Macklemore ha trasformato l’esclusione dal tour di Ed Sheeran in un nuovo progetto dal messaggio politico ancora più esplicito. Il rapper ha annunciato il Free Palestine Tour, con le prime tre date fissate il 26 ottobre a Dublino, il 29 a Parigi e il 30 a Londra. Altri artisti saranno annunciati prossimamente e sono previste anche tappe negli Stati Uniti. Gli incassi, secondo quanto comunicato dall’artista, saranno destinati a organizzazioni che lavorano a favore dei palestinesi.
L’annuncio arriva pochi giorni dopo la polemica che ha travolto il Loop Tour di Ed Sheeran.
Il 4 settembre, durante l’apertura del concerto al MetLife Stadium nel New Jersey, Macklemore aveva pronunciato dal palco le parole «Free Palestine» e aveva eseguito Hind’s Hall, brano pubblicato nel 2024 e legato alle proteste universitarie pro-palestinesi. Il rapper aveva detto di voler far sapere alle persone di Gaza e della Cisgiordania che non erano state dimenticate.
Le sue parole avevano provocato reazioni molto diverse. L’Israeli American Council aveva chiesto la sua esclusione, mentre Robert Kraft, proprietario del Gillette Stadium e sostenitore di Israele, aveva comunicato che Macklemore non sarebbe stato ammesso nelle successive date previste nella struttura. Il promoter Messina Touring Group spiegò poi che alcuni stadi avevano fatto sapere di non voler ospitare concerti con il rapper in cartellone.
Ed Sheeran ha sostenuto che la rimozione non sia stata una sua decisione, spiegando di aver tentato di mediare con gli organizzatori e con le strutture coinvolte. In seguito ha definito la situazione a Gaza «catastrofica e ingiustificabile», pur ribadendo di aver sempre cercato di mantenere i propri concerti lontani dalla politica.
Macklemore la pensa in maniera opposta.
Nel messaggio con cui ha annunciato il nuovo tour ha scritto che, secondo lui, nel 2026 essere apolitici davanti a ciò che definisce un genocidio non sia più una posizione sostenibile. È una sua presa di posizione politica precisa, non un’affermazione neutrale, e diventerà ora persino il nome e il tema centrale dei suoi prossimi concerti.
Ed è proprio questo che rende il progetto interessante anche fuori dalla discussione politica.
La musica deve necessariamente diventare uno spazio per prendere posizione?
C’è chi preferisce andare a un concerto per ascoltare canzoni e lasciare fuori guerre, partiti e governi. Altri ricordano che musica e politica si incontrano da decenni, dal folk di protesta al punk, passando per concerti benefici e brani nati apertamente per sostenere una causa.
Macklemore ha chiaramente scelto la seconda strada.
Bisogna però considerare anche un’altra conseguenza, senza attribuirgli intenzioni che non possiamo conoscere: una vicenda del genere produce una quantità enorme di pubblicità.
Il rapper è passato dall’essere uno degli artisti di apertura del tour di Sheeran al ritrovarsi al centro di articoli internazionali, discussioni social, interventi di altri musicisti e ora di un tour costruito direttamente intorno alla questione che ha provocato la sua esclusione.
Questo non significa che lo abbia fatto per guadagnarci.
Anzi, Macklemore ha annunciato di voler destinare alle organizzazioni palestinesi anche un milione di dollari dei compensi legati al tour di Sheeran, oltre agli incassi delle nuove date.
Il denaro dei biglietti, però, non è l’unico valore economico che esiste nella musica.
Una forte esposizione può tradursi indirettamente in nuovi ascolti sulle piattaforme, visualizzazioni dei vecchi videoclip, crescita dei follower, maggiore interesse mediatico e, nel tempo, nuove opportunità commerciali. Non sappiamo se questi effetti si verificheranno né quale sarà la loro dimensione, ma sarebbe ingenuo pensare che settimane di copertura internazionale non aumentino anche la visibilità del nome Macklemore.
E la polemica con Sheeran ha già moltiplicato l’attenzione.
Dopo la sua esclusione, Finneas, Lukas Graham, Aaron Rowe e i Beoga hanno lasciato alcune date del tour di Sheeran in segno di solidarietà, trasformando quello che inizialmente sembrava uno scontro legato a un singolo concerto in una discussione molto più ampia sul rapporto tra artisti, promoter, proprietari degli stadi e libertà di espressione.
Ora Macklemore prova a costruire qualcosa partendo proprio da quella rottura.
Dublino, Parigi e Londra saranno le prime tappe. I nomi degli ospiti devono ancora essere comunicati e le date americane arriveranno successivamente. Il tour, quindi, è stato annunciato molto rapidamente e diversi dettagli sono ancora in fase di definizione.
Resta una domanda più ampia della stessa tournée: quanto spazio vogliamo che abbia la politica durante un concerto?
Per alcuni è impossibile separare un artista dalle sue idee. Per altri il palco dovrebbe rimanere prima di tutto uno spazio musicale. Macklemore ha scelto senza ambiguità da quale parte di questo dibattito stare.
E adesso ha costruito un intero tour intorno a quella scelta.
Voi cosa ne pensate: preferite che musica e politica restino separate oppure considerate normale che un artista utilizzi il proprio palco per sostenere apertamente una causa? Scrivetecelo nei commenti.


