Tra le nuove serie arrivate nell’ultimo mese, Last Seen è quella che ci ha convinto di più. Il thriller australiano di Apple TV ha debuttato il 9 settembre con i primi due episodi e, già dall’inizio, riesce a creare quella curiosità che ti spinge a voler capire cosa sia successo senza dover correre continuamente dietro a nuove trovate. La storia parte da una scomparsa, ma soprattutto da ciò che quella scomparsa ha fatto a un padre per undici anni.
Il protagonista è Ian Ridley, interpretato da Patrick Brammall. Undici anni prima sua figlia Maggie è sparita senza lasciare tracce. Ian, che allora era un detective, non è mai riuscito ad accettare l’idea che possa essere morta. Nel frattempo il matrimonio è finito, la sua vita è cambiata e oggi lavora come operatore della polizia, rispondendo alle chiamate di emergenza. Insomma, il tempo è passato, ma per lui quella storia non si è mai chiusa.
Ed è proprio questo che rende credibile quello che succede poco dopo. Una chiamata arriva alla centrale e dall’altra parte c’è una ragazza adolescente in difficoltà. Ian ascolta la voce e si convince che possa essere Maggie. Per chi lo guarda da fuori può sembrare un salto enorme, ma la serie ha già fatto capire quanto lui viva ancora dentro quella speranza. Non è semplicemente un ex poliziotto che segue una pista. È un padre che aspetta da undici anni un segnale, anche minimo, che gli permetta di credere che sua figlia sia ancora viva.
Da quel momento Last Seen comincia a funzionare ancora meglio, perché non ti chiede soltanto di scoprire chi sia quella ragazza. Ti mette anche davanti al dubbio su Ian. Sta vedendo qualcosa che gli altri non riescono a vedere oppure sta cercando disperatamente di trasformare ogni indizio nella conferma che desidera? La serie gioca molto bene su questa incertezza e Patrick Brammall riesce a rendere il personaggio umano anche nei momenti in cui prende decisioni discutibili.
A noi è piaciuto soprattutto questo. Ian non viene trasformato nel solito protagonista brillante che capisce tutto prima degli altri. A volte sembra lucidissimo, altre volte appare consumato dall’ossessione. Puoi comprenderlo e, nello stesso momento, pensare che stia andando troppo oltre. È una contraddizione che gli dà spessore e rende molto più facile seguirlo anche quando sbaglia.
La storia si allarga poi con l’arrivo di altri personaggi, in particolare quelli interpretati da Brendan Cowell e Maxine Peake. Il modo in cui entrano nella vicenda aumenta subito la tensione, ma senza dare allo spettatore risposte immediate. Alcuni comportamenti fanno nascere dubbi, certe reazioni sembrano nascondere qualcosa e la serie preferisce lasciarti osservare prima di spiegare. Il Guardian ha elogiato proprio la costruzione del mistero e le interpretazioni, definendo Last Seen uno dei titoli più riusciti dell’anno.
Un altro aspetto che ci ha convinto riguarda il ritmo. La serie sa aspettare. Non ha paura di lasciare una scena respirare o di mostrare un personaggio mentre elabora quello che è appena successo. In molti thriller recenti sembra quasi obbligatorio inserire una rivelazione dietro l’altra, mentre Last Seen si prende il tempo necessario per farti conoscere le persone coinvolte. E proprio per questo, quando arriva un dettaglio importante, pesa di più.
Anche l’ambientazione australiana aiuta parecchio. La serie è stata girata interamente nello stato di Victoria ed è la prima produzione Apple TV realizzata completamente in Australia. Gli spazi aperti, le strade, le case isolate e le distanze tra un luogo e l’altro danno alla storia un carattere preciso. Non sembra un thriller americano spostato altrove per cambiare sfondo. L’ambiente entra nel racconto e contribuisce alla sensazione di isolamento che accompagna Ian.
La regia di Christian Schwochow lavora molto bene proprio su questo. Non cerca continuamente immagini vistose, ma costruisce tensione attraverso i silenzi, gli spazi e il modo in cui i personaggi vengono osservati. La fotografia di Bonnie Elliott rende ancora più efficace questa scelta e dà alla serie un’identità visiva molto riconoscibile.
Per noi, però, il motivo principale per cui Last Seen è la migliore nuova serie uscita negli ultimi 30 giorni resta il modo in cui riesce a tenere insieme mistero e conseguenze emotive. La scomparsa di Maggie non serve soltanto per mettere in moto la trama. Ha distrutto un matrimonio, ha cambiato la vita di Ian e continua a condizionare ogni scelta che fa. Questa attenzione rende la storia più coinvolgente, perché non aspetti soltanto una soluzione. Vuoi capire cosa succederà a quelle persone.
La serie è composta da sei episodi e continuerà con una nuova puntata ogni mercoledì fino al 7 ottobre. Il finale potrà ovviamente cambiare il giudizio complessivo, soprattutto per una storia costruita attorno a un mistero così importante. Per quello che abbiamo visto finora, però, nessuna nuova serie dell’ultimo mese ci ha preso allo stesso modo.
Tu sei d’accordo? Last Seen è la migliore serie uscita negli ultimi 30 giorni oppure ne hai vista una che ti ha convinto di più? Scrivicelo nei commenti.


