Dal 22 luglio, Masters of the Universe, il nuovo adattamento live action del celebre franchise Mattel, è diventato il titolo più visto su Prime Video, coronando un successo di pubblico che arriva al termine di uno dei percorsi produttivi più lunghi e travagliati nella storia recente di Hollywood. Dietro l’apparente semplicità di un blockbuster estivo con supereroi in stile fantasy si nasconde infatti una vicenda produttiva iniziata più di vent’anni fa, fatta di registi che vanno e vengono, attori scritturati e poi sostituiti, e persino uno studio che abbandona il progetto dopo aver speso decine di milioni di dollari.
Un’attesa iniziata nel 2004
Le prime voci su un possibile ritorno di He-Man al cinema in versione live action risalgono addirittura al 2004, quando circolò la notizia di un possibile interessamento del regista John Woo, poi sfumato senza portare a nulla di concreto. Il progetto trovò una forma più definita solo nel 2007, quando la Warner Bros acquisì i diritti e iniziò a sviluppare un film dal titolo Grayskull: Masters of the Universe, prodotto da Joel Silver su una sceneggiatura firmata da Justin Marks, con John Stevenson, reduce dal successo di Kung Fu Panda, inizialmente scelto alla regia. Anche questa fase, però, non portò a un vero avvio delle riprese, e nel 2009 i diritti passarono a Sony Pictures, dopo che Mattel e lo stesso Silver non riuscirono a trovare un accordo sulla direzione creativa da dare al progetto.
Un decennio di registi che vanno e vengono
Da questo momento in avanti, il film entrò in quella che gli addetti ai lavori chiamano comunemente development hell, un limbo produttivo fatto di continui cambi di regista e sceneggiatura. Nel corso degli anni successivi, il progetto vide avvicendarsi nomi come Jon M. Chu, David S. Goyer, Jeff Wadlow e McG, ciascuno con una propria visione del film mai arrivata fino in fondo, mentre diversi sceneggiatori si alternavano nel tentativo di trovare la versione giusta della storia, tra cui lo stesso Goyer, Evan Daugherty, Mike Finch e Alex Litvak. Solo nel 2019 il progetto sembrò finalmente prendere forma concreta, con Sony che fissò una data di uscita al cinema per il marzo 2021, affidando la regia ai fratelli Aaron e Adam Nee.
Tre attori diversi nei panni di He-Man prima di Galitzine
Una delle curiosità meno conosciute di questa lunghissima gestazione riguarda proprio il casting del protagonista. Prima che il ruolo venisse affidato a Nicholas Galitzine, infatti, altri due attori erano stati scelti per vestire i panni di He-Man nel corso degli anni. Il primo fu Noah Centineo, scritturato nel 2019 per la versione Sony del film, che abbandonò però il progetto nel 2021 a causa dei continui ritardi produttivi, complice anche la pandemia che aveva fermato l’intera industria cinematografica. Quando i diritti passarono poi a Netflix nel 2022, sempre con i fratelli Nee ancora legati al progetto come registi, il ruolo di Prince Adam venne affidato rapidamente a un altro attore, Kyle Allen, la cui partecipazione naufragò anch’essa quando, nel luglio 2023, Netflix decise di cancellare definitivamente il progetto, giudicando il budget necessario troppo elevato. Solo a quel punto, con l’ingresso di Amazon MGM Studios avvenuto nel novembre dello stesso anno, il ruolo tornò disponibile fino ad arrivare, nel maggio 2024, a Nicholas Galitzine.
I trenta milioni di dollari spesi da Netflix per nulla
Un dettaglio che rende ancora più assurda la vicenda produttiva riguarda proprio il periodo in cui il progetto fu nelle mani di Netflix. Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, la piattaforma di streaming arrivò a spendere circa trenta milioni di dollari in fase di sviluppo prima di decidere di abbandonare definitivamente il progetto, un investimento enorme per un film che alla fine nessuno spettatore avrebbe mai visto realizzato in quella forma, complice il passaggio successivo ad Amazon MGM Studios, che ripartì sostanzialmente da zero con una nuova squadra creativa.
Il cast e la squadra dietro le quinte
Nella sua forma definitiva, il film è stato diretto da Travis Knight, regista già conosciuto per il lavoro svolto su Bumblebee e sul film d’animazione Kubo e la spada magica, su una sceneggiatura firmata da Chris Butler. Accanto a Nicholas Galitzine, nei panni di Prince Adam e del suo alter ego He-Man, il cast riunisce Jared Leto in quelli del perfido Skeletor, insieme a Camila Mendes, Idris Elba, Alison Brie, James Purefoy, Morena Baccarin e Kristen Wiig. La fotografia porta la firma di Fabian Wagner, direttore della fotografia con una solida esperienza nel genere fantasy grazie al lavoro svolto su Game of Thrones, mentre le musiche sono state composte da Daniel Pemberton. Le riprese, iniziate a Londra nel gennaio 2025, si sono concluse nel giugno dello stesso anno, con lo stesso Galitzine che ha definito pubblicamente quello di He-Man il ruolo di una vita, raccontando di aver messo tutto se stesso nella preparazione del personaggio.
Un budget imponente per un ritorno atteso da una vita
Il film, con un budget stimato tra i 170 e i 200 milioni di dollari, ha debuttato in anteprima mondiale il 18 maggio 2026 al TCL Chinese Theatre di Los Angeles, prima di arrivare nelle sale statunitensi il 5 giugno e in quelle italiane il giorno precedente, distribuito da Eagle Pictures. Si tratta del secondo adattamento live action della storia dedicato al celebre eroe di Eternia, dopo il film del 1987 con Dolph Lundgren nel ruolo di He-Man e Frank Langella in quello di Skeletor, una pellicola che all’epoca deluse gli incassi ma che negli anni successivi ha costruito attorno a sé un vero e proprio culto di appassionati.
Il primo film del 1987 e il peso di un’eredità difficile
Per capire fino in fondo quanto fosse delicata l’operazione di riportare He-Man al cinema, occorre ricordare come andò la prima, sfortunata esperienza cinematografica del franchise. Il film del 1987, diretto da Gary Goddard e prodotto dalla Cannon Films, allora in gravi difficoltà finanziarie, fu costretto da tagli di budget ad ambientare gran parte della vicenda sulla Terra invece che sul pianeta Eternia, tradendo così buona parte dell’immaginario originale della linea di giocattoli Mattel. Il risultato al botteghino fu deludente, con un incasso fermo a circa diciassette milioni di dollari, nonostante nel corso degli anni successivi il film abbia costruito attorno a sé un vero e proprio culto di appassionati, complice anche l’interpretazione di Frank Langella nei panni di Skeletor, ancora oggi ricordata con affetto dai fan di lunga data. Proprio il timore di ripetere un simile insuccesso ha probabilmente contribuito, insieme alle difficoltà produttive vere e proprie, a rendere così complicato il percorso del nuovo adattamento nel corso dei decenni successivi.
Una nuova origin story per conquistare un pubblico più ampio
Un’altra scelta interessante della versione arrivata infine nelle sale riguarda l’impianto narrativo scelto per raccontare le origini di Prince Adam. Diversamente da altre versioni della storia circolate nel corso degli anni, il film del 2026 racconta un’origin story rivista, in cui il giovane protagonista si ritrova sulla Terra fin da bambino, privo della Spada di Grayskull necessaria per trasformarsi in He-Man, salvo poi riconquistarla una volta raggiunta l’età adulta e tornare a combattere per il proprio pianeta natale. Una scelta di continuità azzerata rispetto al materiale originale, pensata dagli autori per rendere il film accessibile anche a chi non ha alcuna familiarità pregressa con il franchise, sul modello di quanto già fatto da altre grandi produzioni action all’apertura di un nuovo capitolo cinematografico.
Perché il successo su Prime Video ha un sapore particolare
Considerando la lunghissima e travagliata gestazione del progetto, il debutto di Masters of the Universe come titolo più visto su Prime Video assume un significato che va oltre il semplice dato numerico. Dopo oltre vent’anni di tentativi falliti, cambi di studio, registi succedutisi senza mai arrivare al traguardo e persino un attore scritturato e poi sostituito non una ma due volte, il film è infine riuscito non solo a essere completato, ma anche a conquistare concretamente il pubblico nella sua prima vera vetrina di massa in streaming, un epilogo quasi cinematografico per una storia produttiva che definire complicata sarebbe riduttivo.
Conoscevi già tutti questi retroscena sulla lunghissima gestazione di Masters of the Universe prima di leggere questo articolo, o anche per te scoprire quanti attori e registi diversi si sono alternati su questo progetto nel corso degli anni è stata una sorpresa? Raccontaci nei commenti se hai già visto il film su Prime Video e cosa ne pensi del risultato finale dopo un’attesa così lunga.


