Attenzione: questo articolo contiene spoiler sul finale della terza stagione di Tehran. Se non avete ancora visto gli ultimi episodi, fermatevi qui e tornate dopo.
C’è una scena nel finale di Tehran 3 che rimane impressa anche dopo che lo schermo si spegne. Faraz è dentro un tunnel con una bomba che sta per esplodere, convinto di avere ancora il controllo della situazione. Non sa che Tamar e Peterson lo hanno già ingannato. Non sa che il nucleo è già fuori dal camion. Non sa che gli restano pochi minuti di vita. E quando Peterson finalmente gli rivela la verità, non c’è più tempo per fare niente.
Il finale della terza stagione di Tehran – disponibile su Apple TV+ – porta a conclusione una stagione costruita con grande attenzione, e lo fa con due morti che nessuno si aspettava davvero fino all’ultimo secondo. Almeno non così.
Cosa succede nell’ultimo episodio
Tutto si mette in moto quando Peterson scopre che gli iraniani hanno deciso di anticipare il trasferimento della testata nucleare. Il piano originale prevedeva di far esplodere la bomba nel laboratorio, dentro i tunnel, dove la profondità avrebbe contenuto la deflagrazione e la radiazione avrebbe esposto al mondo intero le ambizioni nucleari del regime. Ma ora i piani sono cambiati, e la bomba si trova su un camion in mezzo alla città.
Peterson ha impostato un timer. Mancano meno di due ore.
Gli iraniani lo rimandano alla sua villa con l’ordine di indossare di nuovo il suo abito da prigioniero. Il messaggio è chiaro: ha già fatto quello che doveva fare, e ora è diventato un problema da gestire. Prima di uscire, Peterson chiama sua figlia e le lascia un messaggio in segreteria. In apparenza è una telefonata personale, ma Tamar capisce subito che quelle parole sono per lei. Peterson e Tamar avevano parlato del loro amore per l’Iran, e lui ripete esattamente le stesse frasi di quella conversazione, sapendo che Mossad ha il telefono sotto controllo e che lei ascolterà il messaggio.
Yulia, la responsabile dell’operazione per Mossad, vuole solo trovare la bomba. Non le interessa Peterson. Ma Tamar decide di andare a cercarlo, convinta che lui possa aiutarli a individuare il camion. È la scelta giusta. Insieme a Ramin, blocca il convoglio che stava portando Peterson in prigione, neutralizza le guardie e lo libera.
Peterson rivela allora quello che nessuno sapeva: ha lavorato contro il regime iraniano per due anni e mezzo, fingendo di essere dalla loro parte. Non ha mai avuto intenzione di consegnare loro un’arma funzionante. Ha costruito la bomba con un timer integrato perché sapeva già come sarebbe andata a finire. Il problema è che ora la testata non è più nel laboratorio, e se esplode per strada, il disastro sarebbe enorme.
Faraz tra due fedeltà impossibili
Nel frattempo Faraz si trova in una situazione che lo accompagna da tutta la stagione: diviso tra la lealtà al suo paese e il legame con Nahid, la donna che ama e che ha scelto di andarsene perché stanca di arrivare sempre seconda dopo l’Iran.
Tamar lo contatta e gli offre un accordo: se rivela quale camion trasporta la testata, potrà parlare con Nahid. Faraz non si fida di lei, e ha tutte le ragioni del mondo per non farlo. Ma quando Tamar gli ricorda che, se la bomba esplodesse, migliaia di civili innocenti morirebbero, qualcosa in lui cede. Non è la fiducia in Tamar. È la consapevolezza che alcune scelte non si possono rimandare.
Faraz ordina all’autista del camion di deviare verso un cantiere abbandonato con un tunnel incompiuto. È lì che si svolge il finale.
Le cose però si complicano subito. Behrouz, che sospettava di Faraz da tempo, lo ha seguito. Lo affronta nel tunnel, lo accusa di tradire la nazione e alla fine decide di sparargli. Faraz non si difende. Ha già perso Nahid – la telefonata con lei è andata male, lei gli ha detto che ha scelto di andarsene e non vuole essere cercata – e ora non ha più niente da perdere. È pronto a morire per quello in cui crede, anche se non è più sicuro di cosa sia rimasto di tutto quello in cui credeva.
L’inganno finale e la morte di Peterson
Dentro il tunnel, Peterson e Tamar lavorano sulla bomba. Quando mancano quattro minuti, Peterson dice a Tamar di andarsene. Lei esita, ma lui insiste.
A quel punto arriva Faraz con una pistola in mano. Non ha intenzione di lasciarli portare via la testata. Peterson prova a guadagnare tempo, spiegando che serve ancora qualche minuto per disattivare l’ultimo protocollo. Ha però una condizione: Faraz deve lasciare andare Tamar. Solo dopo avrebbe completato il lavoro.
Faraz accetta. Tamar esce dal tunnel.
Quello che Faraz non sa – e che scopre solo quando è troppo tardi – è che Peterson e Tamar lo avevano già ingannato prima ancora di questa conversazione. Tamar sapeva che Faraz sarebbe uscito dal tunnel per parlare con Nahid, perché non aveva mai smesso di amarla. E in quel momento, mentre lui era fuori, avevano già sostituito il nucleo della bomba. Il timer continuava a scorrere, ma la testata non era più pericolosa come prima.
Peterson è rimasto dentro. Qualcuno doveva tenere Faraz occupato abbastanza a lungo da permettere a Tamar di uscire con il nucleo. Se Faraz avesse scoperto la verità prima, avrebbe allertato i Pasdaran e Tamar sarebbe stata catturata. Tenere Faraz in quella stanza, convinto che stessero ancora lavorando sulla bomba, era l’unico modo per far funzionare il piano.
La bomba esplode. Peterson e Faraz muoiono nel tunnel.
Perché Peterson ha scelto di restare
La morte di Peterson non è un sacrificio improvvisato. È la conclusione logica di un percorso che durava da anni. Il suo futuro fuori da quel tunnel non aveva niente di attraente: gli iraniani lo avrebbero messo in prigione o peggio, e sul piano internazionale il suo coinvolgimento con il regime lo avrebbe esposto a conseguenze difficili da gestire. Sua figlia aveva smesso di parlargli. L’unica cosa che gli era rimasta era la speranza che lei, un giorno, capisse cosa aveva fatto e perché.
Restare in quel tunnel significava dare un senso definitivo a due anni e mezzo di doppio gioco, di isolamento e di menzogna. Significava che tutto quello aveva avuto uno scopo.
Perché la morte di Faraz è ancora più difficile da accettare
Faraz è stato uno dei personaggi più complessi dell’intera serie. Un uomo che ha sempre cercato di fare la cosa giusta in un sistema che rendeva quasi impossibile capire cosa fosse giusto. Ha amato Nahid con una fedeltà che alla fine lo ha distrutto quanto la fedeltà all’Iran. Ha sospettato di Tamar, l’ha aiutata, l’ha combattuta e in qualche modo ha sempre finito per credere in lei, anche quando non avrebbe dovuto.
La sua morte arriva nel momento in cui ha perso tutto quello che lo teneva in piedi. Nahid è andata via. L’Iran che immaginava non esiste. Behrouz lo ha già considerato un traditore prima ancora che lui potesse dimostrare il contrario. Faraz muore dentro un tunnel, convinto di proteggere qualcosa, senza sapere che è già stato ingannato un’ultima volta.
È il tipo di morte che pesa, perché non è eroica nel senso classico del termine. È la morte di un uomo che ha cercato di fare la cosa giusta fino alla fine, ma che si trovava sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Come finisce per Tamar e Ramin
Tamar esce dal tunnel con il nucleo e riesce a raggiungere Ramin, che aveva trovato una via d’uscita alternativa mentre il tunnel veniva circondata dalle forze militari iraniane. Nella scena finale, Tamar chiama Yulia e le comunica che ha portato via il nucleo. La bomba è esplosa, ma non era più nucleare. I civili di Tehran sono salvi.
Yulia sorride. È il riconoscimento silenzioso di qualcuno che aveva dubitato di Tamar e ora deve ammettere che aveva torto.
Tamar e Ramin sono liberi, ma non al sicuro. Sono in fuga, in territorio ostile, e la strada davanti a loro non sarà semplice. La serie lascia aperta la possibilità di una quarta stagione, e chi vuole sapere cosa potrebbe succedere ha già abbastanza elementi su cui ragionare.
Tehran 3 conclude la sua stagione con la stessa tensione con cui l’aveva aperta, e lo fa scegliendo di non risparmiare nessuno. Nemmeno i personaggi che il pubblico aveva imparato ad amare di più.
Avete visto il finale di Tehran 3? La morte di Faraz vi ha sorpreso o la sentivate arrivare? Lasciate un commento e diteci la vostra.


