Ho appena finito di guardare Legenden – L’infiltrata su Netflix e devo dirti una cosa: sì, la trama ti sembrerà familiare. Probabilmente hai già visto qualcosa di simile. Ma questo non significa che non valga la pena guardarlo. Anzi. La serie parte subito forte con l’omicidio a sangue freddo di un uomo che sputa una pasticca dalla bocca mentre è su un aereo. Capisci subito che c’è qualcosa di grosso sotto.
Poi scopri che quell’uomo era un agente sotto copertura che stava contrabbandando droga. E quella droga lo ha ucciso. Subito dopo conosciamo la vera protagonista: Tea, una ragazza con un passato complicato. Sua madre era alcolizzata e il suo ex fidanzato era un tossicodipendente pesante. Anche lei ha avuto problemi con le droghe. Ma Tea non è una che si arrende. Ha cercato di riprendere in mano la sua vita ed è entrata nella polizia come agente in addestramento.
Un’agente infiltrata con una missione impossibile
Le cose però si complicano quando il servizio di sicurezza danese la trascina nel mondo delle operazioni sotto copertura. Il loro obiettivo è catturare un criminale di nome Miran. Ma non è una cosa che si può fare dall’oggi al domani. Per riuscirci Tea deve lasciare la sua vita normale e avvicinarsi alla fidanzata di Miran, che si chiama Ashley. Solo così può costruire un legame con lui.
Tea si crea quindi un’identità falsa. Diventa Sara, una donna che lavora come gioielliera. Come Sara comincia ad avvicinarsi ad Ashley. Ma la domanda è: il suo piano funzionerà? Miran non è stupido. È uno sveglio e i suoi istinti continuano ad avvertirlo che c’è qualcosa che non va in Sara. Riuscirà Sara a essere la causa della sua caduta?
Una trama familiare ma eseguita benissimo
Mentre leggi questo riassunto probabilmente stai pensando: “Sì, l’ho già visto qualcosa del genere.” I sottotrame sono abbastanza prevedibili. Una tossicodipendente con un passato difficile che cerca di costruirsi una vita sana. Però è il modo in cui viene raccontata questa storia che fa la differenza. I creatori hanno aggiunto tutti gli elementi giusti per renderla una serie davvero bella da guardare. Ti fanno dimenticare che hai già visto questa trama in altri show.
E poi non è del tutto prevedibile come sembra. C’è un’adrenalina vera quando vedi come Tea esegue i suoi piani nei panni di Sara. Miran dubita di tutto fin dal primo giorno in cui Sara entra nella vita di Ashley. I colpi di scena si accumulano e ti tengono attaccato allo schermo. I momenti che i creatori vogliono che tu noti sono costruiti molto bene.
Personaggi sfaccettati e credibili
Il personaggio di Miran ha delle sfumature interessanti. Il suo amore per sua figlia e suo fratello è evidente e sincero. Ma quella stessa quantità di amore non c’è per Ashley. Questa è un’ombra nel suo carattere che lo rende più reale. Anche Tea arriva in forme diverse. Come Sara la vediamo come un’agente concentrata sulla missione. Come Tea è qualcuno che sta cercando di costruirsi una vita propria.
Se ti piacciono i thriller di spionaggio questa può essere una serie perfetta per te. Ti piacerà seguire il viaggio di Tea attraverso tutto questo. Inoltre anche le storie che portano gli altri personaggi aggiungono fascino e intrattenimento. La parte migliore è che lo show non si trascina mai. Ha sei episodi e sono tutti molto veloci. Questo garantisce che non ti annoi mai, qualunque cosa stia succedendo sullo schermo.
Sei episodi che volano via
Quella che mi è piaciuta di più è stata la scelta di fare solo sei episodi. Troppo spesso le serie Netflix vengono allungate inutilmente per arrivare a otto o dieci episodi. Qui invece hanno capito che la storia poteva essere raccontata in sei episodi senza riempitivi o scene inutili. Ogni episodio porta avanti la trama in modo significativo. Non ci sono momenti morti o dialoghi che servono solo a riempire il tempo.
Il ritmo è sostenuto dall’inizio alla fine. Quando finisci un episodio vuoi subito vedere quello dopo. È il tipo di serie che guardi in un weekend perché non riesci a smettere. Le tensioni crescono episodio dopo episodio. I segreti vengono rivelati al momento giusto. E il finale non ti delude.
Il verdetto
Legenden – L’infiltrata non reinventa il genere degli spy thriller. Non ti sorprenderà con una trama completamente originale che non hai mai visto prima. Ma questo non è necessariamente un problema. A volte quello che conta non è l’originalità assoluta ma come viene raccontata una storia. E qui viene raccontata bene. Molto bene.
Gli attori sono tutti bravi. La protagonista che interpreta Tea/Sara è credibile in entrambi i ruoli. Miran è un antagonista interessante che non è solo un cattivo monodimensionale. Anche i personaggi secondari hanno il loro spazio e la loro importanza nella storia. La fotografia è bella e la regia è solida.
Se cerchi qualcosa di completamente rivoluzionario forse resterai deluso. Ma se vuoi passare qualche ora davanti a uno spy thriller ben fatto e coinvolgente, questa è la scelta giusta.
La Recensione
Legenden - L'infiltrata
Legenden - L'infiltrata è una serie spy thriller su Netflix in sei episodi che segue Tea, una ex tossicodipendente diventata agente di polizia che viene reclutata per un'operazione sotto copertura. Deve infiltrarsi nella vita della fidanzata di un criminale di nome Miran creando l'identità falsa di Sara, una gioielliera. La trama è prevedibile e probabilmente hai già visto storie simili, ma l'esecuzione è ottima e il ritmo veloce non ti fa annoiare mai. I personaggi hanno sfumature interessanti e i colpi di scena sono ben costruiti. Con solo sei episodi la serie evita riempitivi inutili e mantiene alta la tensione dall'inizio alla fine.
PRO
- Il ritmo è velocissimo con solo sei episodi che evitano completamente riempitivi o scene inutili
- I personaggi hanno sfumature interessanti soprattutto Miran che non è solo un cattivo monodimensionale
- L'esecuzione della storia è ottima e ti fa dimenticare che hai già visto trame simili
CONTRO
- La trama è molto prevedibile e probabilmente hai già visto spy thriller con storie praticamente identiche



The diplomat 3: girato bene, con una regia rapida, attori capaci, nell’80% del tempo non ti fa annoiare, cosa che viste le serie degli ultimi dieci anni è già un gran passo avanti. Ma la storia, il soggetto è del tutto insensato e la sceneggiatura banalissima. Pur essendo una storia del tutto realista, è veramente priva di qualsiasi logica. Che un presidente degli Stati Uniti, per difendere la sua poltrona, sia pronto a far uccidere un sacco di gente prima, e poi per impossessarsi di una nuova arma russa molto potente è pronto a far sì che siano gli inglesi a prendersi la colpa, con la certezza che scoppierà una nuova guerra mondiale è assolutamente sensato, addirittura possibile. Ma il percorso della storia si sviluppa sulle ali del fantasy, con personaggi che hanno una psicologia inesistente, come fossero pupazzetti pokemon mossi dalla mano dello sceneggiatore annoiato anche lui. Suggerisco: se dovete scrivere una spy story, leggete e rileggete Le Carré, e una volta finiti tutti i suoi libri ricominciate a leggerli dall’inizio.