Ora su NOW è disponibile Gomorra – Le Origini, il prequel della serie che aveva conquistato pubblico e critica raccontando il mondo della camorra napoletana con un realismo crudo e una narrazione serrata. Questa nuova serie creata da Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli racconta le origini di Pietro Savastano nella Napoli degli anni Settanta. Ma il risultato è un prodotto che tradisce completamente lo spirito dell’originale.
La serie dovrebbe mostrare come un ragazzino della periferia napoletana diventa uno dei boss più spietati della camorra. Invece ci troviamo davanti a una narrazione confusa dove le cose accadono semplicemente perché devono accadere, senza che ci venga mai spiegato davvero come funziona il sistema della camorra in quegli anni.
Scene inutili che riempiono il vuoto
Il problema principale è che non vediamo quasi niente di concreto. C’è una scena sul motoscafo nella seconda puntata e poi basta. Il resto è riempito con scene completamente inutili che servono solo a coprire il vuoto narrativo. Il prete che scopa, Sandokan, la carta igienica, la scena degli ombrelli. Il battesimo che dura appena cinque minuti. Tutta la questione di Lello e “la cinese” che dura il tempo di rubare qualche minuto allo show.
La madre di Pietro è un personaggio completamente inutile che appare in tre puntate per dieci minuti in totale. Tutta la vicenda di O Paisano e del carcere è riempita di frasi a effetto che non portano da nessuna parte. Tutta la famiglia di Imma viene buttata lì solo perché Imma era un personaggio importante nella prima serie originale.
Personaggi fuori posto e prevedibilità totale
Annalisa è un personaggio completamente fuori tempo che non ha senso nella narrazione. La serie è un flop e non serve girarci intorno. Non ha niente di Gomorra, niente del realismo brutale e della tensione che rendevano l’originale così potente.
Il racconto è troppo prevedibile dall’inizio alla fine. Gli autori hanno cercato di creare frasi cult a tavolino ma questo rende i dialoghi meno naturali e troppo simili a sentenze filosofiche pronunciate da ragazzini di sedici anni. La regia di Marco D’Amore predilige tempi dilatati e primi piani ossessivi con una narrazione claustrofobica. Per chi si aspettava l’adrenalina delle prime stagioni dirette da Sollima, il risultato appare lento e autocompiaciuto.
Sky ha accettato questa serie solo perché ha perso le serie HBO e deve riorganizzarsi. Per il momento va bene anche una serie così mediocre. Gomorra – Le Origini ha esattamente gli stessi problemi della quinta stagione, altro prodotto voluto fortemente da D’Amore che aveva già mostrato i suoi limiti.
Un tentativo debole di unire Mare Fuori e Gomorra
Quello che abbiamo davanti è un prodotto banale, un tentativo debole di unire Mare Fuori a Gomorra giocando con il nome e sperando che basti. Il risultato è una serie ridicola che cerca di romanticizzare la criminalità senza mai mostrare davvero le conseguenze. Il tono rimane troppo fiabesco ed edulcorato rispetto all’originale. Non c’è la violenza cruda, non c’è la tensione, non c’è niente che faccia capire davvero quanto sia infernale quel mondo.
Gomorra come serie funzionava fino alla seconda stagione. Questa è solo un’operazione commerciale che sfrutta il nome senza avere il coraggio di raccontare davvero quella storia. Vista una volta, più che sufficiente. Non merita una seconda stagione e sicuramente non merita il tuo tempo.
E tu, hai già visto Gomorra – Le Origini su NOW? Pensi che i prequel delle serie famose siano quasi sempre deludenti? Secondo te Sky dovrebbe concentrarsi su contenuti originali invece di sfruttare marchi già rodati? Scrivilo nei commenti!
La Recensione
Gomorra - Le Origini
Gomorra - Le Origini su NOW è un prequel che tradisce completamente lo spirito della serie originale. La narrazione è confusa con cose che accadono quasi per caso e non viene mai spiegato come funziona il sistema della camorra. Pieno di scene inutili che riempiono il vuoto narrativo. I personaggi sono fuori posto e la trama è prevedibile dall'inizio. Marco D'Amore dirige con tempi dilatati che risultano lenti e autocompiaciuti. È un tentativo debole di unire Mare Fuori e Gomorra sfruttando il nome.
PRO
- La ricostruzione della Napoli degli anni Settanta è accurata con costumi e scenografie che ricreano l'epoca con precisione maniacale nei dettagli
CONTRO
- Scene completamente inutili che riempiono il vuoto come il prete che scopa, Sandokan, la carta igienica e gli ombrelli senza senso narrativo
- Non spiega mai come funziona il sistema della camorra limitandosi a mostrare una scena sul motoscafo e poi niente di concreto
- Personaggi inutili buttati lì senza sviluppo come la madre di Pietro che appare dieci minuti in tre puntate o l'intera famiglia di Imma


