Marracash e Guè sono tornati insieme con “CASINI”, pubblicato il 9 settembre per celebrare trent’anni di amicizia, vent’anni di carriera condivisa e soprattutto i dieci anni di Santeria. Il nuovo singolo arriva a pochi giorni dai due concerti speciali di Milano del 12 e 13 settembre e parte da una scelta che si fa riconoscere praticamente subito: la produzione di Marz utilizza un campione di “Gangsta’s Paradise” di Coolio e L.V., uno dei pezzi più famosi degli anni Novanta.
Ammetto di partire con un piccolo pregiudizio personale. Di solito non amo particolarmente le canzoni che prendono una base, una melodia o un elemento così riconoscibile da un capolavoro del passato. Se sento Gangsta’s Paradise, la mia prima reazione è quasi sempre quella di voler tornare ad ascoltare direttamente Coolio. Un brano così conosciuto ha già un’identità fortissima e riutilizzarlo significa inevitabilmente confrontarsi con qualcosa che nell’immaginario di chi ascolta parte parecchi metri avanti.
In CASINI il riferimento non viene nascosto. Anzi, è una delle caratteristiche principali della produzione e rende il pezzo immediatamente familiare. Il rischio è proprio questo: nei primi ascolti può capitare di concentrarsi più sulla memoria di Gangsta’s Paradise che sulla nuova canzone.
Poi entrano Guè e Marracash, e il discorso cambia.
Perché si può discutere sulla scelta del campione, ma i due sanno ancora perfettamente come stare sopra una produzione del genere. Guè apre con quel modo di rappare apparentemente rilassato che utilizza da anni, infilando immagini, giochi di parole e riferimenti alla propria vita senza la sensazione di dover dimostrare qualcosa. Marracash arriva dopo con una strofa più aggressiva, costruita su incastri molto più serrati e su quella scrittura che negli ultimi anni è diventata uno dei suoi marchi più riconoscibili.
Il titolo funziona come filo conduttore dell’intero pezzo. Ci sono i casini della fama, quelli sentimentali, economici, familiari, di strada e quelli che arrivano semplicemente vivendo per anni dentro il mondo del rap. Il ritornello gioca continuamente con questa parola e finisce per trasformarla quasi in un riassunto della loro carriera.
Non è casuale che il brano esca proprio adesso.
Guè e Marracash si conoscono da circa trent’anni e collaborano musicalmente da molto prima di Santeria. Il disco del 2016 rimane però il momento in cui la loro intesa è diventata un progetto completo: due personalità molto diverse, ma abbastanza compatibili da riuscire a costruire un album insieme senza dare l’impressione che uno dei due fosse semplicemente ospite dell’altro.
Dieci anni dopo, CASINI sembra soprattutto un regalo ai fan prima dei concerti celebrativi di Milano. Non prova a essere un nuovo Santeria e probabilmente sarebbe stato sbagliato cercare di replicare quella formula. Serve piuttosto a riportarli nello stesso pezzo, mostrando cosa è cambiato dopo un decennio in cui entrambi hanno seguito percorsi molto diversi.
Marracash ha costruito negli ultimi anni una discografia sempre più personale, arrivando a ragionare molto sull’identità, sul successo e sul rapporto fra Fabio e il personaggio Marracash. Guè ha continuato invece a pubblicare con una frequenza impressionante, mantenendo una naturalezza sul beat che pochi rapper italiani della sua generazione possiedono ancora.
Insieme mantengono quella chimica particolare.
Non hanno bisogno di rincorrersi. Guè può essere Guè e Marracash può essere Marracash. Le differenze fra i due diventano parte del pezzo invece di creare uno scontro.
Il campione di Gangsta’s Paradise, però, continua a lasciarmi qualche dubbio. È efficace, è riconoscibile e rende la canzone immediata, ma personalmente preferisco quando due rapper così forti hanno davanti una produzione capace di costruire un’identità completamente nuova. Utilizzare una melodia associata a un classico mondiale garantisce un impatto immediato, ma significa anche convivere per tre minuti con il fantasma dell’originale.
E l’originale, almeno per me, resta difficilissimo da battere.
Questo non rende CASINI un brutto pezzo. Al contrario, dopo diversi ascolti si apprezzano soprattutto le strofe e il modo in cui Guè e Marracash sembrano divertirsi a raccontarsi senza trasformare l’anniversario in una celebrazione nostalgica.
Forse è proprio questo il pregio maggiore della canzone. Dopo trent’anni di amicizia, vent’anni di collaborazioni e dieci anni da Santeria, non sembrano due rapper tornati insieme perché devono celebrare il passato. Sembrano semplicemente due amici che sanno ancora quanto funzioni metterli davanti allo stesso microfono.
E questo, sample o non sample, resta difficile da discutere.
Tu hai già ascoltato “CASINI”? Ti piace il campionamento di Gangsta’s Paradise oppure anche tu preferisci l’originale di Coolio? Scrivicelo nei commenti.


