto in Una poltrona per due. Il film è letteralmente pieno zeppo di cameo e apparizioni lampo che passano inosservate alla maggior parte del pubblico. Durante la stessa scena del country club, ad esempio, c’è Kelly Curtis, sorella di Jamie Lee Curtis, che interpreta Muffy, una delle ragazze bionde che frequentano il circolo. Un modo carino per far partecipare anche la sorella dell’attrice protagonista.
Poi c’è Bo Diddley, leggenda del rock’n’roll, chitarrista e cantante che ha influenzato generazioni di musicisti. Anche lui appare brevemente nel film, in un ruolo minore che quasi nessuno riconosce se non è un appassionato di musica degli anni ’50 e ’60. E infine, neanche a dirlo, lo stesso John Landis si concede un cameo velocissimo, come faceva spesso nei suoi film.
Questi piccoli inserti dimostrano quanto Landis amasse nascondere dettagli e omaggi nelle sue pellicole, creando una sorta di universo cinematografico interconnesso che premia gli spettatori più attenti.
“See You Next Wednesday”: il film fantasma che appare ovunque
Parlando di universo cinematografico di Landis, impossibile non citare “See You Next Wednesday”, il film che non esiste ma che appare praticamente in ogni opera del regista. In Una poltrona per due, nella camera da letto di Ophelia (Jamie Lee Curtis), si vede appesa al muro la locandina di questo misterioso film. Lo stesso titolo compare in The Blues Brothers, nel videoclip di Thriller di Michael Jackson (diretto da Landis), in Un lupo mannaro americano a Londra e in Il principe cerca moglie.
Ma cos’è esattamente “See You Next Wednesday”? Si tratta di un film mai realizzato che Landis aveva in mente fin da giovane, e che ha trasformato in una sorta di firma nascosta in tutte le sue opere. Un easter egg prima ancora che gli easter egg diventassero una moda, un gioco privato tra il regista e gli spettatori più attenti. Trovare “See You Next Wednesday” in un film di Landis è come scovare il topolino nascosto nei disegni di Al Hirschfeld: una piccola caccia al tesoro che arricchisce l’esperienza di visione.
Il numero di matricola che collega i Blues Brothers
Le connessioni tra i film di Landis non finiscono qui. Quando Louis Winthorpe III viene arrestato e fotografato per la schedatura, gli viene assegnato il numero di matricola 7474505B. Un numero apparentemente casuale, giusto? Sbagliato. È esattamente lo stesso numero (con una minima variazione nell’ultima cifra) che era stato assegnato a Jake Blues, il personaggio di John Belushi in The Blues Brothers, il cui numero era 7474505B.
Non si tratta di una coincidenza o di pigrizia nella scelta dei numeri di scena. È un omaggio deliberato al personaggio di Belushi e un modo per collegare spiritualmente i due film. Landis amava creare queste piccole continuità tra le sue opere, costruendo ponti invisibili che solo i fan più devoti potevano notare.
Il sequel segreto nascosto in “Il principe cerca moglie”
Ma la connessione più sorprendente di Una poltrona per due si trova in un altro film: Il principe cerca moglie (1988), sempre diretto da Landis e con Eddie Murphy protagonista. In una scena del film, il principe Akeem (Murphy) cammina per le strade di New York e incrocia due barboni che gli chiedono l’elemosina. Quei due barboni sono Randolph e Mortimer Duke, i cattivi di Una poltrona per due interpretati da Ralph Bellamy e Don Ameche.
È il perfetto epilogo della loro storia: dopo essere stati mandati in rovina da Winthorpe e Valentine alla fine di Una poltrona per due, i fratelli Duke sono finiti per strada, ridotti in miseria. Un cameo geniale che funge da sequel non ufficiale e che chiude il cerchio della loro parabola discendente. Pochi secondi di schermo, ma che valgono più di un intero film di seguito.
La “Eddie Murphy Rule”: quando un film cambia Wall Street
Ma Una poltrona per due non ha influenzato solo il cinema. Nel 2010, il presidente della Commodity Futures Trading Commission, Gary Gensler, ha presentato una nuova direttiva per contrastare l’insider trading sui mercati delle materie prime. E come l’ha chiamata? La “Eddie Murphy Rule”, prendendo spunto direttamente dalla trama del film.
Nel finale di Una poltrona per due, infatti, i protagonisti riescono a mandare in rovina i fratelli Duke proprio grazie a informazioni governative non ancora divulgate al pubblico sul raccolto delle arance. Utilizzano questi dati per speculare sui futures del succo d’arancia, facendo milioni mentre i Duke perdono tutto. La nuova legge americana vieta esattamente questo tipo di pratica: l’utilizzo di informazioni governative riservate per speculare sulle materie prime.
È straordinario pensare che un film comico del 1983 abbia effettivamente ispirato una riforma legislativa del sistema finanziario americano. Probabilmente è l’unico caso nella storia in cui una commedia natalizia ha influenzato Wall Street.
Il titolo italiano che fece infuriare il regista
John Landis non ha mai nascosto il suo disprezzo per il titolo scelto in Italia per il suo film. Il titolo originale era “Trading Places” (“Posti scambiati” o “Luoghi di scambio”), un doppio senso che si riferiva sia allo scambio di ruoli tra i protagonisti sia ai luoghi in cui avvengono le transazioni finanziarie, come la Borsa di Wall Street.
In un primo momento si era pensato a “Black and White” (“Bianco e Nero”), riferimento diretto alla componente razziale della storia e ai due protagonisti di colori diversi. Ma alla fine si optò per Trading Places. Quando però il film arrivò in Italia, qualcuno decise di ribattezzarlo “Una poltrona per due”, un titolo che Landis ha pubblicamente definito “disgustoso”.
Il regista non ha mai capito il senso di questo titolo, che secondo lui non aveva nulla a che fare con la storia raccontata nel film. Eppure, proprio questo titolo “disgustoso” è diventato iconico in Italia, al punto che è impossibile immaginare il film con un nome diverso. A volte le scelte che sembrano sbagliate si rivelano vincenti per motivi imprevedibili.
La censura dopo l’11 settembre 2001
C’è una battuta nel film che molti spettatori italiani non hanno mai sentito, soprattutto nelle repliche trasmesse dopo il 2001. Quando i protagonisti passano davanti al World Trade Center, Louis Winthorpe III dice a Billy Ray Valentine: “In questo edificio o si uccide o si viene uccisi”, riferendosi alle pratiche spietate del mondo della finanza di Wall Street.
Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, molte emittenti televisive americane hanno deciso di tagliare questa frase dalle loro trasmissioni, per rispetto alle vittime e per evitare riferimenti dolorosi alle Torri Gemelle. Anche alcune versioni italiane hanno seguito questa scelta, rendendo la battuta un pezzo di cinema perduto che solo chi ha visto il film prima del 2001 o in versione integrale può ricordare.
Un ristorante a Philadelphia dedicato ai protagonisti
Se vi capitasse di visitare Philadelphia, potreste fare una scoperta curiosa all’interno del Westin Hotel: c’è un ristorante che si chiama “Winthorpe & Valentine”, proprio come i due protagonisti del film. Un omaggio permanente alla pellicola che ha reso celebre la città come location cinematografica e che continua ad attirare fan da tutto il mondo.
È un esempio di come un film possa lasciare un’impronta indelebile non solo nella cultura pop ma anche nella geografia reale di una città. Mangiare da Winthorpe & Valentine significa cenare in un luogo che celebra una delle commedie più amate di sempre.
La scena improvvisata sul treno
Tra le tante scene memorabili del film, quella sul treno è forse una delle più divertenti. Quando i protagonisti viaggiano travestiti, Ophelia (Jamie Lee Curtis) si presenta come Inga, una ragazza svedese. Coleman, interpretato da Denholm Elliott, nota che indossa i Lederhosen, i tradizionali pantaloni di pelle tedeschi, e le fa notare l’incongruenza. Lei risponde: “Sì, ma come le ho detto sono svedese”.
Quello che molti non sanno è che questa gag è stata parzialmente improvvisata sul set. Jamie Lee Curtis ha contribuito a creare il momento comico aggiungendo del suo, dimostrando il talento che l’ha resa una delle attrici più amate della sua generazione. È uno dei pochi momenti improvvisati del film, visto che Eddie Murphy, contrariamente al suo solito stile, si è attenuto quasi completamente al copione, soprattutto nelle scene tecniche sulla finanza.
La tradizione italiana che nessun altro paese ha
L’aspetto forse più curioso di Una poltrona per due è il suo status in Italia. Dal 1997, Italia 1 trasmette il film ogni Vigilia di Natale alle 21:36, con una puntualità svizzera. Negli anni è diventato un appuntamento più atteso della Messa di mezzanotte, registrando ascolti stratosferici che spesso superano i 5 milioni di spettatori.
Ma ecco il punto: questa è una tradizione esclusivamente italiana. Negli Stati Uniti, nel Regno Unito e nel resto del mondo, Una poltrona per due non ha alcuna connessione particolare con il Natale. È solo in Italia che il film è diventato parte integrante delle festività, tanto che molti giovani credono sia stato girato appositamente come film natalizio.
La prima trasmissione televisiva del film in Italia risale al 9 aprile 1986 su Canale 5, in piena primavera. Solo negli anni ’90 iniziò a essere programmato a dicembre, fino a quando nel 1997 l’allora direttore della programmazione di Italia 1, Luca Tiraboschi, decise di renderlo un appuntamento fisso della Vigilia. E così, anno dopo anno, una commedia sulla finanza e sulla vendetta è diventata il simbolo del Natale italiano.
Quante di queste curiosità conoscevi? Dopo aver scoperto tutti questi retroscena, guarderai Una poltrona per due con occhi diversi questa sera? Raccontaci nei commenti: riuscirai finalmente a riconoscere Jim Belushi nel costume da gorilla oppure resterà invisibile anche quest’anno?


